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L’iPhone in Brasile non e' Apple e impiega Android

L’iPhone «Neo One» della Gradiente L’iPhone «Neo One» della Gradiente

In Brasile l’iPhone è un’altra cosa: sempre un telefonino, messo in commercio dall’azienda brasiliana Gradiente, detenuta dalla IGB Electrônica. Nel 2000 quest’ultima già chiedeva la registrazione del marchio iPhone, 7 anni prima del lancio dello smartphone della Apple, ma le Autorità brasiliane attesero 8 anni per pronunciarsi; nel 2008 l’ IGB Electrônica ottenne il diritto di usare il marchio che sarebbe poi stato indissolubilmente legato all’icona americana della mela. Tra l’istanza di registrazione del 2000 e la decisione del 2008, l’Apple ha tentato più volte di ottenere il diritto ad usare il proprio marchio in Brasile nella telefonia, a partire da un’istanza del 2006 (l’ultima risale al 2011), ma non è andata oltre il riconoscimento del diritto di vendere articoli di abbigliamento, cappelli e manuali di istruzione. Trascorsi 7 anni dalla prima richiesta giudiziaria dell’Apple, e 13 da quella dell’IG Electrônica, l’Istituto nazionale di proprietà industriale è pronto a pubblicare la decisione finale sulla rivista della proprietà industriale, rigettando le più importanti delle 11 richieste dell’Apple, come quella inerente i prodotti la cui specifica ricorda cellulari tra i quali «dispositivi elettronici digitali con il nome iPhone» e l’applicazione Find My iPhone. Poiché l’esclusività dell’uso di questi termini sarebbe scaduta nel 2012 (5 anni dalla decisione del 2006), per rinnovare il diritto fino al 2018 lo scorso dicembre l’impresa brasiliana ha lanciato il suo primo «iPhone» chiamato Neo One, con sistema operativo Android, facendolo precedere, il 18 dicembre, da un comunicato in cui annunciava «la vendita di una nuova linea di smartphone, della famiglia iPhone». E aggiungeva persino: «Poiché la Gradiente detiene il diritto all’uso esclusivo in Brasile del marchio iPhone su telefoni e accessori, questa compagnia adotterà tutti i mezzi disponibili alle imprese di tutto il mondo per preservare i propri diritti di proprietà intellettuale nel nostro Paese». Eduardo Tude, presidente della società di consulenza Teleco, ha avvertito che lo scenario più probabile per il futuro dell’iPhone brasiliano è nell’accordo tra Apple e Gradiente, un accordo che costerà molto caro all’Apple, che non vuole cedere ad altri la licenza al commercio, e che già in Cina ha dovuto sborsare 60 milioni di dollari alla cinese Proview International Holdings per poter commercializzare l’iPad, mentre può usare il marchio iPhone in Europa dal 2007 solo per un accordo con la Cisco.            (Romina Ciuffa)

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