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L’Abruzzo parte per il Rio Grande do Norte, ma valuta gli ostacoli

Natal, la costa e le sue strade Natal, la costa e le sue strade

A metà ottobre si svolgerà in Brasile la settimana della lingua italiana, che sarà arricchita dalle iniziative del Consolato e dell’Istituto di Cultura, e alla quale l’Abruzzo conta di giungere preparato: sono già stati avviati gli incontri con i gruppi di azione locale (Gal) del progetto «Abruzzo nel Mondo». Bruno Petrei, presidente del Gal Gran Sasso Velino, ha incontrato Franco Marchetti, rappresentante in Brasile del Cram (Consiglio regionale Abruzzesi nel mondo), oltre che importatore di prodotti e vini abruzzesi dal 1976 e presidente della Feabra (Federazione delle Associazioni Missione Brasile), per discutere degli ostacoli relativi al collegamento tra i due Paesi, non ultima l’impossibilità di importare gli insaccati e le complicazioni burocratiche per ottenere le autorizzazioni ad importare formaggi e latticini. Intanto altri imprenditori abruzzesi studiano il Rio Grande do Norte: dopo un viaggio compiuto al fine di verificare le potenzialità di un nuovo mercato internazionale nella città di Natal, alcuni soci dell’associazione Veneto & Abruzzo, presieduta da Stefania Battaglini, hanno analizzato nel corso di un seminario le diverse fasi del processo di internazionalizzazione d’impresa, dalle opportunità brasiliane per le imprese agli strumenti finanziari a disposizione, al sistema bancario e alla normativa doganale, legale e tributaria del Paese verdeoro. Secondo l’associazione, il settore delle opere pubbliche nella regione del Rio Grande do Norte costituisce un business per le imprese italiane: la viabilità è principalmente su gomma, ma sono richiesti rilevanti interventi di sistemazione e messa in sicurezza. Per gli abruzzesi, il settore economico con maggiori potenzialità di affari è però l’immobiliare, con un occhio di riguardo alla costruzione di case di lusso e alla dotazione di materiali di bioedilizia. Opportunità colta dalla ditta abruzzese Astra Energia, nel Rio Grande do Norte per realizzare il progetto «Astra Energia Bras» in una zona che è stata descritta come «l’Italia degli anni 60». Nel corso dell’incontro, svolto in collaborazione con il Centro Estero Abruzzo, la Confidi Mutualcredito e la Confindustria di Pescara, è emersa l’immagine ideale di un «coraggioso imprenditore abruzzese pronto ad affrontare la sfida dei mercati esteri, con destinazione Natal in Brasile», nonostante il problema, che anche qui torna, dei dazi doganali nello scambio commerciale tra un paese dell’Unione Europea e il Brasile, argomento «scivoloso» per il doganalista Enrico Perticone, che consiglia una valutazione caso-specifica da parte di professionisti.

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