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«La Fiat e' un’azienda brasiliana con qualche fabbrica in Europa»

Nel 2010 l’allora presidente brasiliano Lula da Silva con Sergio Marchionne Nel 2010 l’allora presidente brasiliano Lula da Silva con Sergio Marchionne

«La Fiat è un’azienda brasiliana che possiede qualche fabbrica sparsa per l’Europa» è la battuta di un manager della Fiat che circola in rete e nelle pagine dei giornali, «Panorama» il primo. Ma non sembrerebbe questo il momento «verded’oro» per la casa torinese nel Paese sudamericano. La Fiat lancia un allarme: la crescita dell’offerta nei prossimi 2-3 anni è destinata a superare la domanda con un probabile impatto sui profitti, come confermato da Falck Frey, analista del Moody’s, e nei primi 6 mesi, di fronte ai ricavi in ascesa, il reddito operativo è sceso da 473 a 351 milioni di euro. Dall’altra parte però non perde colpi: la Fiat Automóveis, società del gruppo operante in Brasile, lancia una nuova edizione speciale della popolare Palio Fire Economy - il terzo modello più venduto nel Paese, dopo Volkswagen Gol e Fiat Uno  - denominata «Serie Italia». In questo modo va a puntare sui Campionati del Mondo di calcio che si svolgeranno in Brasile nel 2014 e conta di sfruttare la notorietà del nome «Italia» e della relativa bandiera, uno stemma dai colori rosso, bianco e verde sulle fiancate e all’interno, sullo schienale dei sedili anteriori. È grazie al Brasile che in questi anni la Fiat ha attutito le perdite sul mercato europeo, in attesa di poter consolidare l’americana Chrysler vicina alla quotazione. In relazione ad altra vicenda telefonica, cita la Fiat anche Massimo Mucchetti, presidente della Commissione Industria al Senato, sul Corriere della Sera. E la cita così: «Non possiamo permetterci di perdere il controllo sul primo operatore di telefonia dopo averlo perso su Omnitel, Wind, Fastweb e H3g. L’Italia ha poche grandi imprese, non può perderle. Già temo una Fiat che diventa una provincia americana o una Pirelli che sarà venduta non si sa a chi». Eppure circolano anche notizie titolate «Non era mai successo in 36 anni» relative ai record di vendita nel semestre in Brasile: «Un gennaio/giugno da primato assoluto–scrivono dalla Fiat stessa–. Con 63.864 automobili e veicoli commerciali leggeri nel mese di giugno abbiamo chiuso il semestre con vendite complessive per 380.131 unità, e mantenuto la leadership nel mercato brasiliano con la quota del 22,2 per cento nelle vendite registrate nel periodo. Tra gennaio a giugno, la Fiat è cresciuta del 5,1 per cento rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il mercato totale è salito del 4,7 per cento». Alcuni media però non credono al potere suggestivo del miracolo brasiliano, e aggiungono: l’effetto cambio non va dimenticato, buono fintanto che la valuta brasiliana, il Real, era forte, ora più instabile (-12,5 per cento sul dollaro dopo l’estate). Marchionne non si sbilancia.

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