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Europa e brasile, la cooperazione industriale va potenziata a vantaggio delle imprese di entrambe le parti

Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea

IL vicepresidente della Commissione Europea responsabile per l’Industria e l’imprenditoria Antonio Tajani, già recatosi per una «missione di crescita» in Brasile, vi è tornato in vista della preparazione del vertice Unione Europea-Brasile che si terrà ad inizio 2014. In ottobre a Brasilia, la capitale, ha incontrato il ministro degli esteri Luiz Alberto Figuereido, il responsabile dell’industria e del commercio Fernando Pimentel, il responsabile delle piccole e medie imprese Guilherme Afif Domingos, il ministro dell’Istruzione Aloizio Mercadante e il viceministro della Scienza e tecnologia Luis Antonio Elias Rodrigues.
I temi strategici: il rafforzamento dei contatti tra le comunità imprenditoriali per promuovere un contesto imprenditoriale migliore e maggiori investimenti; il ruolo della cooperazione industriale come motore della crescita, in particolare nei settori innovativi e ad alta tecnologia; il potenziamento degli scambi nell’innovazione; il rafforzamento della cooperazione nella ricerca e nello sviluppo industriale; la semplificazione del contesto amministrativo per agevolare le attività imprenditoriali; il sostegno alle piccole e medie imprese e alle microimprese. Il Brasile da parte sua intende esplorare una serie di settori nei quali una cooperazione più intensa potrebbe andare a vantaggio di entrambe le parti, tra i quali: le specifiche tecniche e normative, in particolare per quanto riguarda la normazione e la certificazione per facilitare gli scambi commerciali; la ricerca e gli investimenti, compresa la creazione di un programma di scambi professionali; la cooperazione in materia di ricerca, innovazione e cluster tecnologici per condividere informazioni, strumenti ed esperienze al fine di promuovere la cooperazione in settori chiave come il petrolio, il gas, le infrastrutture e le energie rinnovabili; il rilancio del supporto all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese in settori specifici; la partecipazione delle società dell’Unione Europea in fase di avviamento a un programma brasiliano per le start-up.

 

alcuni dati ue-brasile

L’Unione Europea è il partner più importante per l’import-export brasiliano. Oltre il 18 per cento delle esportazioni del Brasile sono dirette in essa e da essa provengono il 20 per cento delle sue importazioni. I dati relativi ai flussi commerciali bilaterali complessivi indicano una leggera crescita: da 75 miliardi di euro nel 2011 a 76,7 nel 2012. Nel 2012 inoltre l’Ue ha registrato per la prima volta un attivo complessivo della bilancia commerciale con il Brasile di 2,2 miliardi di euro, mentre nel 2011 il deficit era di 3 miliardi. Le imprese europee hanno esportato in Brasile merci per 40 miliardi, in aumento del 10 per cento rispetto all’anno precedente; tuttavia, a causa della crisi economica, le esportazioni dal Brasile sono diminuite del 4,7 per cento nel 2012, passando da 39 miliardi nel 2011 a 37 miliardi nel 2012.

 

quali merci vengono scambiate?

Circa il 90 per cento delle esportazioni Ue in Brasile nel 2012 riguardavano prodotti finiti, in particolare del settore automobilistico, aeronautico e chimico, ed altri macchinari. I macchinari e le attrezzature per il trasporto rappresentavano il 49 per cento delle esportazioni, i prodotti chimici il 21 per cento. I prodotti primari come alimenti, bevande e materie prime quali soia, panelli di semi oleosi, minerale di ferro, caffè e greggio, rappresentavano più del 70 per cento delle importazioni dell’Ue dal Brasile. Per quanto riguarda le esportazioni dal Brasile nell’Ue le materie gregge sono la categoria più importante, pari al 35 per cento. Il Brasile resta per l’Ue il maggior fornitore di prodotti agricoli. Gli alimentari sono la seconda categoria di esportazioni per importanza, pari al 28 per cento.

 

scambi di servizi e investimenti

L’Ue ha un attivo di 5,7 miliardi di euro negli scambi di servizi con il Brasile, con le esportazioni che ammontano a 12,7 miliardi di euro e le importazioni a 7 miliardi di euro. Il Brasile attrae il 40 per cento degli investimenti esteri diretti dell’Ue in America Latina. Nel 2011 gli investimenti dell’Ue in Brasile sono ammontati a 28 miliardi, in calo rispetto ai 43,9 miliardi del 2010. L’Ue è il maggior investitore estero in Brasile con più del 40 per cento del totale nel 2011: 238,9 miliardi di euro, più del doppio degli investimenti in Cina. L’Ue è il più importante destinatario degli investimenti brasiliani, diminuiti da 10,2 miliardi di euro nel 2010 a 3 nel 2011.    

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