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FOCUS LAVORO - Rosario Rasizza: Assosomm, Agenzie del Lavoro sempre piu' vicine

Rosario Rasizza, presidente di Assosomm Rosario Rasizza, presidente di Assosomm

«Le Agenzie per il Lavoro non sono dispensatrici di precarietà, bensì soggetti regolarmente autorizzati, da parte del Ministero del Lavoro, a operare una lecita intermediazione di manodopera. Il ricorso alla buona flessibilità rappresenta oggi la soluzione più idonea per una sanatoria di tutte le situazioni che lascino emergere forme di inquadramento lavorativo spurie, quando non totalmente irregolari e a volte, purtroppo, anche disumane. Non c’è soluzione davvero efficace contro la disonestà di chi operi al di fuori dei confini della legge, quando non del buonsenso. Assosomm ripudia ogni forma di improprio parallelismo tra la somministrazione e il caporalato e auspica che sempre più controlli possano essere avviati per far emergere qualsiasi altra forma e situazione di lavoro sommerso»

 

Assosomm, guidata dal presidente Rosario Rasizza, è l’Associazione italiana delle Agenzie per il Lavoro, costituita con l’obiettivo di raccogliere, tutelare e valorizzare gli interessi di tutti gli associati e di sostenere e potenziare l’intero settore attraverso iniziative che possano incidere per lo sviluppo e per l’evoluzione dell’attività della somministrazione. Un’associazione dinamica, snella e pronta ad ascoltare le opinioni e le proposte di tutti gli associati, il cui scopo è tradurre la pluralità delle richieste degli stessi in istanze istituzionali e sociali e di fornire una completa assistenza in termini operativi, giuridici e contrattuali. Assosomm opera nella certezza che le Agenzie per il Lavoro possano rappresentare una carta vincente nel delicato scenario del sistema impresa italiano: solo cercando di conciliare con deontologia e concretezza il naturale bisogno di continuità professionale delle persone con quelle di flessibilità delle moderne aziende, potrà essere garantita una vera lotta ad ogni forma di lavoro irregolare. Inoltre promuove lo sviluppo della «staffing industry» al fine di allineare la media italiana di utilizzo del lavoro in somministrazione a quella europea. Il vantaggio competitivo dato dalla qualità dell’intermediazione professionale offerta dalle Agenzie per il Lavoro è oggi riconosciuto anche dalle parti politiche e sociali, che hanno rilevato nel loro operato una primaria risposta alla crisi internazionale. Questo riconoscimento deve tradursi in una nuova stagione legislativa che riconosca il valore strategico del settore. Assosomm ritiene necessario sviluppare nuove forme di coinvolgimento delle Agenzie per il Lavoro nelle politiche attive del lavoro, perseguendo le sperimentazioni avviate in questi anni e potenziando gli incentivi normativi ed economici per chi colloca specifiche categorie di lavoratori. Ne parla a Specchio Economico il presidente Rosario Rasizza.
Domanda. Cosa pensa Assosomm dello sfruttamento nel mondo del lavoro?
Risposta. Ne prendiamo distanze e ribadiamo la preziosità sociale della buona flessibilità, innanzitutto esprimendo la propria vicinanza alla famiglia di Paola Clemente, deceduta tragicamente mentre svolgeva il proprio lavoro in condizioni sulla cui ingiustizia le indagini stanno oggi procedendo. Crediamo comunque all’operato della magistratura, e siamo certi che chi sarà riconosciuto colpevole di condotta scorretta risponderà dei danni, peraltro incommensurabili, causati. Assosomm prende altresì le distanze da qualsivoglia realtà che non osservi le leggi che regolano il funzionamento del lavoro in somministrazione.
D. Qual è l’apporto delle Agenzie del Lavoro?
R. Le Agenzie per il Lavoro non sono «dispensatrici di precarietà», bensì soggetti regolarmente autorizzati, da parte del Ministero del Lavoro, a operare una lecita intermediazione di manodopera. Il ricorso alla buona flessibilità rappresenta la soluzione più idonea per una sanatoria di tutte le situazioni che lascino emergere forme di inquadramento lavorativo spurie, quando non totalmente irregolari e a volte, purtroppo, anche disumane. Molte delle Agenzie per il Lavoro facenti parte di Assosomm sono particolarmente attive nell’ambito dell’agricoltura italiana, garantendo ai titolari di impresa, con il proprio intervento, una gestione dei lavoratori anche nell’ambito di un contratto di lavoro di breve o di brevissima durata, completa di tutela previdenziale e assolvimento degli obblighi contributivi. Il comparto agricolo si contraddistingue naturalmente per picchi lavorativi legati all’andamento stagionale e impone il ricorso a missioni lavorative con precise date di inizio e di fine. La buona flessibilità, ovvero il ricorso alla somministrazione di lavoro, per come è intesa dalle attuali leggi dello Stato italiano, consente di assumere le persone in modo regolare, sia dal punto di vista del compenso che degli orari lavorativi. Noi ci dissociamo da ogni forma di caporalato che si nasconda non già nelle pieghe del contratto in somministrazione, ma nel suo stesso abuso. Non c’è soluzione efficace, del resto, contro la disonestà di chi operi al di fuori dei confini della legge, quando non del buonsenso. Ripudiamo anche ogni forma di improprio parallelismo tra la somministrazione e il caporalato e auspichiamo che sempre più controlli possano essere avviati per far emergere qualsiasi altra forma e situazione di lavoro sommerso.
D. Ritiene che ci siano pregiudizi nei confronti delle Agenzie del Lavoro?
R. Ogni pregiudizio contro il lavoro in somministrazione e le Agenzie per il Lavoro, che invece si impegnano quotidianamente con rigore e onestà, rappresenta per Assosomm una forma di attacco contro il Ministero del Lavoro stesso che le ha autorizzate ad operare su apposita licenza. Ci rendiamo ancora una volta disponibili a partecipare a tutti i tavoli di discussione istituzionale volti a creare sempre nuovi e migliori strumenti di lotta allo sfruttamento delle persone che lavorano. In particolare, e in riferimento al comparto dell’Agricoltura, vogliamo riprendere i discorsi già avviati sul tema del miglioramento della situazione occupazionale (ivi compreso l’aspetto, di notevole importanza, legato al trasporto sul luogo di lavoro dei lavoratori).    
D. Com’è l’andamento del lavoro in somministrazione in Italia?
R. È cresciuto: circa 8,6 miliardi, pari al +6 per cento sul 2015. Il 2016 ha segnato, per il ricorso al lavoro in somministrazione e alle Agenzie per il Lavoro, il più alto giro d’affari di sempre, con circa 8,6 miliardi di euro, pari al +6 per cento sul 2015, e il quarto trimestre ha segnato una crescita del 12 per cento. Anche il mese di avvio del 2017 conferma il trend con un gennaio capace di far registrare un fatturato di settore in aumento del 20 per cento, dato che testimonia una ripresa economica più convincente rispetto al previsto. L’Osservatorio Assosomm rileva che nel 2016 sono state attivate circa 440 mila missioni che hanno interessato 330 mila lavoratori di cui, a tempo indeterminato, 40 mila, pari a circa il 12 per cento degli avviati. Sono inoltre state oltre 440 milioni le ore lavorate e oltre 260 mila gli equivalenti full time. Le aziende segnalano la necessità di entrare in contatto con persone qualificate e si dimostrano più propense ad allungare la durata dei contratti in somministrazione. Nel dibattito in atto sui numeri del lavoro, guardando nello specifico al settore della somministrazione, le prime 10 Agenzie per il Lavoro, su 85 imprese attive nella somministrazione, hanno fatto registrare i due terzi del fatturato globale; le missioni avviate hanno interessato circa 330 mila lavoratori, di cui 40 mila assunti con contratto a tempo indeterminato. Dato emblematico questo, se si pensa che il settore della somministrazione, immaginato come istituto atto a fornire manodopera per un arco di tempo limitato ad esigenze temporanee, registra una percentuale del 12 per cento di lavoratori assunti a tempo indeterminato che, a dicembre 2016, hanno raggiunto il picco di quasi 42 mila. Dai numeri dei tempi indeterminati in aumento non solo si evince l’esigenza delle aziende utilizzatrici di richiedere manodopera per un periodo di tempo lungo, con risorse umane che hanno acquisito competenze e si sono qualificate nel corso del tempo, ma emerge la consapevolezza di un settore in netta crescita e rafforzamento e che dà sempre più stabilità ai propri dipendenti. Permangono però problematiche che riguardano i tempi entro i quali le imprese di somministrazione rientrano dall’esborso dei costi lavoro dei somministrati in favore delle imprese utilizzatrici. Il settore sta cercando di creare meccanismi di autotutela in modo da consentire, con l’intervento di propri mezzi, di corrispondere le retribuzioni dei lavoratori in caso di problemi con il mancato pagamento delle stesse. La ricerca di adeguate soluzioni pone sicuramente una sfida necessaria per ottemperare al corretto funzionamento del mercato e delle società operanti nel rispetto dei principi di concorrenza leale a tutela dei lavoratori, ma se seguita da un’azione concreta da parte del legislatore, sicuramente a beneficiarne saranno in molti, dai lavoratori, al settore della somministrazione e, per finire, l’intero sistema economico-produttivo.
D. Quale l’impegno di Assosomm sul versante rosa del mercato del lavoro?
R. Abbiamo appena sostenuto «Love and Violence», esposizione collettiva di arte contemporanea tenutasi a Padova da febbraio fino al 2 aprile 2017. Assosomm non è nuova ad azioni di impegno nei riguardi del versante femminile. Si ricorda l’ultima iniziativa varata, «Filiale in rosa 2016», svoltasi a novembre 2016 e sostanziata attraverso l’adesione di 100 filiali che, sparse in tutta Italia, hanno tenuto aperte le proprie porte in giornate straordinarie allo scopo di rispondere alle difficoltà delle donne in fatto di miglioramento del proprio stato occupazionale. Se si riflette su quanto la realizzazione professionale, e la conseguente indipendenza economica, rappresenti la base sulla quale poggiare per ovviare a una situazione familiare ingiusta, diventa chiaro quanto possa essere importante il ruolo giocato da un attore sociale, come un’Agenzia per il Lavoro, in grado di fare concretamente qualcosa per offrire un’opportunità di impiego e di risalita alle persone.
D. Cosa bisogna fare per la cosiddetta «Womenomics»?
R. Resta ancora molto da fare per portare ancora più donne al lavoro. È per questo che continuiamo a promuovere azioni per agevolare questa ondata rosa. È necessario rivedere i principi alla base della Womenomics, un’economia e una società fondate sulle donne. Ma non si tratta di puntare tutto sulle quote rosa, bensì di strutturare percorsi virtuosi per aiutare le donne a conquistare un maggior numero di posti. Inoltre va implementata una rete di servizi che facilitino le donne a conciliare famiglia e lavoro.   

Contatore AC aprile 2017

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