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  • Giorgio Benvenuto - Specchio Economico
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Il sindacato torna a Piazza San Giovanni, una grande piazza che vale sempre un esame impegnativo, superabile  se si è uniti e se il rapporto con i lavoratori è forte.

È una scelta positiva mentre l’orizzonte economico si incupisce con previsioni che sfiorano la crescita zero e fanno balenare il rischio di ritrovarsi in una nuova spirale recessiva.

Non va dimenticato che nel 2008 per mesi ci si illuse che il rallentamento economico sarebbe stato transitorio ed abbiamo poi subito una crisi...

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In questi giorni il sindacato è tornato in prima pagina. Ed è un buona notizia. La Cgil ritrova nel congresso l’auspicata unità ed un nuovo leader con Maurizio Landini (ed il suo antagonista, Colla, come vice), mentre la Uil in precedenza aveva rafforzato la sua squadra con la nomina di Pierpaolo Bombardieri a segretario generale aggiunto e l’ingresso in segreteria confederale del leader dei metalmeccanici, Palombella. A questo si aggiunga la determinazione con la quale la Cisl ha sostenuto...

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L’opinionista Giorgio Benvenuto

Renzi fa bene a puntare i piedi in Europa per una svolta vera di politica economica. Il surplus del bilancio tedesco ha messo in discussione la struttura dell’unione monetaria. L’anomalia tedesca è che il suo surplus esterno è arrivato al 9 per cento del prodotto interno lordo (le regole europee - disattese dalla Merkel - prevedono che nessun Paese possa avere un surplus esterno maggiore del 6 per cento). Il surplus delle partite correnti della Germania supera...

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Più che la manovra del popolo, la legge di bilancio approvata somiglia al “panem et circenses” dei Romani, senza una strategia di sviluppo ma con abbondanti mance verso le periferie delle lobbies e di tanti piccoli gruppi di pressione.

Se volessimo cavarcela con una battuta si potrebbe dire che più che aria di rivoluzione si avverte una inconfessabile continuità con l’operato di Governi tecnici del passato e, peggio, con quello dei transeunti Governi “balneari”. Ma lo scenario attuale, se si...

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15 novembre 1959: il programma di Bad Godesberg cambia radicalmente la marcia del socialismo democratico tedesco. In esso si afferma in particolare che la socialdemocrazia in Europa affonda le radici nell’etica cristiana, nell’umanesimo e nella filosofia classica.

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