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  • Victor Ciuffa - Specchio Economico
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di Victor Ciuffa

Chi lo descriveva un povero re in esilio che viveva con gli aiuti dei suoi fedelissimi; chi ne parlava come di un big non solo del Gotha aristocratico ma anche di quello finanziario internazionale. Ma quale era, in effetti, la situazione patrimoniale di Umberto II? Cosa ha lasciato in Italia e all’estero, ai quattro figli?

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di Victor Ciuffa

Più costosi i bagni dei romani nell’imminente stagione delle vacanze? La prospettiva c’è, sia pure limitata. Si riunirà fra qualche giorno la commissione del caro-spiaggia per esprimere un parere sulle richieste avanzate dei gestori degli stabilimenti.

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di Victor Ciuffa

Si slargano orizzonti alla jeans-agricoltura. Accorrono giovani dalla città ad impiantare vigneti e frutteti, zappare orti, allevare pollame. C’è chi, più intrepido, abbandona piazza del Popolo per i maiali. «Le mucche costano troppo, mezzo milione a capo. Meglio porci e conigli».

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di Victor Ciuffa

Le femministe li hanno contestati furiosamente ma non è affatto per questo che i concorsi di bellezza perdono colpi. Puntualmente ogni estate continua ad essere scandita dal ritmo delle selezioni.

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di Victor Ciuffa

La strada non va più intesa come collegamento tra due città ma come mezzo di valorizzazione del territorio e soprattutto di sviluppo economico. Così la ferrovia, il porto, l’aeroporto. È la nuova filosofia espressa dal ministro dei Trasporti Claudio Signorile a poche settimane dal suo insediamento nel dicastero dei Trasporti. Una filosofia che ispira un disegno di legge che Signorile sottopone oggi all’esame del Consiglio dei...

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di Victor Ciuffa

Nichols: qui si vive come un astronauta sulla luna
Sui mali di Roma il parere, oggi, di Peter Nichols, corrispondente del prestigioso «The Times» di Londra. Attento osservatore delle abitudini della città, Nichols, che vi vive da vent’anni, è anche studioso dei risvolti storici, politici, sociali. Questa profonda conoscenza gli ha permesso di scrivere documentate opere: «Italia Italia», libro dell’anno 1976; «La scelta...

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L’opinione del Corrierista

dal «Corriere della Sera», mercoledì 22 febbraio 1978

Rarefatti i mini-assegni, impuntuali le nuove monete da duecento lire, infuria di nuovo la crisi degli spiccioli. Una malattia endemica, non c’è valida terapia, sembra, di medici ufficiali. Capaci di debellarla si sono mostrati solo guaritori empirici, privati moderni stregoni: agitando caramelline, lecca-lecca, chewing gum, medagliette e pseudo-banconote. Scalzati da immote cattedre i professoroni si sono...

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Via Rasella, parallela di via del Tritone, a due passi da Fontana di Trevi e Piazza di Spagna, centro di Roma e del mondo: strada decaduta che paga il prezzo al caro mattone e alla mutazione genetica della metropoli romana. Eppure le sue origini secentesche, sottolineate dall’originario nome «Via Rosella» per la presenza di proprietà della famiglia Roselli, sono nobilitate dalla presenza verso Via Quattro Fontane di Palazzo Tittoni, già Grimani, con annesso palazzotto tardo cinquecentesco...

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L’opinione del Corrierista

dal «Corriere della Sera», Domenica 4 dicembre 1977

Strateghi a consunto in questi giorni, estremamente preoccupati, per preparare le difese contro l’imminente attacco nemico: è in arrivo la grande influenza 1977-1978, una pandemia già avvistata ed annunciata da osservatori avanzati. Che fare, lasciarsi sorprendere impreparati, accettare milioni di ammalati, centinaia di miliardi di danni? Questo il tema discusso dall’agguerrita équipe per iniziativa del Centro...

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L’opinione del Corrierista

dal «Corriere della Sera», Mercoledì 15 febbraio 1978

I mali di Roma sono come le malattie dell’uomo: molti incurabili, qualcuno si riesce a combattere, ma se ne scoprono sempre di nuovi. Più gli anni passano, più diventano cronici, ma non letali. La città continua a vivere, anzi a crescere. Le previsioni pessimistiche si rivelano fallaci. Ma oltre al fatalismo, ci sono altre terapie valide? Abbiamo chiesto il parere a docenti universitari, industriali, scrittori...

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Il risveglio di Roma non c’è stato, ma nessuno - neanche i detrattori della nuova amministrazione - pretende la soluzione immediata di problemi che sono penetrati nel tessuto della città come l’acqua di un temporale infinito. Sarà il prossimo anno a doverci dire qualcosa di più sul destino di questa città malata, nonostante molti cittadini credano - con romana rassegnazione - che sia inguaribile. Le principali responsabilità sono del Campidoglio, e poi del Governo che può decidere di soccorrere...

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L’opinione del Corrierista

dal «Corriere della Sera», martedì 14 febbraio 1978

Una volta a scuola c’era la maestra. Oggi c’è l’équipe. Meglio, dovrebbe esserci, perché in molte scuole ancora non c’è. Si spera, la pedagogia ufficiale s’è pronunciata, il problema è posto, non ha importanza quando si risolverà. Mancano i soldi, come per tutte le riforme. Questa sarà una delle più innovatrici, anche se ancora non appare; una riforma che, prendendo atto della evoluzione già avvenuta o in corso...

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L’opinione del Corrierista

dal «Corriere della Sera», martedì 4 luglio 1978

Ride ancora Roma come una volta, come ai tempi di Gioacchino Belli e di Trilussa? Più che un riso è stato in realtà un ghigno amaro e beffardo quello che ha caratterizzato l’indole d’un popolo un tempo grande, costretto dalla storia a subire tutti i potenti succedutisi nel mondo. Assurta a metropoli in un’epoca di prevalenti comunicazioni di massa, che cosa conserva dell’antico spirito caustico?
Un nutrito staff di...

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L’opinione del Corrierista

Dal «Corriere della Sera», sabato 15 ottobre 1977

L'estate fu piena di Ufo, l’autunno non sembra da meno. Dopo le centinaia di foto arriva una valanga di libri: testimonianza, storia e futuro delle apparizioni extraterrestri. Mentre i varesotti aspettano che i dischi volanti atterrino su un’ufopista appositamente costruita a Quasso al Monte, all’assemblea generale delle Nazioni Unite, un rappresentante dei paesi Terzi chiede che nulla sia lasciato intentato per...

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L’opinione del Corrierista

Sin dall’esordio, nell’ottobre 1900, Luigi Albertini imprime al «Corriere della Sera» un orientamento e una linea politica decisamente antigiolittiani data l’autorevolezza raggiunta dal quotidiano, che avrà conseguenze sulla tenuta del sistema istituzionale, allorquando l’avvento della folla nella vita politica e la diffusione della demagogia estremista determineranno la fine delle libertà.
Giolitti, comunque lo si voglia giudicare, fu un liberale vocato al...

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L’opinione del Corrierista

Dato per scontato il valore della libertà di stampa, resta da riflettere sulla libertà dei giornalisti. La somma perfetta sarebbe libertà di stampa più giornalisti liberi, ma la perfezione non è propria del pianeta dell’informazione, il luogo più adatto, semmai, per il felice aforisma di Leo Longanesi: «Non è la libertà che manca; mancano gli uomini liberi».
Il giornalista libero non è quello capace di criticare il proprio editore - in tal caso si tratterebbe di eroe...

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L’opinione del Corrierista

Si è celebrata la giornata della libertà di stampa, valore insidiato ed offeso. Il cardine della liberaldemocrazia non è questa o quella legge elettorale, né il bi o il monocameralismo, né la Costituzione scritta o quella di fatto, bensì la libertà di stampa. Molti, troppi, sono i Paesi dove è negata, ma a noi europei dovrebbero preoccupare soprattutto le situazioni contigue e, quindi, a rischio contagio. All’interno della Ue, ad esempio, c’è chi preme per l’ingresso...

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L'editoriale di Victor Ciuffa

 

Made in Italy significa, letteralmente, «fatto in Italia». Senza scomodare Ludwig Wittgenstein, per ragionare su un fenomeno è buona regola partire dalle parole che lo descrivono. E se, come in questo caso, le parole sono in inglese, dalla loro traduzione. Pare infatti ormai persa la battaglia di chi, compreso Specchio Economico, sostiene da decenni che la lingua di Dante Alighieri non abbia nulla da chiedere in prestito a quella di William Shakespeare (ma...

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L’opinione del Corrierista

Della mia esperienza professionale al Corriere della Sera mi piace rammentare l’attenzione, che qualcuno, oggi, giudicherà esagerata, alla correttezza, alla proprietà linguistica, alla ricerca dei lemmi appropriati, alla correzione dei refusi. Se è vero che il Creatore ha concesso il dono della parola a tutti gli uomini, non si può dire la stessa cosa riguardo alla scrittura. E visto che il mio è sempre stato giornalismo scritto, ho sempre sentito il dovere della...

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L’opinione del Corrierista

Son trascorsi 140 anni da quella prima domenica di Quaresima, 5 marzo 1876, quando, alle ore 21, vennero distribuite a Milano, in Piazza della Scala, le prime copie del neonato Corriere della Sera. Fu Eugenio Torelli-Viollier l’ideatore e il primo direttore del quotidiano destinato a diventare il quotidiano più letto ed autorevole. Gli inizi non lasciavano immaginare il successo di quei quattro fogli, in secondo piano rispetto ad altre più solide testate, vedi il...

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