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  • Victor Ciuffa - Specchio Economico

L’opinione del Corrierista

 

«La crisi economica sta facendo più male alla stampa che a qualsiasi altro settore o comparto economico, industriale, culturale. Questo si afferma anche nei paludati convegni appositamente organizzati dal mondo competente, quello dei fabbricanti e venditori di carta e quello dei produttori di carta stampata. Si può attribuire la ridotta vendita di carta al calo generale dei consumi registratosi in questi ultimi anni, ma fenomeni passeggeri non possono trarre in...

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L’opinione del Corrierista


Grazie al recentissimo restyling operato dai grafici - così sussiegosamente e strumentalmente chiamato anziché con i normali termini di riforma, revisione, aggiornamento -, il Corriere della Sera ha perso già molti lettori; non ho i resoconti giornalieri delle vendite in edicola né tantomeno quelli mensili. Non so neppure se l’amministrazione del Corriere sia interessata o meno a diffonderli, ma sono sicuro di quello che dico: cioè che molti affezionati lettori di...

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L’opinione del Corrierista

Fu una grande sorpresa per i romani e in generale per tutti gli italiani e per tutti i cattolici, la successione, avvenuta il 28 ottobre 1958 al Papa Pio XII scomparso venti giorni prima: gli successe Papa Giovanni XXIII, completamente diverso per carattere, atteggiamenti, comportamenti, concezione del Papato; ovvero della missione e funzione del Vaticano e del Papa. Tra la ieratica e solenne figura del primo e quella semplice, bonaria del secondo sembrava correre un...

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L’opinione del Corrierista

Della mia esperienza professionale al Corriere della Sera mi piace rammentare l’attenzione, che qualcuno, oggi, giudicherà esagerata, alla correttezza, alla proprietà linguistica, alla ricerca dei lemmi appropriati, alla correzione dei refusi. Se è vero che il Creatore ha concesso il dono della parola a tutti gli uomini, non si può dire la stessa cosa riguardo alla scrittura. E visto che il mio è sempre stato giornalismo scritto, ho sempre sentito il dovere della...

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L'opinione del Corrierista

Da quanti anni si assiste a prospettive di divisione sindacale dei giornalisti, che sono tutti riuniti in un’unica organizzazione, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana? Non ricordo il numero, ricordo solo la fondatezza alcune volte dei motivi di tale minaccia e la sua rapida scomparsa. Tale divisione non è mai avvenuta, anche se la categoria ha sempre mostrato notevole vitalità, vivacità e attività associativa e sindacale. Qual è il fattore ricompattante...

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L'opinione del Corrierista

A rovinare Via Veneto e tutto il mito culturale ed economico della vera Dolce Vita, ossia del grande fenomeno di costume che vi nacque e vi si sviluppò negli anni 50, sono state prima le Amministrazioni comunali di Roma e le Soprintendenze artistiche e culturali, poi alcuni giornalisti e fotografi disinformati ma vanitosi, quindi affaristi impegnati nel riciclaggio di capitali illeciti. Infine, ma non certo per colpa sua, a dare il colpo di grazia alla bella favola...

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L’opinione del Corrierista


Alla fine dello scorso mese di settembre il Corriere della Sera si è presentato ai lettori in una nuova veste grafica il cui principale aspetto è costituito dalle ridotte dimensioni delle pagine. In tal modo, pur essendo, da oltre un secolo, il primo giornale d’Italia in tutto, è giunto per ultimo a quella che dovrebbe essere una riforma diretta al miglioramento della lettura e, ovviamente, dei contenuti. Dovrebbe essere un merito del Corriere essere il primo anche...

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L’opinione del Corrierista

Qualcuno deve pur dire ai giornalisti televisivi, che non sono neppure stampa, che usurpano questa qualifica perché per il 90 per cento sono politici camuffati più o meno legittimamente, correttamente e moralmente. Diciamo chiaramente quello che pensiamo; cioè che occorre scrivere o pronunciare il meno possibile, nel nostro lavoro, la parola «guerra». Perché il diavolo, a forza di invocarlo ed evocarlo, alla fine appare. I veri e anziani giornalisti italiani non...

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L’opinione del Corrierista

Tutti i giornalisti dovrebbero ringraziare il collega Romano Bartoloni oltreché per l’attività svolta in passato a favore dell’intera categoria o parti di essa, ad esempio il Sindacato Cronisti Romani - anche se recentemente è stato sostituito in questo ultimo incarico da Fabio Morabito -, perché ci ha mobilitato anche durante la tranquilla attesa di questo recentissimo Ferragosto nostrano. Proprio quando ci accingevamo al pranzo della pre-vigilia, ci ha inviato...

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L’opinione del Corrierista

 

«Senza lettura non c’è crescita». La filiera «Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione» ha ideato questo promettente e affascinante tema da dibattere a Roma il 26 febbraio scorso, nel Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, complesso acquisito negli scorsi anni, all’epoca delle «vacche grasse», dal Senato della Repubblica aumentando spese e costi degli organi para-istituzionali; è situato in una cornice irripetibile, a confine con il Pantheon, il...

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L’opinione del Corrierista

Son trascorsi 140 anni da quella prima domenica di Quaresima, 5 marzo 1876, quando, alle ore 21, vennero distribuite a Milano, in Piazza della Scala, le prime copie del neonato Corriere della Sera. Fu Eugenio Torelli-Viollier l’ideatore e il primo direttore del quotidiano destinato a diventare il quotidiano più letto ed autorevole. Gli inizi non lasciavano immaginare il successo di quei quattro fogli, in secondo piano rispetto ad altre più solide testate, vedi il...

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L’opinione del Corrierista

dal «Corriere della Sera», martedì 14 febbraio 1978

Una volta a scuola c’era la maestra. Oggi c’è l’équipe. Meglio, dovrebbe esserci, perché in molte scuole ancora non c’è. Si spera, la pedagogia ufficiale s’è pronunciata, il problema è posto, non ha importanza quando si risolverà. Mancano i soldi, come per tutte le riforme. Questa sarà una delle più innovatrici, anche se ancora non appare; una riforma che, prendendo atto della evoluzione già avvenuta o in corso...

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L'opinione del Corrierista

Mi basta leggere le prime quattro righe dell’articolo di Romano Bartoloni dal titolo «L’Ordine ridotto a uno zombie» per sottoscrivere subito la sua iniziale affermazione: «L’Ordine dei giornalisti, come peraltro gli altri Ordini professionali, non è stato sciolto dalle leggi, ma sarebbe più dignitoso che lo fosse. Se pure era un inutile carrozzone sforna-disoccupati, adesso è un carrozzone inutile, malridotto e impotente; che scarica illusi e senza lavoro sul...

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L'opinione del Corrierista

i continua ad ogni pie’ sospinto a parlare di «dolce vita», a rievocare gli ormai antichi fasti di Via Veneto, a organizzare mostre su quel film e su quel periodo, a girare «fiction» televisive e film, ad esporre foto di divi nei caffè della strada, eseguite, quando quel fenomeno di costume era già esaurito, da fotografi che all’epoca erano in culla. Insomma ad ingannare avventori, passanti, nuove generazioni di italiani e soprattutto turisti stranieri. Nessuno...

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L'opinione del Corrierista

Il bis è solitamente chiesto dagli spettatori entusiasti di un’esibizione e desiderosi pertanto di una seconda. È voluto da tutta la platea ma, anche quando la richiesta è parziale, il beneficio della ripetizione va a vantaggio e a godimento di tutti gli spettatori. Sicuramente questo è anche il caso della seconda elezione di Giorgio Napolitano a presidente della Repubblica italiana. Pur trattandosi, nel suo caso, di un campo lontanissimo dallo spettacolo...

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L'opinione del Corrierista

Ultimo fotografo della «Dolce Vita» - ad eccezione di Carlo Riccardi che aveva cominciato vari anni prima a fotografare tutto dall’entrata a Roma il 4 giugno 1944 delle truppe alleate, e che è tuttora attivo con mostre delle sue foto, dei suoi dipinti e dei suoi ricordi -, Elio Sorci, scomparso a Frascati all’inizio di agosto, fu il primo di tutti i fotografi che operarono a Roma nella mitica atmosfera degli anni 50 e 60. C’erano altri valorosi fotografi autori di...

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di ROMINA CIUFFA (22 agosto 2019). Alla fine un superstite, un sopravvissuto alla giustizia-come-si-deve, quella del tempo che fu, che fino all'ultimo non è stato ucciso da chi lo voleva morto. Lo si conosce come l'uomo dell'antiterrorismo, il Pubblico Ministero con PM maiuscole come in un bravo codice di procedura penale. Non una figura a caso nel patrimonio meteoritico italiano e mondiale della Giustizia, anche l'uomo che ha regalato a Papa Wojtyla il proiettile che non lo uccise

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