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carla vittoria cacace maira: atena onlus, un nuovo spazio dedicato alla salute al femminile

La Fondazione Atena,  di cui è vicepresidente  Carla Vittoria Cacace Maira, ha creato, alla fine del 2013,  un nuovo spazio per la salute femminile:  il Comitato Atena Donna

Domanda. Perché è nata la Fondazione Atena?
Risposta. La Fondazione Atena, presieduta da Giulio Maira, si è sempre occupata della ricerca nel campo delle neuroscienze. Gran parte della mia vita è stata dedicata al volontariato, e per questo ho deciso di aprire una costola, Atena Donna, che svolge appunto volontariato sanitario allo scopo di divenire un punto di riferimento dedicato alla prevenzione per la salute delle donne. L’idea è nata nella primavera del 2013, il primo evento si è svolto nel gennaio 2014. Abbiamo istituito un comitato promotore, costituito da molte personalità del mondo dello spettacolo e del giornalismo, e un comitato d’onore in cui sono state inserite donne che hanno un ruolo di primo piano nel campo della cultura e del lavoro. In questo progetto inizialmente Atena Donna ha avuto la collaborazione del Comune di Roma; abbiamo cominciato ad organizzare dei mini convegni in tutti i Municipi, e in seguito abbiamo proseguito andando, invece, nelle Parrocchie.
D. Che tipo di cultura proponete?
R. L’obiettivo di Atena è quello di diffondere la cultura della prevenzione delle donne dalla nascita alla senescenza; questo è il nostro punto principale, tutto quello che riguarda la donna, il momento dell’adolescenza, lo sviluppo, la gravidanza, il post parto, la menopausa. Ogni mese trattiamo un argomento con un professionista diverso e con una giornalista del comitato promotore che lo intervista. In questo modo ci proponiamo di raggiungere tutte quelle donne più bisognose di attenzione come quelle sole, anziane, separate e spesso con difficoltà economiche. Andiamo soprattutto nelle periferie romane, ma l’obiettivo di Atena Donna è quello di operare in futuro anche sul piano nazionale, soprattutto in quei luoghi in cui c’è più povertà e meno educazione su questi temi.
D. Come si viene a conoscenza delle riunioni di Atena, com’è gestita la comunicazione?
R. Abbiamo un ufficio stampa che si occupa della divulgazione dell’evento, a partire dalle Parrocchie di zona, in cui è lo stesso parroco che, anche durante la messa, informa dei nostri incontri; quindi abbiamo una divulgazione mediatica tramite giornali, televisioni e portali. Non è semplice come sembra, ad esempio nelle periferie, ma è questo ciò che perseguiamo. In certi luoghi le persone hanno difficoltà anche di tipo logistico, come per esempio andare a riprendere i figli a scuola, ed è difficile chiamare la gente alle nostre riunioni, ma io, che da sempre ho fatto volontariato, so a cosa vado incontro.
D. E come sta andando?
R. Stiamo avendo un buon riscontro, cerchiamo sempre di migliorarci e di andare avanti. Sia Atena Donna sia l’obiettivo che ci siamo proposte si stanno evolvendo, con una partecipazione sempre più numerosa della gente; siamo soddisfatte anche se vogliamo fare sempre di più, proponendoci in campo nazionale.
D. Come scegliete i vari temi che trattate negli incontri? Vi siete poste un limite?
R. Non ci siamo poste un limite, perché nella realtà potrebbe non esaurirsi mai la lista degli argomenti, perché ogni volta si parla con gente diversa e i temi sono molteplici; è un impegno che richiede tempo e disponibilità. La scelta dei temi è compiuta insieme ad alcune giornaliste del comitato promotore e in questo modo decidiamo chi sarà il professionista e la giornalista che lo intervisterà.
D. Questi professionisti sono tutti volontari?
R. È volontariato sanitario, e per questo tutti partecipiamo gratuitamente.
D. Se poi queste donne vogliono avere un consulto?
R. Alla fine di ogni riunione le donne partecipanti pongono delle domande, per integrare il dibattito. Inoltre noi, come fondazione, forniamo dei riferimenti a chi desidera una visita o un consulto, e ci mettiamo a disposizione per una prima visita.   

Tags: Dicembre 2014

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