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giovanna marinelli: a roma servono cultura, creativita', promozione artistica e turismo

Giovanna Marinelli, assessore alla Cultura, Creatività, Promozione artistica  e Turismo di Roma Capitale

Già direttore del Dipartimento Cultura del Comune di Roma, direttore del Teatro di Roma, consulente organizzativo del Teatro Quirino, membro del Premio nazionale delle Arti e componente della Commissione consultiva per il Teatro del Ministero per i Beni e le Attività culturali, Giovanna Marinelli oggi è assessore con delega alle politiche per la cultura e la creatività, alla sovrintendenza capitolina ai beni culturali, al turismo, alla toponomastica, alla definizione e verifica degli indirizzi gestionali di alcune aziende speciali e fondazioni.
Domanda. Come si colloca Roma all’interno dei grandi circuiti turistici internazionali? Quali sono i numeri e i risultati raggiunti nel settore del turismo nell’anno 2014?
Risposta. I dati confermano una tendenza assolutamente positiva. Roma rimane una delle mete preferite dai turisti, ogni anno sono circa 12.636.000 quelli che arrivano nella capitale e nel 2014 abbiamo registrato un aumento pari al 4,83 per cento rispetto all’anno precedente.
D. Come pensate non solo di far fermare, ma anche di far tornare i turisti a Roma? A cosa è dovuta questa «disaffezione» del turista verso Roma?
R. La verità è che non c’è alcuna disaffezione dei turisti verso Roma e i dati lo confermano. Quello su cui invece dobbiamo lavorare è aumentare la durata media della visita del turista, che per ora è di due-tre giorni, mentre il patrimonio della città permetterebbe sicuramente una permanenza più lunga e altrettanto entusiasmante. Stiamo lavorando per questo anche per promuovere itinerari alternativi che valorizzino luoghi e monumenti importanti, spesso fuori dal circuito classico.
D. Roma è una città istituzionale: come cura il turismo congressuale?
R. Questo è uno dei target su cui vogliamo puntare di più. Secondo i dati dell’Icca-International Congress and Convention Association, l’Italia è al sesto posto nella graduatoria generale di meeting per nazioni, e Roma è la prima città in Italia. Ciò conferma le potenzialità di attrazione e sviluppo che ha in questo settore.
D. Come coinvolgere anche l’imprenditoria privata nella promozione culturale?
R. Credo che questo sia uno dei fronti più importanti su cui lavorare, non solo perché la ristrettezza delle risorse ci spinge verso una maggiore integrazione tra pubblico e privato, ma perché si aprono nuove possibilità di promozione e di recupero del nostro patrimonio. La Fontana di Trevi restaurata dalla Maison Fendi è un esempio della grande possibilità data dal mecenatismo.
D. Accordi e promozioni con le scuole o altri enti per promuovere l’educazione civica, turismo, arte e cultura? Si pensa a nuove proposte turistiche?
R. La didattica nei nostri musei ha sempre avuto un ruolo di protagonista. Penso a Palazzo delle Esposizioni, ad esempio, ma anche agli altri musei civici che per ogni mostra ospitata organizzano percorsi didattici, visite guidate ecc. Del resto l’educazione e la formazione delle nuove generazioni è fondamentale, gli eventi recenti ci dimostrano che c’è disaffezione verso le opere d’arte, parlo della Barcaccia di Piazza di Spagna deturpata dai tifosi olandesi. L’unico investimento cui non dobbiamo rinunciare è la promozione nelle scuole e l’educazione civica.
D. Roma non solo è la capitale d’Italia, ma è anche la capitale del cinema; come si può valorizzare e sviluppare cultura, soprattutto nei quartieri periferici di Roma, se molti cinema sono chiusi da decenni? In che modo la Giunta sta lavorando per far riaprire le 42 sale chiuse e quali ostacoli state incontrando?
R. Roma è tornata ad essere la vera capitale del cinema mondiale e le riprese del nuovo film di 007 lo dimostrano. Abbiamo avuto anche quelle per il remake di Ben-Hur e ad aprile Ben Stiller girerà il suo nuovo film. Per quanto riguarda le 42 sale dismesse, il lavoro fin qui fatto è stato straordinario. Abbiamo mappato tutte le strutture, alcune chiuse da oltre 10 anni, con la volontà di mettere in atto una grande opera di rigenerazione urbana. Vogliamo fare della cultura il perno di sviluppo e aggregazione in tanti quartieri soprattutto periferici di Roma e ridare vita a questi spazi privati spenti.
D. Quali sono i criteri per tutelare e valorizzare nel migliore dei modi il patrimonio di Roma? E quali sono i progetti in via di sviluppo?
R. Quest’anno abbiamo voluto puntare principalmente sui musei e la risposta dei visitatori è stata decisamente positiva. Da fine agosto abbiamo reso 7 «piccoli musei» ad ingresso gratuito - Napoleonico, Barracco, Bilotti, Canonica, Villa di Massenzio, Museo delle Mura, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina -, abbiamo inaugurato le domeniche gratis per i residenti allineandoci con l’iniziativa del ministro Dario Franceschini e i dati complessivi del 2014 sono sorprendenti: il totale dei visitatori è aumentato rispetto al 2013 del 13 per cento e anche gli incassi totali hanno registrato un aumento del 4,50 per cento nonostante le iniziative per la gratuità.
D. Nei suoi progetti è previsto un piano per promuovere iniziative culturali nelle periferie?
R. A Natale abbiamo lanciato il progetto di «Roma Grande Formato» con la convinzione che la cultura possa funzionare come una forza centrifuga che tiene unita tutta la città, dal centro alla periferia. Tante istituzioni culturali hanno organizzato concerti e incontri in luoghi meno conosciuti come Selva Candida e Tor Sapienza, e il progetto continuerà anche nel prossimo anno. D’altra parte il patrimonio culturale di Roma è ovunque, anche nelle strade. Per questo stiamo per lanciare una nuova mappa turistica che includa i tantissimi progetti di «street art» che abbiamo finanziato in questi ultimi due mesi attraverso il bando «Roma Creativa», e che hanno reso proprio le periferie, da Tor Marancia a Tor Pignattara a Rebibbia, dei bellissimi musei a cielo aperto.    

Tags: Marzo 2015

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