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Alberto Galassi: ferretti group, l’italia va in barca nel mercato internazionale

Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti Group

CANNES - Si è recentemente tenuta a Cannes la 38esima edizione dello Yachting Festival, manifestazione che propone a pubblico e addetti del settore l’eccellenza della nautica, oltre a mostrare in una città amatissima il glamour mai fuori moda di barche e yacht. In una settimana di esposizione si sono qui ritrovati armatori, appassionati, potenziali acquirenti e curiosi e tra le banchine più grandi e affollate sicuramente c’è stata quella occupata da Ferretti Group, che quest’anno in settembre ha deciso di presentare 6 nuovi modelli in anteprima mondiale nelle vetrine di Cannes, e quindi altri 3 mega yacht nel successivo Monaco Yacht Show. Assente invece al Salone nautico genovese, sulla scia della separazione dall’Ucina, l’associazione confindustriale delle aziende nautiche, e nell’ottica di una internazionalizzazione sempre più spinta e del conseguente investimento in esposizioni e saloni nautici che rispecchino maggiormente i mercati in cui è strategico espandersi sempre di  più.
Dinanzi al pubblico francese il Gruppo  ha esibito più imbarcazioni di tutti, portandone ben 21 visitabili in banchina tra i diversi ed esclusivi marchi appartenenti a Ferretti Group: Riva, Pershing, Ferretti Yachts, Itama, Mochi Craft, Crn e Custom Line, progettati e costruiti in Italia nei cantieri di Forlì, Cattolica, Mondolfo, Ancona, Sarnico e La Spezia. Forlì, sede corporate del Gruppo, è cantiere di produzione di Mochi Craft e dei due Itama 45’ e 62’, oltre a tre modelli di Ferretti Yachts; questi ultimi, dai 75 ai 96 piedi, vengono costruiti a Cattolica; a Mondolfo è prodotta l’intera flotta Pershing e l’ammiraglia Itama da 75 piedi; il cantiere di Ancona è dedicato all’intera flotta Crn e alla Riva Superyachts Division, nuova linea di megayacht dai 50 agli oltre 90 metri; Sarnico invece, sul lago d’Iseo, è sede storica dei Riva fino a 63 piedi, mentre quelli oltre e fino ai 100 piedi sono costruiti a La Spezia, insieme alla flotta Custom Line.
Ne è passato di tempo da quando a Bologna, nel 1968, i fratelli Ferretti crearono la divisione nautica della concessionaria automobilistica di famiglia, ottenendo la rappresentanza delle imbarcazioni americane a motore Chris Craft. Tre anni dopo la società produceva la prima imbarcazione, lunga 10 metri, in legno e dotata sia di vela sia di motore. Anno dopo anno, modello dopo modello, si arriva al 1993 quando venne fondata una controllata negli Usa, attiva in Stati Uniti, Canada, Messico, Venezuela e Caraibi, mercati che si aggiungono alle più vicine e tradizionali Grecia, Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna.
Per una commercializzazione ancora più estesa e mirata si crea una rete di distributori al di fuori dell’Europa; oggi il Gruppo è presente in oltre 80 Paesi. Inoltre, anche in seguito all’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, viene avviata una strategia di espansione tramite l’acquisizione di società produttrici di imbarcazioni a motore. È a partire dalla fine degli anni Novanta che si acquisiscono quindi Cna, Cantieri Navali dell’Adriatico, specializzati in imbarcazioni open a motore a marchio Pershing, che quest’anno celebra il trentennale; Crn, Costruzioni e Riparazioni Navali, produttore anconetano di maxi-yacht in materiale composito, mega-yacht con scafo in acciaio e sovrastrutture in alluminio superiori a 45 metri; i cantieri Mochi Craft di Pesaro; ma soprattutto il cantiere più iconico e ovunque riconosciuto, ossia Riva, oggi produttore di imbarcazioni di lusso in vetroresina e acciaio e alluminio dagli 8 ai 90 metri, coupé, flybridge e open. Infine, nel 2004, viene acquisito il cantiere navale Itama, specializzato nelle barche a motore open.
Dopo un periodo di crisi profonda per tutto il settore, il nuovo corso del Gruppo si inaugura nel 2012 con l’acquisizione di una partecipazione del 75 per cento da parte di Shandong Heavy Industry Group - Weichai Group, holding industriale internazionale nel settore dei veicoli commerciali e di macchinari per le costruzioni; l’attuale amministratore delegato, l’avvocato Alberto Galassi, viene invece nominato nel maggio 2014.
Dopo la presentazione delle strategie di sviluppo e crescita, avvenuta nel marzo scorso, che prevede per il triennio 2015-2017 investimenti in ricerca e sviluppo per oltre 50 milioni di euro, in Costa Azzurra Ferretti Group è tornato con la promessa mantenuta di presentare i primi nuovi modelli seriali sul mercato: così è stato.  Sono infatti 27 le nuove barche annunciate, di cui le prime 6 esposte a Cannes in anteprima mondiale: Ferretti Yachts 550 e Ferretti Yachts 700 per Ferretti Yachts, 76’ Perseo, 88’ Florida e 88’ Domino Super di Riva e Custom Line 108’ per Custom Line, per proseguire nel 2016 con 8 nuovi modelli e 4 restyling e completare il piano nell’anno successivo. Dei futuri modelli, a Cannes è stato svelato il Riva 100’ Corsaro, il cui primo esemplare è stato già venduto nell’area Asia Pacific (Asia e Australia).
A fine agosto 2015 Ferretti Group ha registrato una raccolta ordini per 253 milioni di euro, in incremento del 105 per cento rispetto ai primi otto mesi dell’esercizio 2014. Il valore della produzione previsto a fine 2015 è di circa 400 milioni di euro. La prima unità del Riva 76’ Perseo è già stata venduta e destinata al Giappone; quattro esemplari del Custom Line 108’ sono stati venduti prima ancora del debutto ufficiale: i primi due in Europa, mentre il terzo e il quarto sbarcheranno nel 2016 nel continente americano che, come mercato, rispetto fine agosto 2014 ha segnato un aumento del 20 per cento degli ordini.
A Cannes Alberto Galassi, nella doppia veste professionale di amministratore delegato del Gruppo e di armatore per passione, espone successi e novità.
Domanda. Riguardo scelte e strategie, siete indipendenti dall’azionista Weichai?
Risposta. Del tutto. C’è un direttore finanziario, ci sono tecnici che ci aiutano, ci sono figure nel consiglio di amministrazione di derivazione dell’azionista, però è un management in maggioranza italiano, anzi, si sta internazionalizzando adesso.
D. Qual è il maggiore vantaggio quindi dell’ingresso di Weichai?
R. Innanzitutto ci ha introdotto ancora di più nel grande mercato cinese dove il Gruppo è comunque presente sin dal 2004, e ci ha fatto ritrovare una solida struttura finanziaria, compreso l’ultimo aumento di capitale sociale da 80 milioni di euro. Fortunatamente adesso non abbiamo bisogno dei soldi dell’azionista ma sapere che nei momenti di difficoltà era presente e credeva nel piano strategico è stata una grande forza; inoltre, essendo un investitore industriale, non ha aspettative nel breve periodo. Siamo considerati solidi e affidabili, e questo lo dobbiamo a Weichai.
D. Da cosa nasce l’interesse per il vostro Gruppo?
R. Dal fatto che avevano previsto, anche se con alti e bassi, che la Cina sarebbe diventato un mercato importantissimo per la nautica, e in effetti lo sta diventando, ovviamente con i suoi cicli. È una scelta di investimento strategico e di diversificazione al di fuori della Cina, per cui Weichai ha investito in Germania, Francia, Italia.
D. Lei è anche armatore: quale sarebbe il percorso che, a seconda dell’età, un armatore potrebbe fare seguendo i vostri marchi?
R. È assolutamente imprevedibile. Un armatore può iniziare appassionato della velocità, delle performances del Pershing, poi metter su famiglia e decidere di passare a Ferretti Yachts o ai Riva grandi o a Custom Line. Inoltre ci sono alcuni che hanno un dna proprio, ad esempio gli appassionati di Riva restano Riva. Un marchio che riceve una fedeltà elevata è Itama: motoscafi veloci, gli unici rimasti nel mondo di questi motoscafi mediterranei. Chi ha Itama non scende più e vuole Itama. Hanno dunque tutti un’identità precisa anche se le esigenze possono sempre variare in relazione all’età dell’armatore e dei componenti della famiglia.
D. Ecco dunque spiegata la grande varietà nei marchi detenuti dal Gruppo. Perché però proprio questi?
R. Permettono di crescere in mercati diversi, con fasce di mercato diverse per clienti diversi. Un punto di forza quindi: la strategia di acquisire i marchi in passato ci ha ripagato. Questi marchi erano nel Gruppo già prima del mio arrivo: io sono stato così fortunato da trovarceli perché alcuni di questi sono tra i migliori e più conosciuti nel mondo, quindi c’è stato un ritorno dell’investimento. Va inoltre considerato che, se il Gruppo è cresciuto prima della crisi, è stato anche grazie alle acquisizioni. Solo Custom Line, il marchio «sartoriale» in cui tutte le parti non strutturali sono modificabili secondo i desideri dell’armatore, è nato nel Gruppo e festeggia il ventesimo compleanno nel 2016. Ci sono vantaggi e svantaggi nell’avere tanti marchi: è molto più difficile mantenere l’identità di brand diversi, ma in questa maniera andiamo a coprire tutti i segmenti del mercato, senza considerare che Riva è talmente esclusivo che può riuscire in questo da solo. Per ogni cantiere, pertanto, ci sono team dedicati per le vendite, per il marketing, per la comunicazione.
D. Il restyling di vecchi modelli incontra il gusto del pubblico?
R. Abbastanza, devo riconoscere. Alcuni progetti sono stati una sorpresa inaspettata: il Riva 88’ Domino Super è un restyling ed è stato un successo clamoroso, ne abbiamo già venduti 5 da maggio; altri restyling ovviamente permettono di arrivare a un modello nuovo, alcuni riescono meglio, altri meno. Il ciclo di vita di un modello comunque è mediamente di 4 anni; dopodiché c’è un aggiornamento.
D. Per anno, quanti sono indicativamente gli yacht costruiti?
R. L’anno scorso sono stati quasi 100, quest’anno supereremo questa cifra e continueremo a crescere. In termini di barche prodotte Ferretti Yachts, Riva, Pershing sono quasi equivalenti. Occorre tenere presente, tuttavia, che per costruire, ad esempio, un esemplare di Custom Line, ci vuole fino a un anno e mezzo.
D. Cosa può dirci della marina in costruzione in Cina?
R. Si trova a Zhuhai, l’intento è offrire con un partner locale cinese i servizi di una struttura di questo genere per il triangolo Macao-Hong Kong-Zhuhai, dove si sta sviluppando l’interesse per le barche ma mancano i servizi post-vendita. Nel mercato Asia Pacific, rispetto allo stesso periodo del 2014, gli ordini sono incrementati del 96 per cento. I brand di riferimento in Cina sono Ferretti Yachts e Custom Line; per ora l’unico Riva che abbiamo nel mercato è a Shangai, per quanto riguarda la Cina continentale; invece a Hong Kong ne abbiamo molti. I cinesi vivono l’esperienza nautica in maniera completamente diversa dagli europei: per loro ha più presa la parte di intrattenimento e ricreativa, con ospiti a bordo solo per qualche ora, rispetto alla possibilità di crociera. Le nostre imbarcazioni asiatiche (dal nome esotico «Tai He Ban», omaggio a uno dei palazzi più nobili della Città Proibita a Pechino) infatti privilegiano gli aspetti living, e le zone di entertainment sono più sviluppate, tanto da avere persino uno spazio per il karaoke.
D. Come sta andando il mercato europeo?
R. La raccolta di ordini nell’area Europa-Medio Oriente-Africa sta andando decisamente bene, con un incremento nei primi otto mesi del 2015 del 187 per cento rispetto all’agosto 2014; in particolare, però, è il Medio Oriente che sta assolutamente esplodendo. Tornando all’Europa, Turchia, Grecia, Italia, Francia e Spagna sono i mercati di destinazione più importanti e per noi più redditizi. Quest’anno in Italia sono state vendute 5 barche e altrettante in Grecia, tantissime in Costa Azzurra, qualcuna anche in Spagna. Chi acquista viene dal Nord Europa, dalla Russia, dall’Ucraina e tiene la barca in questi Paesi. L’ufficio che abbiamo aperto a Palma di Maiorca, nelle Baleari, è stato un successo incredibile, come anche la Turchia è un mercato importantissimo, addirittura per Ferretti Yachts il primo in Europa. Il mercato europeo è piuttosto imprevedibile, può cambiare da un anno all’altro.
D. Chi si distingue in particolare tra gli acquirenti?
R. Siamo molto forti in Libano e nel Golfo Persico, per quanto riguarda la nazionalità dei compratori, con barche appunto tenute nelle destinazioni europee. In Italia invece, per quanto riguarda i nostri marchi, gli armatori sono principalmente italiani che stanno tornando a comprare. L’Italia è un mercato che lentamente sta riprendendo e gli italiani ne hanno voglia. Inoltre c’è stato grande movimento di barche usate. Al momento non abbiamo nessuna barca per l’usato e molte di quelle che sono state rivendute sono finite  nei confini nazionali. Chiunque volesse tornare con un modello vecchio sa che noi lo riprendiamo e se possibile esaudiamo ogni richiesta di modifiche: solo noi conosciamo la barca in ogni suo aspetto. Fidelizziamo molto i nostri clienti: non li lasciamo, mai. Sanno che possono tornare da noi quando vogliono.
D. Quali sono i punti di forza nell’area Ricerca e Sviluppo?
R. Le risorse umane. Ingegneri, designer, architetti: stiamo attraendo queste figure dalla formazione tecnica anche da altre aziende, che lasciano per venire a lavorare da noi.
D. Progetti futuri?
R. Una maggior solidità, una maggior crescita e poi vedremo. Diciamo che non ci fermiamo qui.  

Tags: Ottobre 2015 Giosetta Ciuffa mega yacht Cina

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