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Carlo Pessina: Gruppo Norda, acque minerali d’Italia

Carlo Pessina, Amministratore Delegato del Gruppo Norda

Norda, l’acqua di una famiglia che sgorga dal 1968 senza cessare mai di mantenere la propria purezza e, ciononostante, tenersi al passo con i tempi, seguendo l’industrialità italiana ed europea, le normative, con la forza dirompente di una cascata e la trasparenza pulita di una sorgente.
È una storia che comincia a Rho, nell’hinterland milanese, con Enrico Pessina che andava in giro a vendere la gazzosa con la «balletta», la gazzosa con la pallina, meccanismo che permetteva di chiudere la bottiglia in vetro.
Una storia famigliare, quindi, di fratelli, figli, nipoti, e nuove generazioni: imprenditori milanesi che, da quegli anni Trenta, operano nel settore delle bibite analcoliche e che sin dall’inizio hanno portato la gazzosa ad un grande successo popolare.
Norda, una storia di scelte coraggiose, come quella che la famiglia Pessina intraprende nel 1968 quando decide di rilevare l’antico impianto di imbottigliamento dell’acqua Introbio, dando vita al primo stabilimento del Gruppo, quello di Primaluna (Lecco) in Valsassina.
In pochi anni la produzione sale vertiginosamente, passando dai 7 agli oltre 100 milioni di bottiglie prodotte annualmente. Oggi le sorgenti sono molte: Daggio (tra le più alte d’Europa, 1.935 metri, in Valsassina), Acquachiara (dal Monte Baffelàn, 1.793 metri, all’interno delle Piccole Dolomiti, imbottigliata nello stabilimento di Valli del Pasubio a Vicenza), Ducale (Monte Zuccone, 1.421 metri, nell’Appennino Parmense, imbottigliata a Tarsogno), Lynx (versante Nord-Est del Monte Pelpi, nel comune di Bedonia, Parma), Luna (imbottigliata nello stabilimento Norda di Primaluna a Lecco, ai piedi della Grigna settentrionale, 2.410 metri, in Valsassina).
Presieduta da Massimo Pessina, ne parla a Specchio Economico il fratello Carlo Pessina, amministratore delegato.
Domanda. Di dov’è Norda?
Risposta. Norda è un’azienda che opera prevalentemente nel Centro e nel Nord dell’Italia che appartiene alla mia famiglia da generazioni. Abbiamo deciso di svilupparci in modo da coprire tutto il territorio nazionale con le recenti acquisizioni: il Gruppo in questi ultimi anni è cresciuto molto sia per linee interne attraverso l’innovazione con nuovi impianti, sia per le linee esterne. Nel 2010 è stata acquisita la Gaudianello nel Sud Italia, e nel 2014-2015 è stata definita l’operazione Sangemini nel Centro, chiudendo il cerchio e permettendo quindi al Gruppo di coprire tutto il territorio nazionale. Oggi con i nostri sette stabilimenti possiamo mettere a disposizione del mercato prodotti ed acque minerali che vanno dalle acque di alta montagna (Norda), alle effervescenti naturali (Gaudianello e Grazia), all’oligominerale Fabia, fino a Sangemini, acqua dalle caratteristiche organolettiche uniche (calcio altamente assimilabile).
D. Come sono le acque italiane?
R. L’Italia è una nazione ricca di acque minerali e non è affatto casuale che siamo il Paese che ne consuma di più: dai 190 ai 200 litri pro capite all’anno. Le acque italiane sono apprezzate per le loro qualità organolettiche anche all’estero, in quanto provenienti da un territorio geologicamente eterogeneo che propone acque minerali molto diverse tra loro. Siamo un Paese attraversato da catene montuose che danno origine ad acque oligominerali a basso residuo fisso, leggere ed equilibrate, ma abbiamo anche aree vulcaniche dalle quali nascono acque effervescenti naturali. Il mercato italiano del settore è maturo (12 miliardi di litri) e con un numero elevato di operatori: circa 150 aziende produttrici e quasi 300 tra sorgenti e acque imbottigliate. Nessun altro Paese nel mondo ha una ricchezza simile. All’estero, salvo poche eccezioni, sono commercializzate acque trattate o purificate, non acque minerali. Quest’ultime devono essere imbottigliate esattamente come sgorgano dalla sorgente, senza nessun trattamento o aggiunta, se non l’anidride carbonica, ovvero «le «bollicine», per le acque frizzanti.
D. Quanto l’acqua del Gruppo Norda è diffusa all’estero?
R. Norda è presente da tempo all’estero in diversi Paesi europei; recentemente sono stati avviati nuovi progetti di partnership con alcuni importanti gruppi distributivi e industriali, collaborazioni che riguardano aree geografiche come Stati Uniti, Cina, Asia, Thailandia, Israele. In ogni territorio e mercato operiamo in modo strategico con i diversi marchi.
D. Con il passaggio definitivo di Sangemini nel Gruppo, c’è stato un cambiamento di strategia?
R. Con l’operazione Sangemini, concretizzata in modo completo nel 2015, il Gruppo Norda è diventato ancora più importante, senza però tradire i valori originari, primo fra tutti la qualità del prodotto. L’operazione ha portato 2 siti produttivi in più che si collocano strategicamente in Umbria, nella provincia di Terni, con la disponibilità di 5 acque, Sangemini, Fabia, Grazia, Aura e Amerino, dalle caratteristiche peculiari. Il cuore del progetto è la sinergia tra la qualità della Sangemini, con caratteristiche organolettiche uniche, come la ricchezza di calcio biodisponibile, e le potenzialità della consolidata e dinamica rete commerciale-distributiva di Norda. Nel 2015 le acque che fanno capo alla realtà produttiva Sangemini sono cresciute complessivamente di oltre il 70 per cento a volume, fermo restando un confronto parziale con il 2014 di soli 8 mesi, in quanto la gestione operativa da parte di Norda è iniziata nel mese di aprile dello stesso anno. Di particolare spicco la crescita del 42 per cento di Grazia, risultato che indica la forte potenzialità del marchio, che anche nei primi mesi del 2016 continua nello sviluppo anche fuori dalle aree storiche: l’acqua Grazia, insieme all’oligominerale Fabia, ha ricevuto il riconoscimento di acqua ufficiale del Giubileo per tutta la durata dell’Anno Santo Straordinario.
D. E gli investimenti per il 2016 per il Gruppo, nazionali e internazionali?
R. L’operazione Sangemini si aggiunge e affianca all’acquisizione nel 2010 di Gaudianello in Basilicata, nella sede di Melfi a Potenza, caratterizzando sempre più l’identità di Norda con quella delle «Acque minerali d’Italia»: nessun altro Gruppo del settore ha 8 stabilimenti nel territorio nazionale - 4 al Nord, 2 al Centro e 2 al Sud -. Sono 26 le sorgenti a disposizione e 27 le linee di produzione per l’imbottigliamento in contenitori in vetro e pet, considerando le recenti operazioni sul marchio Toka in Basilicata. Norda continua poi a valorizzare lo stabilimento storico di Primaluna, realizzato ex novo dalla famiglia Pessina negli anni Sessanta, più volte rinnovato ed anche ora al centro di progetti di sviluppo.
D. Com’è distribuita la quota dei diversi segmenti in cui operate?
R. Per il 2015 ci eravamo posti l’ambizioso obiettivo di superare il traguardo del miliardo di litri d’acqua venduti ed abbiamo colto il risultato, anzi siamo andati oltre: 1 miliardo e 150 milioni per la precisione, con uno sviluppo del 16 per cento. In termini di fatturato questo ha portato il Gruppo a 131 milioni di euro, con una crescita del 9 per cento rispetto al 2014. Contando anche sulla capacità del Gruppo di coprire capillarmente ogni area geografica, dal Nord al Centro al Sud, i marchi che fanno capo all’azienda hanno avuto un’ottima crescita: il solo marchio Norda è cresciuto del 18 per cento nel canale moderno della grande distribuzione organizzata; sviluppi anche nell’Horeca, ossia nei settori di bar, ristoranti, etc., con un aumento del 14 per cento di volume.
D. Acque a chilometro zero distribuite in tutta Italia. Cosa significa per l’ambiente? Quale il risparmio per l’azienda?
R. Proprio grazie alla nostra strategia di recenti acquisizioni e disponendo di 8 siti produttivi, copriamo tutto il territorio ed offriamo con distanza massima di 250 chilometri da ogni sito acque a basso impatto, garantendo maggiore efficienza di servizio e ampio assortimento, sia ai distributori di bevande sia alla Gdo.
D. Quanto investire in innovazione tecnologica pesa e aiuta il settore?
R. La tecnologia in questo settore è fondamentale in termini di costi, efficienza e produttività. Ad esempio, i nostri recenti investimenti sulle linee di produzione - la linea di imbottigliamento «in asettico» (18.000 bottiglie/ora) per bevande piatte funzionali allo stabilimento di Primaluna, a Lecco, e la nuova linea in pet nello stabilimento di Tarsogno Parma (35.000 bottiglie/ora) - ci consentono notevoli risparmi energetici; inoltre permettono la realizzazione di contenitori e bottiglie con meno materiale in un’ottica di riduzione dell’impatto ambientale, senza dimenticare che possono essere realizzati materiali ottenuti da pet riciclato fino al 50 per cento (in linea con le normative e direttive europee), con immediate ricadute positive sull’ambiente. Da sottolineare inoltre che il Gruppo vende ancora molta acqua imbottigliata in vetro a rendere al canale della ristorazione e riutilizza casse e bottiglie più volte, riducendo al massimo gli scarti e la raccolta.
D. Come tutelare il pianeta dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici, pericolosi anche a livello industriale?
R. Un impegno molto concreto e continuativo è rivolto a salvaguardare i territori dove abbiamo i nostri siti produttivi. Sosteniamo ad esempio il Parco Regionale della Grigna settentrionale, all’interno del quale è situato il nostro stabilimento storico di Primaluna, dal quale nascono le nostre acque, tra cui la sorgente Daggio, una delle più alte d’Italia, con azioni mirate alla salvaguardia dell’ecosistema e con opere di sensibilizzazione delle scuole rivolte al rispetto dell’ambiente. Per contro nell’area del Vulture, in Basilicata, la Gaudianello, a tutela della purezza originaria del suo bacino naturale, sostiene e incentiva gli agricoltori locali applicando e facendo applicare l’agricoltura biologica per preservare l’integrità e la purezza delle sue fonti. Infine, le acque sorgenti di Sangemini appartengono e sono all’interno della concessione mineraria più estesa d’Italia.
D. Cosa pensa dell’abitudine di vendere acqua microfiltrata nei ristoranti?
R. L’acqua in caraffa è un prodotto totalmente diverso dall’acqua minerale. Quest’ultima deve avere origine da una falda sotterranea profonda e protetta, deve essere microbiologicamente pura all’origine, mantenere caratteristiche chimico-fisiche costanti nel tempo e non può subire trattamenti. Inoltre, l’acqua minerale in bottiglia ha precise e riconosciute proprietà favorevoli alla salute, diversificate in ragione del tipo di acqua, ma sempre costanti, ben conosciute e controllate. L’acqua potabile ha spesso origine dai fiumi, laghi e altri siti non ben identificati, ma soprattutto scorre lungo tubature e subisce frequentemente trattamenti di potabilizzazione, prevalentemente con cloro. L’acqua in caraffa, invece, proviene dall’acquedotto e quindi le macchine che hanno i ristoratori o i privati in famiglia sono allacciate alla normale rete idrica e hanno i famosi sistemi di filtraggio: vi è una questione igienica da considerare, in particolare se in questi dispositivi non sono svolte con la regolarità necessaria le corrette manutenzioni, come la sostituzione dei filtri. È fondamentale che il consumatore e le famiglie sappiano che le acque minerali vengono imbottigliate direttamente alla sorgente, in contenitori protetti e sigillati, secondo protocolli molto severi, e sono oggetto di centinaia di controlli quotidiani. Sono sempre di più anche i ristoratori consapevoli di questo scenario, al quale vi è da aggiungere la sicurezza e il prestigio di servire in tavola bottiglie di marchio delle acque famose e con bottiglie sempre perfettamente sigillate. Secondo i nostri osservatori, soprattutto nella ristorazione il fenomeno «caraffe» è costantemente in calo.
D. Solo acqua?
R. Nel 2009 abbiamo installato una linea per le bevande piatte, cioè non gassate, producendo e commercializzando il tè freddo Twinings. Due anni fa abbiamo implementato anche il progetto delle tisane fredde a marchio Pompadour e quello per PoolPharma con l’integratore Mgkvis. Disponiamo inoltre del know-how necessario per produrre bevande a base di frutta e destinate alla prima infanzia. Per quanto riguarda Sangemini stiamo valutando diverse ipotesi progettuali, tra le quali quella di espansione di gamma, che ci porterebbe al di fuori del beverage stesso, con prodotti in linea con il target di questo brand.
D. Siete l’acqua ufficiale del Giubileo: in che modo mettete a disposizione dei pellegrini la qualità delle vostre acque?
R. Nell’accordo che abbiamo sottoscritto è previsto un quantitativo di prodotto gratuito delle acque Fabia e Grazia, che verranno inserite in un apposito kit donato ai pellegrini. Stiamo inoltre avviando un progetto, insieme alla Confesercenti, che coinvolgerà circa 2 mila bar con un prezzo calmierato per favorirne il consumo.
D. Iniziative per i giovani?
R. Un anno fa abbiamo inaugurato la nuova sede di Milano, il quartier generale di tutto il Gruppo: in questa sede abbiamo introdotto 5 nuove figure, giovani che abbiamo assunto sia nel commerciale che nella parte amministrazione e controllo. Nel nostro settore i siti produttivi e gli stabilimenti sono spesso lontani dai centri abitativi più grandi, in zone disagiate e distanti dai siti industriali e produttivi più importanti: la nostra presenza in queste zone può quindi facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro laddove le situazioni occupazionali sono al limite per la popolazione. A Parma abbiamo appena installato una nuova linea di imbottigliamento, e nell’operazione Sangemini abbiamo mantenuto un livello occupazionale molto alto salvaguardando 95 dipendenti e le loro famiglie.
D. La crisi economica c’è stata?
R. L’abbiamo sentita tutti, anche se l’acqua minerale di per sé è un prodotto povero: le famiglie spendono ora 200-250 euro l’anno e si sono spostate su prodotti più economici, e lo stesso vale anche per l’acqua minerale che in parte si vende in promozione. Disponendo circa di 27 acque cui corrispondono altrettante etichette, abbiamo la possibilità di coprire tutto il mercato, soddisfacendo qualsiasi richiesta e raggiungendo anche le fasce di primo prezzo. Inoltre, dai primi anni Novanta facciamo produzione per conto terzi per le maggiori catene della grande distribuzione, sia di acque che di bibite; ciò ci consente di applicare politiche differenti per i singoli canali. Siamo la seconda azienda nel canale della ristorazione dopo Nestlé, e abbiamo dedicato una serie di prodotti all’alta ristorazione, commercializziamo circa 150 milioni di bottiglie di vetro a rendere e siamo molto sensibili sul tema dell’ambiente e della sostenibilità.
D. Come avvengono i controlli?
R. Controlli giornalieri sono effettuati sia alla sorgente che all’imbottigliamento da parte del nostro Ufficio Qualità, quindi controlli esterni nei punti vendita da parte delle autorità preposte: il nostro è uno dei settori tra i più controllati in assoluto.                

Tags: Marzo 2016 made in italy acqua Norda

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