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Il Qatar è paese amico e alleato dell’Italia

Abdul Aziz Bin Ahmed Al Malki, ambasciatore dello Stato del Qatar in Italia

Stato sovrano indipendente dal 1971, è uno dei sei membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Bahrain; si estende per 11.500 chilometri quadrati e ha 563 chilometri ininterrotti di costa; ha 2 milioni e trecentomila abitanti, il più alto pil procapite al mondo secondo i dati 2015 del Fondo monetario internazionale, e il più grande singolo giacimento di gas naturale al mondo, North Field.
Ecco i numeri del Qatar, monarchia assoluta governata dal 2013 dal trentaseienne emiro Tamim bin Hamad bin Khalifa Al-Thani, quarto figlio del precedente capo di Stato, che negli anni Novanta ebbe l’acume di sfruttare le risorse di gas, all’epoca ritenute poco convenienti.
È ora il più grande esportatore al mondo di gas liquido, il suo pil è passato da 8 a 192 miliardi di dollari e per la Banca mondiale è tra i primi 50 Paesi nella classifica sulla facilità di fare impresa (Ease of Doing Business 2015).
A completare un’avviatissima industria degli idrocarburi controllata dalla compagnia statale Qatar Petroleum non mancano le riserve di petrolio, né le risorse finanziarie: ed ecco fatto il salto verso il Paese che conosciamo adesso, sinonimo di lusso e sport, nella cui capitale Doha si terranno i mondiali di calcio dal 21 novembre al 18 dicembre 2022.
In Italia sono molti gli interessi qatarini, oggetto di investimenti da parte del fondo sovrano Qatar Investment Authority, il cui obiettivo è investire, gestire e aumentare le riserve del Paese al fine di creare valore a lungo termine per lo Stato e le future generazioni; questo lo persegue anche mediante la sussidiaria Qatar holding, fondata nel 2006, società di private equity specializzata in partecipazioni pubbliche e private strategiche come anche in investimenti diretti. Quest’ultima infatti con FSI, il fondo controllato da CDP, ha costituito la joint venture IQ Made in Italy Investment Company interessata al made in Italy in gastronomia, moda, lusso, design, turismo, lifestyle e ha intanto investito in Inalca, società di Cremonini attiva nella trasformazione di carni bovine.
Il fondo sovrano Mayhoola for Investments invece nel 2012 ha acquisito la maison Valentino; Katara Hospitality, società della famiglia reale Al-Thani, ha comprato a Milano l’Excelsior Hotel Gallia e a Roma l’Intercontinental de la Ville e il Westin Excelsior, oltre altri hotel in Italia ma quelli in Sardegna, come gli altri interessi in Costa Smeralda, fanno capo a Qatar holding in seguito all’acquisizione di Costa Smeralda holding, capogruppo delle società che detengono gli hotel Cala di Volpe, Pitrizza, Romazzino e Cervo hotel & conference center, i ristoranti Pescatore, Pomodoro, Cervo Grill, i bar Portico e Sole, oltre il Pevero golf club, Marina e Cantiere Porto Cervo.
Oltre la compagnia aerea Meridiana e l’ospedale Mater di Olbia (l’ex San Raffaele) per il cui rilancio in qualità di Irccs c’è anche un protocollo tra la presidenza del consiglio dei ministri, la Regione e la Qatar foundation, presieduta dalla sceicca Mozah bint Nasser al Missned, seconda moglie del precedente emiro nonché madre dell’attuale capo di Stato. Scopo della fondazione è rendere il Paese all’avanguardia nell’istruzione innovativa e nella ricerca e il progetto principale è Education City, un campus di mille ettari a Doha.
Qatar Investment Authority ha acquistato inoltre il complesso immobiliare Porta Nuova, del quale fanno parte il Bosco Verticale di Boeri Studio di Boeri, Barreca e La Varra e la torre Unicredit dell’argentino Cesar Pelli dello Studio Pelli, Clark, Pell.
L’approdo a un Paese non solo moderno e finanziariamente attivo ma anche sostenibile deve passare per «Qatar Vision 2030», la visione del 2008 del Governo che tocca quattro punti cardine dello sviluppo economico, sociale, umano e ambientale, basata sulla Costituzione permanente ratificata nel 2004 e effettiva dal 2005.
Nonostante infatti la rapida crescita economica, sociale e politica, il Qatar ha mantenuto i valori culturali e sociali di nazione islamica che considera la famiglia come pilastro della società. La visione punta per il 2030 a trasformare pienamente il Paese in una nazione del tutto sviluppata, in grado di autosostenersi e provvedere un’alta qualità della vita ai cittadini, oltre che fortificare il ruolo nella comunità internazionale.
Ambasciatore in Italia e rappresentante permanente del Qatar alle agenzie delle Nazioni Unite a Roma è, da un anno, S.E. Abdul Aziz Bin Ahmed Al Malki.
Domanda. Come diversificare la base produttiva del Qatar da petrolio e gas?
Risposta. Per quanto riguarda la produzione di petrolio, di gas e di idrocarburi, lo Stato del Qatar possiede la più grande quantità di gas naturale liquido al mondo: è la nostra produzione principale, proveniente dal giacimento di gas di Ash Shamal e ne siamo il secondo esportatore al mondo dopo la Russia. Nel 1995 ne abbiamo iniziato la produzione tramite una nota compagnia giapponese e questo ci ha schiuso all’esportazione di gas verso tutto il mondo, compresa l’Italia. Oggi per noi il Paese esportatore con il mercato più grande è il Giappone ma operiamo anche il trasporto cargo di gas verso India, Corea del Sud, Thailandia, Belgio, Inghilterra, Francia e Italia: copriamo le esigenze della maggior parte dei Paesi del mondo. Abbiamo fatto una flotta oil terminal con l’Italia, quella di Treviso, e poi sottoscritto un accordo tra Qatar Petroleum, Edison e ExxonMobil per il rigassificatore di Rovigo, che consente di esportare il gas qatarino verso l’Italia, per la quale esportiamo 8 milioni di tonnellate di LNG. Nel nostro piano di produzione 2020-2030, le cui basi sono state stilate da sua altezza l’emiro, uno degli aspetti importanti è la diversificazione di tutte le entrate del Qatar e da tempo stiamo percorrendo questa strada anche guardando al rinnovamento delle infrastrutture di logistica e di energia, nel campo dell’educazione, della sanità. Sono i punti cardine del piano e della visione del Qatar e tale orientamento è stato applicato anche in campo economico. È stato istituito un nuovo comitato che segue questo piano per proseguire lo sviluppo dopo il 2030; abbiamo il ministero della Pianificazione che è il centro di tutti gli studi e di tutti i piani da esporre al Governo e al consiglio dei ministri per eseguirli, oltre che al consiglio consultivo, il nostro parlamento.
D. La sua opinione in merito alla situazione energetica generale?
R. A causa della caduta del prezzo del petrolio, l’approvvigionamento e la domanda nel mondo sono cambiati come l’equilibrio tra Paesi produttori e consumatori, cosa che ha definitivamente un impatto su molti Paesi in termini di prodotto interno lordo. Fortunatamente il Qatar è, tra tutti i Paesi, l’ultimo che soffrirebbe degli effetti negativi perché ha un piano di diversificazione stabilito già da tempo, ha investimenti all’estero, abbiamo obiettivi e pianificazioni che sono state implementate, grazie al saggio governo dell’emiro, e il Qatar è riuscito a superare la caduta dei prezzi del petrolio, non dipendendo più il nostro reddito dalle riserve di gas e petrolio.
D. Avete progetti sulle energie rinnovabili?
R. Abbiamo idee chiare in tal senso, soprattutto per le piccole e medie imprese, e piani per ciò che riguarda l’energia solare e nel fotovoltaico. Portiamo inoltre avanti studi e ricerche sviluppate nei laboratori della Qatar Foundation sulle prospettive del settore, oltre quelle del nostro ministero dell’Energia e del Petrolio; ci sono tanti progetti di ricerca e di applicazione in tal senso nell’energia rinnovabile in generale.
D. Mubarak Bin Rashi al Buaainan è il nuovo rappresentante della missione diplomatica della Lega degli Stati Arabi a Roma presso lo Stato italiano e la Santa Sede, prima volta per il Qatar. Cosa significa per voi?
R. Naturalmente il Qatar ha molti personaggi qualificati e noti che possono onorare il Paese e rappresentarlo in vari settori: per la prima volta la missione della Lega di tutti gli Stati Arabi a Roma è rappresentata da un diplomatico qatarino. Naturalmente ciò è un’applicazione dei piani della politica di sua altezza l’emiro Tamim bin Hamad al-Thani oltre che un successo della diplomazia qatarina, guidata da sua eccellenza Mohammad Al-Thani, ministro degli Affari esteri, diplomazia che mira a preparare ambasciatori e rappresentanti qatarini per occupare posti importanti nella diplomazia internazionale.
D. Quali altre personalità qatarine hanno incarichi ancora più recenti?
R. Abbiamo un candidato per la presidenza dell’Unesco a Parigi, Hamad bin Abdulaziz Al Kuwari. Ex ministro della Cultura in Qatar, oggi è un consigliere dell’emiro, è stato ambasciatore negli Stati Uniti e in Francia; è stato anche ambasciatore dell’Italia ma non residente, un uomo noto e di Stato. A settembre verrà in visita a Roma in occasione della sua campagna per l’elezione all’Unesco del giugno 2017. Una parte del lavoro che stiamo svolgendo ora è di visitare Roma e Firenze per dare l’idea del suo progetto elettorale e per questo incarico internazionale.
D. Le spese per la Difesa in Medio Oriente sono in aumento. Come vede la stabilità dell’area medio-orientale alla luce della situazione in Siria e in Libia e con l’Egitto che tarda a tornare alla normalità?
R. Lo Stato del Qatar da sempre appoggia la pace e la stabilità e ci auguriamo che questi Paesi arabi nostri fratelli tornino presto alla sicurezza e alla pace. La politica dello Stato del Qatar è da sempre concentrata sull’appoggio e il sostegno dei Paesi arabi fratelli e quando chiedono il nostro aiuto noi corriamo da loro per aiutarli.
D. Come collaborano i due Paesi nel settore della Difesa?
R. Abbiamo forti legami nel campo della Difesa con l’Italia, non soltanto riguardo gli investimenti o l’economia ma anche nel settore militare, come dimostra la recente firma tra il nostro ministero della Difesa e Fincantieri per sette navi di superficie e i servizi di supporto per 15 anni dopo la consegna delle unità. Tale accordo è il risultato di un’attività e di una trattativa durata anni. Noi vediamo nell’Italia un Paese amico e alleato e lavoriamo per consolidare sempre di più i rapporti tra i nostri Paesi.
D. Come possono ulteriormente consolidarsi?
R. Ripeto sempre che finché siamo qui per lavorare ci saranno progetti imminenti e futuri per rafforzare i nostri rapporti in tutti i settori, non soltanto a livello politico, ma anche in ambito educativo, dell’istruzione, della sanità, dell’ambiente, della cultura, dello sport; sono lieto di rimarcare che durante la visita dell’emiro a gennaio in Italia abbiamo firmato 5 accordi con il Governo italiano. Adesso abbiamo alcuni accordi in preparazione, altri in revisione: nei prossimi mesi ci sarà la visita ufficiale del premier Renzi in Qatar e insieme al mio collega l’ambasciatore italiano a Doha stiamo facendo del nostro meglio per stilare un programma ricco per garantirne il successo.
D. Su cosa potrebbe vertere?
R. Ci sono molte idee in cantiere e tante consultazioni tra i nostri due Paesi, adesso però è ancora prematuro dichiarare su che cosa sarà incentrata la visita: meglio attendere l’ufficialità.
D. Il 28 gennaio 2016 è stato siglato a Roma il primo programma esecutivo di collaborazione culturale tra Italia e Qatar, valido per gli anni 2016-2018. Quali le prossime iniziative?
R. Naturalmente l’Italia è un Paese ricchissimo di cultura, musei, musica, tradizione, storia; questo accordo appoggerà iniziative comuni in questi campi e per ambedue gli Stati sarà occasione per un ricco scambio culturale con eventi di grande spessore e importanza. Ci stiamo consultando molto seriamente con l’ente del turismo del Qatar, considerato che a Doha è presente un intero distretto culturale, il Katara Cultural village, dov’è il ministero della Cultura e dello Sport, e con il supporto delle linee aeree Qatar airways; ci stiamo impegnando a elaborare alcune proposte e iniziative da esporre agli amici italiani, per un programma comune di iniziative da tenersi alternativamente in Qatar e in Italia.
D. Può esporre la sua opinione su Meridiana?
R. In seguito alle recenti trattative, che hanno coinvolto anche il ministero dei Trasporti italiano, mi sento di dire che Qatar airways sta negoziando con Meridiana per ottenere la soluzione migliore in merito a certi ostacoli che sono sorti recentemente ma sono ottimista sul fatto che entrambe le parti arriveranno a una soluzione molto presto.

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