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Maurizio Focchi: Gruppo Focchi, un secolo di esperienza al servizio dell’architettura

Maurizio Focchi, amministratore  delegato del Gruppo Focchi

Rimini, Milano, Roma, Torino, Modena, Bologna, Londra, Oxford, Birmingham, Manchester, Singapore, Berlino, Salisburgo, Nicosia, Osaka, Vienna: sono solo alcuni luoghi dove è possibile ammirare i migliori edifici, per soluzioni innovative ed estetica, «vestiti» dall’azienda Focchi di Rimini. Lavori originali di architettura, progettazione, realizzazione e installazione di facciate continue con contenuti altamente tecnologici.
Nata nel 1914, l’azienda progetta soluzioni per rivestimenti esterni completi nel settore degli involucri per edifici occupandosi direttamente sia della progettazione, della produzione e della posa in opera. Inoltre è stata la prima azienda ad adottare la tecnologia delle grandi vetrate in alluminio e vetro nel settore navale, con la costruzione di 23 grandi navi da crociera.
Ne parla a Specchio Economico Maurizio Focchi, amministratore delegato dell’omonimo Gruppo che nel 2015 ha ricevuto il «Sigismondo d’oro», la massima onorificenza cittadina che viene attribuita ogni anno a coloro che attraverso la propria attività celebrano il nome di Rimini.
Domanda. Come nasce il Gruppo?
Risposta. In questi 102 anni di attività abbiamo attraversato varie fasi: la prima, che comprende un arco temporale che va dal 1920 al 1930, è stata quella legata al settore della carpenteria metallica dove mio nonno, un fabbro, costruiva cancellate, tralicci per la luce e aratri per l’agricoltura; nella seconda, che va dal 1950 al 1960, si è cominciato a lavorare con finestre e porte in alluminio, specialmente con l’espansione degli alberghi sulla costa romagnola; e infine dagli anni 80 fino a oggi c’è stata l’ultima fase nella quale ci siamo specializzati, cioè il passaggio definitivo all’involucro completo dell’edificio con la costruzione di facciate continue. Questa tradizione ha garantito una continuità nella leadership del Gruppo e un crescente prestigio nel mondo dell’industria e dell’architettura.
D. Lavorate in sinergia con gli architetti?
R. Collaboriamo molto con gli architetti, anche se siamo specializzati non nella costruzione, bensì nella confezione del «vestito», cioè dell’involucro esterno degli edifici. Lavoriamo con i maggiori studi di architettura nazionali e internazionali - Piano, Isozaki, Tange, Libeskind, Partington, Foster, Fuskas, Hollein - anche se da noi non ci sono architetti, ma ingegneri. C’è una prima fase in cui gli studi di architettura vengono da noi per una «collaborazione preventiva» per verificare la fattibilità del progetto; i nostri addetti eseguono calcoli sia dal punto di vista strutturale, sia da quello delle prestazioni termiche e acustiche, cioè esaminano la parte funzionale del «vestito» che da una parte deve essere esteticamente in linea con le idee dell’architetto, ma che dall’altra invece deve essere funzionale perché l’involucro è la «barriera» che divide l’esterno e l’interno dell’edificio. In sintesi: l’architettura crea, noi realizziamo.
D. Dove si trova la sede centrale?
R. A Rimini, ed è l’unica in Italia. A Londra invece da più di 20 anni abbiamo una società poiché quello londinese è il nostro mercato principale, ritenuto tra i più dinamici al mondo sia per l’edilizia terziaria che per quella residenziale. Lo scorso settembre abbiamo costituito una società a New York con lo scopo di espanderci nel mercato statunitense.
D. Numero dei dipendenti e fatturato?
R. Sono 160 a Rimini più 20 a Londra. Nel 2015 il Gruppo ha fatturato circa 50 milioni di euro, prevalentemente all’estero, in particolare a Londra.
D. Quali sono i fattori chiave del vostro successo?
R. Il primo fattore è quello umano, lo spirito e il coinvolgimento delle persone che per noi è essenziale poiché l’attività è basata sulle capacità personali e individuali. Poi ci sono il know-how, l’esperienza trentennale di progettazione tecnica degli involucri, la capacità di gestione globale del progetto. I profili utilizzati per la costruzione delle facciate continue sono concepiti dall’Ufficio Studi e Ricerche dell’azienda dove si dedica particolare cura allo sviluppo e alle prove di laboratorio, in modo da ottenere sempre le massime qualità prestazionali e i prodotti più innovativi del settore. Naturalmente la parte più tecnologicamente avanzata è quella del design e della progettazione dove non sono mancati casi in cui, per l’unicità della realizzazione, c’è voluto più tempo per la progettazione che per la realizzazione dell’opera poiché dobbiamo programmare la collaborazione sia con l’architetto, sia con il cliente finale che spesso è il general contractor oppure è il proprietario dell’edificio.
D. E dopo questa prima fase di collaborazione?
R. Dopo c’è la fase di stabilimento e di cantiere in cui noi assembliamo i pannelli prefabbricati, che in inglese chiamiamo «unit», in italiano «cellule», rivestendone tutto l’edificio. Questi pannelli possono essere di vetro, che è il materiale più frequente, ma non solo; altri esempi possono essere le innovative facciate continue in triplo vetro curvate a freddo come è stato per la Torre Allianz progettata dall’architetto Isozaki a Milano, oppure l’impiego combinato di materiali tipo alluminio, vetro, legno, acciaio e lastre in cemento, di diversi colori e forme, per la sede dell’Università di Oxford, per arrivare al prestigioso Park House in piena area dello shopping di Oxford Street a Londra, dove sono state inserite, nelle pareti perimetrali in vetro, serigrafie verticali di particolare pregio, fino all’uso di elementi frangisole realizzati in terracotta per il quartiere generale della Campari a Milano. Per essere competitivi e dare risposte alla «fantasia» degli architetti, la conoscenza dei materiali e delle novità che appaiono sul mercato sono aspetti fondamentali. È la combinazione di tre fattori il nostro punto di forza: ingegneria, artigianalità e organizzazione, poiché la costruzione di un edificio richiede la capacità di assemblare materiali molto diversi tra loro.
D. Quindi è fondamentale investire nella Ricerca e Sviluppo.
R. La centralità della competenza delle persone è fondamentale e la nostra attività di Ricerca e Sviluppo è divisa in due parti: una è quella applicata ai progetti, poiché ogni singolo progetto ha sempre un tasso di innovazione tecnologica peculiare e caratteristico, come ad esempio la già citata Torre Allianz di Milano con le innovative facciate continue in triplo vetro curvate a freddo. L’altra parte della ricerca invece riguarda un settore più «futuristico», si vuole cercare di creare un involucro dell’edificio sempre più performante e «intelligente», sia dal punto di vista termico, che dal punto di vista dell’efficientamento energetico.
D. In che modo?
R. Dal punto di vista termico trovando materiali che siano più adatti; per esempio stiamo facendo una ricerca, difficile e ambiziosa, per un vetro «vacuo», cioè vuoto all’interno, che può costituire un balzo tecnologico notevole per le sue numerose applicazioni. Invece per quanto riguarda l’efficientamento energetico attrezzare l’involucro degli edifici con dei sensori e automatismi di domotica per cui la facciata stessa diventi «intelligente», in modo che ci sia un maggiore coordinamento tra la «pelle» e l’interno dell’abitazione per diminuire la spesa energetica aumentando nel contempo il comfort delle persone. Quindi stiamo sviluppando un progetto di ricerca a lungo termine sul tema dell’efficientamento energetico, poiché in Europa il 40 per cento della spese energetica è data dai «building», il nostro target di riferimento. Di conseguenza il settore della Ricerca e Sviluppo dell’azienda è sempre più coinvolto in attività di ricerca mirata all’ottimizzazione energetica: valutazione di interventi di sviluppo per la produzione di energia e analisi dei consumi e dei costi dell’edificio, con la possibilità di risparmiare energia con soluzioni innovative. Si concepiscono soluzioni che permettono di integrare, all’interno dell’involucro, i sistemi di produzione di energia rinnovabile, rendendolo auto-sostenibile e realizzando una totale integrazione architettonica.
D. Il sistema immobiliare italiano è pronto per concepire questo tipo di tecnologia applicata agli edifici?
R. In Italia abbiamo un patrimonio immobiliare con edifici a facciata vetrati che risalgono gli anni 60 che andrebbero ristrutturati e aggiornati con materiali termicamente più performanti e prestanti per valorizzarli in modo da ottenere un risparmio economico dal punto di vista energetico. Il sistema immobiliare italiano è in crisi e per svilupparsi ha bisogno di nuovi paradigmi e di una maggiore integrazione tra tutti gli attori.
D. Il Gruppo da oltre 20 anni ha una sede a Londra: si comincia a sentire l’effetto Brexit?
R. Noi eravamo molto preoccupati per gli annunci catastrofici che leggevamo sui giornali, invece nella pratica a Londra, dove il nostro settore è sia residenziale che terziario, questo effetto negativo non si è ancora visto e abbiamo firmato diversi contratti. Questa è la piacevole contraddizione che stiamo vivendo oggi.
D. I progetti più recenti?
R. Abbiamo portato a compimento la Dollar Bay, una torre residenziale che si affaccia sul prestigioso quartiere finanziario della City di Londra. Poi dei palazzi-uffici nella zona di 245 Hammersmith Road; il «The Atlas Building - 145 City Road», una grande torre in vetro residenziale; un edificio direzionale al 4 Kingdom Street; l’edificio con uffici commerciali al 4 Pancras Square; degli edifici-uffici al 60-70 Mary Axe; la torre di uffici One Angel Court; la torre residenziale con uffici e negozi nello «Vauxhall Sky Gardens», tutti progetti realizzati a Londra. Solo l’ultimo progetto di 5 torri residenziali riguarda Manchester, zona nella quale c’è un’elevata richiesta di appartamenti e di edifici.
D. Invece in Italia quali progetti avete in cantiere?
R. L’ultimo che abbiamo terminato è quello della Torre Allianz a Milano; poi c’è il progetto della nuova sede di Sky a Milano, per la precisione a Santa Giulia. Sempre a Milano la nuova sede della Nestlé, l’edificio della sede dell’Atac a Roma, poi sempre a Roma il complesso residenziale, commerciale e uffici Città del Sole. Devo ammettere che in Italia i progetti sono molto pochi e con delle gare molto combattute poiché il mercato delle costruzioni è totalmente fermo da anni, mentre l’Inghilterra, e soprattutto Londra, è la piazza migliore d’Europa, dove al momento si trova il nostro mercato principale.   

Tags: Novembre 2016 architettura

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