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GIOVANNI AGOSTONI: ICAM, 70 ANNI DI GUSTO ITALIANO NEL MONDO

Giovanni Agostoni, direttore commerciale Icam

Dal 1942 un’azienda italiana porta avanti l’arte cioccolatiera. Infatti la famiglia Agostoni è da allora nel settore ossia da quando Silvio, insieme alla moglie Carolina Vanini, rilevò a Morbegno un laboratorio per la produzione di dolci e caramelle. Con zucchero, farina di castagne e un po’ di cacao in polvere idearono la «torta montanina» che ebbe grande successo; si poté quindi, anche con Giancarlo e Urbano, fratelli di Carolina, costruire un impianto per l’estrazione dello zucchero dalle barbabietole essiccate. Con l’obiettivo di mettere alla portata di tutti un bene allora di lusso, la fabbrica nel 1946 si trasferì a Lecco, perseguendo da subito l’autonomia produttiva mediante l’acquisto alla fonte della materia prima. Inoltre, collaborando con i costruttori di macchinari si perfezionarono impianti di produzione propri e si organizzò una rete di venditori per rifornire i negozi direttamente. Fino agli anni Settanta ci fu una netta espansione ma la svolta avvenne con l’ingresso in azienda di Angelo, primogenito dei fondatori. Grazie a molti viaggi per apprendere le tecniche di coltivazione in Africa e in America Latina, creò infatti le condizioni per l’acquisto del cacao direttamente dai produttori, possibilmente cooperative di contadini.
Ed eccoci ai giorni nostri: nel 2008 si è iniziata la costruzione del nuovo polo produttivo di Orsenigo, in provincia di Como, con un’area complessiva di 50.000 metri quadrati.
Domanda. Dopo il lancio delle ultime praline Vanini, quale sarà il vostro prodotto clou del 2017? Ce ne saranno altri?
Risposta. Alla fine di quest’anno abbiamo lanciato le nuove praline gourmet Vanini all’olio extra vergine d’oliva e saranno loro le protagoniste del 2017. Il nostro laboratorio di ricerca e sviluppo è costantemente all’opera nella creazione e formulazione di nuove ricette e nuovi prodotti e non escludiamo la presentazione di qualche novità nel corso del prossimo anno. Ma è ancora presto per dirlo.
D. Può descrivere la nuova sede e quante persone vi lavorano?
R. Il nuovo impianto di Orsenigo è progettato per offrire una qualità eccezionale e una tracciabilità completa, rispettando l’ambiente e la comunità locale. L’impianto si estende per 50 mila metri quadrati e ha una capacità produttiva di 120 tonnellate di cioccolato al giorno. I dipendenti sono circa 350.
D. Sono previsti altri investimenti all’interno della nuova sede? 
R. Il prossimo anno avremo all’interno dello stabilimento un nuovo modellatore e quindi un’intera nuova linea di produzione. In questo modo aumenteremo la capacità produttiva e andremo incontro ad una domanda crescente, soprattutto all’estero. L’impianto di modellaggio Bühler presenta una dimensione innovativa unica con stampi liberi e movimento intermittente «soft» a facchini. La dimensione dello stampo consente di avere ampia flessibilità in termini di miglior produttività rispetto a formati più piccoli e possibilità di rispondere tempestivamente ad eventuali repentini aumenti di volume. Ci sarà quindi la possibilità di produrre articoli di medie e grosse dimensioni: il nuovo impianto sarà in grado di realizzare chunks, prodotti con biscotti e inclusioni, praline, tavolette ripiene, tavolette slim e tavolette da 100 grammi.
D. A quali altri motivi è ascrivibile l’aumento di fatturato registrato nell’ultimo anno, oltre alle potenzialità della nuova sede?
R. Sicuramente all’export e, come già detto, alla continua e crescente domanda di cioccolato.
D. Ci sono ulteriori spazi di crescita?
R. Certamente. Vogliamo aumentare la distribuzione del brand Vanini sia in Italia che nel resto del mondo. Puntiamo in particolare a crescere nel Regno Unito, negli Stati Uniti d’America e nel Far East.
D. Siete presenti anche nella gdo. Come sono cambiate le abitudini dei consumatori nel corso degli anni?
R. I consumatori sono sempre più esigenti e più evoluti anche nei gusti, e nella particolarità dei gusti scelti. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una preferenza crescente per i prodotti senza glutine, senza zucchero e biologico e ci siamo quindi impegnati a creare dei prodotti che venissero incontro a questi nuovi trend. Abbiamo oltre 300 ricette che ci consentono la massima duttilità per andare incontro a gusti sempre più variegati e ad un mercato in continuo cambiamento.
D. Cosa predilige il consumatore all’estero? Che tipo di prodotto va per la maggiore nei Paesi in cui esportate?
R. All’estero, soprattutto nel nord Europa, sono grandi consumatori di cioccolato lì dove c’è la più alta percentuale di consumo pro capite. Il mercato è ricettivo e molto proattivo quindi possiamo sperimentare gusti molto azzardati che non verrebbero recepiti in modo positivo in altre parti del mondo. Nel mercato europeo e nordamericano non c’è un articolo in particolare ma il cioccolato biologico monorigine viene particolarmente apprezzato.
D. Come vi garantite ottime materie prime e qualità?
R. Scegliamo accuratamente tutte le nostre materie prime direttamente dai Paesi produttori. Sin dagli anni 70 il nostro presidente, Angelo Agostoni, figlio del fondatore, si è recato in Paesi come la Repubblica Dominicana alla ricerca delle migliori piantagioni di cacao, instaurando legami solidi e duraturi con i coltivatori diretti e con le comunità locali. Collaborazioni importanti basate su un preciso codice etico, che vede nel rispetto, nella crescita delle relazioni con tutti gli operatori della filiera, nella sostenibilità, nell’equità e nella trasparenza, i valori guida da seguire quotidianamente. Tale modello è stato poi applicato anche in Uganda e in Perù.
D. Controllare la filiera quali benefici apporta?
R. Icam vuole essere un’azienda produttrice di cioccolato sostenibile ed etica. Si impegna, quindi, a garantire la tracciabilità di tutte le materie prime creando rapporti di partnership con i coltivatori che restano proprietari delle loro terre, per garantire l’approvvigionamento sostenibile a lungo termine delle risorse essenziali ed assicurare un trattamento equivalente. L’impegno etico di Icam si estende al miglioramento dell’istruzione e delle infrastrutture nelle comunità agricole e alla formazione degli agricoltori; questo approccio consente di entrare in diretto contatto con i coltivatori di cacao e di favorire eque condizioni di lavoro, oltre che una crescente qualità dei frutti delle piantagioni. In questo modo Icam implementa un processo di verifica indipendente del programma di sostenibilità come i progetti avviati in Repubblica Dominicana, Uganda e Perù. Icam limita il coinvolgimento di intermediari e riconosce ai produttori il pagamento equo per le loro produzioni di cacao. Questo è il modo per garantire una filiera del cioccolato sostenibile ed etica. La gestione etica di ogni singolo rapporto comporta un’equivalenza di ruoli tra azienda e coltivatori: entrambi diventano partner commerciali che affrontano insieme le mutevoli condizioni dei mercati. Icam assicura ai produttori prezzi equi, riferiti non solo a una semplice remunerazione del raccolto ma soprattutto a un valore complessivo dove contano anche il capitale umano e i contratti di acquisto duraturi finalizzati alla creazione di un commercio stabile, basato sul rispetto e sulla responsabilizzazione.
D. Le praline con olio d’oliva nascono sull’onda del rifiuto dell’olio di palma?
R. Le praline gourmet Vanini sono una risposta alle esigenze dei consumatori e sono nate due anni fa all’interno del nostro laboratorio di Ricerca e Sviluppo che nel tempo ha sperimentato le diverse ricette per portare a scaffale un prodotto unico e di eccellenza, combinando frutta e spezie. Abbiamo voluto un prodotto a base di olio extravergine di oliva biologico, 100 per cento italiano. Una nuova pralina che venisse apprezzata per la combinazione unica di gusto degli ingredienti legati dall’olio extravergine di oliva.
D. Come mai avete predisposto prodotti per celiaci, vegani, halal, kosher e fair trade? Si è trattato di felici intuizioni o semplici risposte alle richieste di mercato?
R. Icam è sempre attenta ai gusti e alle esigenze dei consumatori ed è per questo che nel nostro laboratorio di Ricerca e Sviluppo seguiamo costantemente i trend di gusto e di mercato, studiando prodotti nuovi e soluzioni che incontrino i diversi gusti di tutti i nostri consumatori, in Italia e nel mondo
D. Lavorando con cooperative in Paesi in genere in via di sviluppo, come il vostro intervento ha migliorato le loro condizioni di vita e lavoro?
R. Nei Paesi produttori di cacao sono presenti delle nostre persone che collaborano con i contadini delle cooperative nelle fasi di raccolta e post raccolta delle fave di cacao. Icam si impegna nella formazione dei produttori locali e si posiziona come partner etico sul fronte finanziario, sociale e ambientale. Vogliamo produrre una materia prima di altissima qualità ed è per questo che lavoriamo a strettissimo contatto con i nostri fornitori che rappresentano per noi dei veri e propri partner. Lavoriamo insieme per un unico obiettivo: fornire un prodotto di eccellenza.
D. Eravate noti anche per la razione in dotazione all’Esercito italiano, prodotto tuttora venduto con il nome «Atletico». Come si arrivò a questa fornitura?
R. È sempre stata nella tasca dello zaino del soldato. Ideata per sopravvivenza in ambienti estremi e contro la fatica delle azioni militari, la cioccolata extra fondente targata «EI» è entrata nella storia dell’Esercito Italiano. Un integratore ante litteram, questa cioccolata fornita in Italia da Icam, azienda italiana prima cioccolateria al mondo nel segmento biologico, che ha messo a punto una ricetta ad hoc altamente energetica a base di fondente extra, caffè e cereali. Concepita come razione di emergenza questa barretta da 50 grammi di cioccolato energetico assicura un apporto di 270 calorie: una volta era in tutte le forniture militari. Un alimento che oggi si direbbe funzionale, concepito 70 anni fa da Silvio Agostoni per gratitudine a un generale dell’Esercito che lo aiutò a tornare dalla campagna di Russia. In Italia, oggi, la mitica barretta è rimasta in dotazione nella razione K per l’Aeronautica Militare, anche per integrare la sopravvivenza dei piloti in caso di ammaraggio. Tra i parametri considerati indispensabili in questa fornitura  oltre il gusto e l’elevata concentrazione di cacao attorno al 75 per cento, c’è il requisito della galleggiabilità. Confezioniamo con l’aria dentro sette tavolette da 50 grammi, e a ogni consegna l’Aeronautica chiede che galleggino. Si tratta di una piccola quantità, qualche quintale l’anno, ma fa parte del dna aziendale. La cioccolata della razione K è entrata nella storia nazionale. La produciamo ancora, come l’«Atletico».
D. Quale apporto vi dà la partecipazione a fiere di settore?
R. La partecipazione alle fiere è per noi una grandissima occasione per incontrare i buyer di tutto il mondo e venire a contatto con le ultime tendenze del mercato. Spesso presentiamo in anteprima dei prodotti e testiamo così direttamente le preferenze di gusto dei nostri consumatori.   
D. Dall’anno della fondazione quante cose sono cambiate e cosa invece è rimasto immutato?
R. La cura e l’attenzione per le materie prime insieme alla passione di fare un cioccolato di qualità sono le caratteristiche che distinguono l’azienda da ormai 70 anni. Nel tempo abbiamo certamente seguito lo sviluppo industriale e tecnologico e oggi siamo un modello di azienda italiana 4.0.   

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