Il nostro sito usa i cookie per poterti offrire una migliore esperienza di navigazione. I cookie che usiamo ci permettono di conteggiare le visite in modo anonimo e non ci permettono in alcun modo di identificarti direttamente. Clicca su OK per chiudere questa informativa, oppure approfondisci cliccando su "Cookie policy completa".

  • Home
  • Interviste
  • Gianluigi Frozzi: farmaci Angelini, scelta spontanea per lo star bene quotidiano
  • 008

Gianluigi Frozzi: farmaci Angelini, scelta spontanea per lo star bene quotidiano

Gianluigi Frozzi,  amministratore delegato dell’area farmaceutica di Angelini

Angelini realizza, commercializza e distribuisce prodotti per la salute e per il benessere delle persone. Essere vicino alle persone e soddisfarne le esigenze quotidiane con prodotti efficaci e affidabili, di elevata qualità, di grande diffusione e accessibilità, garantendo un costante e tangibile benessere, è la missione di Angelini.
Il suo obiettivo si concretizza in una visione chiara: essere un punto di riferimento nell’ambito della salute, sia quella relativa allo star bene quotidiano che, grazie al forte impegno in R&D, a tutela di patologie che rappresentano i trend epidemiologici più preoccupanti. Ne parla a Specchio Economico l’ing. Gianluigi Frozzi, da oltre vent’anni amministratore delegato dell’area farmaceutica di Angelini.
Domanda. Dalle radici farmaceutiche alla diversificazione delle attività, il Gruppo Angelini persegue sempre la stessa missione: prendersi cura quotidianamente di ogni persona nell’ottica di un costante e tangibile benessere. In che modo persegue tale scopo e in quale campo medico?
Risposta. In Italia, l’offerta di Angelini in ambito farmaceutico è una delle più qualificate e complete del mercato: medicinali a prescrizione medica, farmaci a marchio e farmaci generici, farmaci per automedicazione, prodotti per la disinfezione e la medicazione, prodotti salutistici e fitoterapici e prodotti per la cura e l’igiene personale. I marchi leader di mercato fanno di Angelini una delle industrie farmaceutiche più note ed affidabili, posizionandola tra le prime aziende per volumi di vendita. Il nostro impegno si focalizza nel cercare soluzioni innovative per combattere il progredire di malattie importanti come quelle neuro degenerative in una società che invecchia, le patologie psichiatriche nelle diverse età evolutive e le infezioni resistenti che possono divenire, in assenza di farmaci innovativi, la prima causa di decesso nel 2050.
D. In che modo vi distinguete dalle altre aziende nel panorama della farmaceutica?
R. Le caratteristiche che ci distinguono dalle altre case farmaceutiche sono essenzialmente due: la prima è che la nostra Ricerca si focalizza non solo sullo sviluppo di prodotti innovativi nelle aree emergenziali e nelle aree a più alta incidenza epidemiologica, ma anche sul miglioramento continuo dei nostri farmaci «well established» già presenti nel nostro listino per offrire soluzioni sempre più in linea alle esigenze dei pazienti; la seconda peculiarità è che abbiamo la possibilità di contare su tutti i canali distributivi, non solo su quelli tradizionali dell’industria farmaceutica. Queste sono singolarità che nel panorama farmaceutico sono uniche.
D. Con 104,5 milioni di pezzi prodotti nel 2016, pari a un incremento del 5,2 per cento rispetto all’anno precedente, la fabbrica farmaceutica Angelini ad Ancona ha messo a segno un risultato storico, superando il tetto dei 100 milioni di pezzi prodotti in un solo anno. Qual è il punto di forza di una simile capacità produttiva?
R. Tale risultato è un traguardo importante che ci rende estremamente orgogliosi. Più di un terzo di questa produzione è relativo al nostro prodotto leader, la Tachipirina, che oggi è il farmaco più venduto in Italia nel canale retail. Un altro 30 per cento della nostra produzione è destinato all’estero. Anche in questo periodo di recessione e di crisi economica che ormai dura da molti anni, abbiamo continuato ad investire in Italia non cedendo alla tentazione di trasferire la produzione in Paesi dove il costo del lavoro è più basso. Il punto di forza di Angelini è infatti il grande valore del suo capitale umano. Siamo anche particolarmente orgogliosi di essere riusciti ad attrarre talenti dall’estero, compito abbastanza arduo poiché chi ha trovato occupazione fuori dall’Italia è in genere poco predisposto a rientrare.
D. Dove si trovano gli altri stabilimenti farmaceutici?
R. Oltre agli stabilimenti di Ancona, abbiamo uno stabilimento ad Aprilia (LT) e uno a Casella (GE). La produzione farmaceutica avviene nello stabilimento di Ancona per i prodotti finiti e ad Aprilia per le materie prime farmaceutiche, mentre lo stabilimento di Casella è specializzato nella produzione dei disinfettanti a marchio Amuchina. Tutti gli stabilimenti si avvalgono delle tecnologie più avanzate, con sistemi automatici di controllo e supervisione. Particolare importanza riveste, in tutto il processo, l’analisi e il controllo qualità, a partire dalle materie prime. La salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute nel luogo di lavoro sono fattori irrinunciabili che qualificano ulteriormente le attività produttive di Angelini.
D. La R&S di Angelini è impegnata nello sviluppo di nuovi farmaci, nell’identificazione di nuove indicazioni per farmaci già in commercio e nell’ampliamento della propria linea di prodotti facendo ricorso a un elevato livello di innovazione tecnologica. Quali saranno le novità?
R. Angelini ha molti anni di esperienza in Ricerca e Sviluppo nel settore farmaceutico testimoniata dalla presenza delle sue molecole originali in più di 60 Paesi nel mondo. Il gruppo di ricerca possiede le competenze e i mezzi per sostenere l’intero sviluppo di un farmaco, dal discovery, allo sviluppo clinico, alla registrazione. Queste attività vengono svolte sia internamente nei laboratori di S. Palomba (Roma) che mediante la collaborazione con i più importanti centri di eccellenza scientifica internazionali, sia pubblici che privati. La Ricerca e Sviluppo di Angelini garantisce un elevato livello di competenza focalizzando le attività su programmi di ricerca allineati con il portafoglio aziendale. In questi ultimi anni gli investimenti in Ricerca sono aumentati con un tasso di circa 30 per cento annuo. Attualmente la R&D di Angelini è impegnata nello sviluppo di nuovi farmaci, nell’identificazione di nuove indicazioni per farmaci già in commercio e nell’ampliamento della sua linea di prodotti facendo anche ricorso a collaborazioni con altre aziende farmaceutiche con accordi di licensing in/out. I principali progetti in corso sono attinenti alle aree terapeutiche dolore/infiammazione, sistema nervoso centrale e malattie infettive.
D. Angelini ha creato una cultura aziendale sostenibile e ambientale che considera primo dovere garantire l’assoluta sicurezza, la salute e il benessere di tutti i lavoratori: in che modo persegue tale fine?
R. Gli stabilimenti Angelini sono all’avanguardia per quanto concerne la salvaguardia ambientale. Da molti anni la gestione e le politiche di miglioramento dei singoli aspetti ambientali costituiscono un elemento centrale del processo produttivo. Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro rappresentano requisiti fondamentali irrinunciabili di ogni attività eseguita all’interno degli stabilimenti. Angelini ha creato una cultura aziendale che considera primo dovere del datore di lavoro garantire l’assoluta sicurezza, la salute e il benessere di tutti i lavoratori. A tal proposito, sono state elaborate norme comportamentali di sicurezza sia a livello aziendale che di singolo reparto e un sistema di osservazione dei comportamenti e degli standard che aiuti a focalizzare l’attenzione sugli aspetti di sicurezza e ad accrescere la cultura dei collaboratori in materia di prevenzione antinfortunistica. Gli infortuni negli ultimi anni infatti si sono ridotti di oltre l’80 per cento. La valutazione puntuale dei rischi e il rispetto di tutta la normativa vigente in campo ambientale, di igiene e sicurezza del lavoro, insieme al pieno coinvolgimento di tutto il personale aziendale, sono requisiti fondamentali che ci hanno permesso di raggiungere i livelli di produttività che oggi abbiamo nei nostri stabilimenti. Infine, a testimonianza dell’altro aspetto fondamentale per noi, che è il rispetto per l’ambiente, nello stabilimento di Ancona abbiamo costruito un cogeneratore e installato un impianto fotovoltaico che ci rende autonomi per oltre il 60 per cento nella produzione di energia.
D. La lotta all’antibiotico-resistenza impegna Governi, società scientifiche, organizzazioni sanitarie e imprese: il vostro sforzo dove si concentra? In Italia c’è uno specifico investimento pubblico in questo ambito di ricerca?
R. Purtroppo gli antibiotici esistenti stanno perdendo efficacia più velocemente di quanto si riesca a sostituirli, e quindi è necessario che il pubblico e il privato si impegnino in una lotta congiunta. Indubbiamente il contesto in cui ci troviamo si presenta difficile e poco attrattivo per le imprese. Non si può negare che esiste un gap di innovazione, in parte determinato da una oggettiva difficoltà nell’individuare e sviluppare nuove molecole e in parte dovuto ad un riconoscimento del valore dell’innovazione non sempre soddisfacente. Come Angelini, con coraggio, abbiamo deciso, a prescindere dal contesto, di investire in ricerca di antibiotici innovativi e abbiamo attivato un progetto più ampio che include programmi di controllo delle infezioni che contempla la disinfezione degli ambienti e l’early discharge e programmi educazionali e di appropriatezza d’uso. Questi progetti dovrebbero essere incentivati e sostenuti anche dalle istituzioni, dalle quali l’industria si aspetta nuovi criteri per l’attribuzione del livello di innovatività che valorizzino ad esempio l’attività antimicrobica sui ceppi resistenti, fondi dedicati all’antibioticoterapia, come il fondo Barda statunitense, e incentivi ex-ante o ex-post in misura del risparmio generato dal minor sviluppo di resistenze batteriche nell’ecosistema. Al momento abbiamo già lanciato un nuovo antibiotico ospedaliero, la dalbavancina, indicato nelle infezioni acute batteriche della pelle e della struttura cutanea (Absssi).
D. Fans (farmaci anti-infiammatori non steroidei) sì, oppiacei no. In Italia c’è una forte resistenza a prescrivere questi ultimi, farmaci che invece sono molto usati all’estero per combattere i casi di dolore sia cronico sia acuto. In che modo si sta muovendo Angelini?
R. Noi proponiamo alla classe medica sia gli uni che gli altri, perché entrambi sono presenti nel nostro portafoglio. In Italia l’uso dei farmaci oppiacei è molto inferiore rispetto agli altri Paesi e questo è poco comprensibile. Noi non solo rendiamo disponibili questi farmaci ma sosteniamo anche il road show «NienteMale», patrocinato dal Ministero della Salute, che consiste in un percorso itinerante di incontri nelle province italiane, rivolti all’opinione pubblica, che ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sul diritto ad accedere alla terapia del dolore, come stabilito dalla Legge 38 del 15 marzo 2010, e di informarli dell’esistenza di una rete di assistenza a cui si possono rivolgere per avere soluzioni contro il dolore. Questa iniziativa è un esempio concreto del valore che può esprimere la collaborazione tra istituzioni pubbliche e azienda privata nell’interesse comune a diffondere la conoscenza delle leggi e a sviluppare una cultura sociale della terapia del dolore. Da sempre, la lotta al dolore è una delle aree di maggiore impegno strategico di Angelini, su cui continuiamo ad investire sia nella ricerca di farmaci innovativi che con iniziative educazionali e di sensibilizzazione sull’uso corretto ed appropriato dei farmaci. A questo scopo, come Fondazione Angelini, abbiamo messo a punto un programma, «Addiction Risk Program», che consenta agli operatori sanitari l’identificazione precoce dei soggetti a rischio di addiction da farmaci oppioidi, per prevenire fenomeni di abuso attraverso l’uso corretto ed appropriato di questi farmaci.
D. Siete attivi anche nel sociale?
R. Angelini è pienamente consapevole che il dovere di un’azienda farmaceutica non è soltanto ricercare, produrre e rendere disponibili farmaci e prodotti necessari per la salute e il benessere delle persone, ma anche impegnarsi a fianco dei diversi attori sociali per innalzare e migliorare la qualità della vita di tutti, soprattutto dei più deboli e svantaggiati. Come esempi di progetti sostenuti tramite la Fondazione Angelini, ho appena citato il progetto sulla prevenzione della dipendenza da oppiacei. Un altro interessante progetto sostenuto dalla Fondazione Angelini è dedicato al complesso mondo delle comunità per minori, al fianco del Cncm (coordinamento nazionale comunità per minori) per restituire ai bambini con disturbi psico-comportamentali residenti nelle case famiglia il diritto al benessere e alla felicità. In particolare, siamo di supporto ai coordinatori delle comunità con un servizio di tele-consultazione specialistica sui casi più complessi e sosteniamo attività di socializzazione tra bambini provenienti da diverse comunità a livello nazionale.
D. Il settore può essere un traino, anche economico, per il Paese: quali sono le misure necessarie per favorirne lo sviluppo?
R. La farmaceutica negli ultimi anni è stata un traino per l’Italia. L’Italia è infatti seconda alla Germania per presenza industriale, ma per la produttività pro-capite le sta davanti. Con un Pil che cresce dello 0,8 per cento nel 2016 la farmaceutica è cresciuta a doppia cifra dimostrando di contribuire in maniera importante allo sviluppo economico del Paese. I nostri ricercatori sono riconosciuti nel mondo per la qualità della loro ricerca scientifica, anche se sono molto meno numerosi dei ricercatori che lavorano in Germania. È inoltre fondamentale condividere nuovi criteri per l’attribuzione del valore del farmaco che riflettano il suo contributo alla migliore sostenibilità economica della patologia, in tutto il suo complesso percorso terapeutico.
D. Quali saranno i nuovi scenari della medicina e in che modo il Gruppo Angelini coglie le opportunità del mercato farmaceutico del futuro?
R. Angelini è impegnata nello sviluppo della medicina di genere e nello studio di formulazioni adatte a specifiche fasce di età, con particolare attenzione alle popolazioni fragili. Inoltre, guarda con interesse la medicina di frontiera come le emergenti terapie geniche e cellulari. Sebbene estremamente all’avanguardia, queste nuove tecniche di ricerca possono aprire scenari molto promettenti per una medicina personalizzata che cambierà i paradigmi di cura.       









Tags: Marzo 2017 sanità ricerca italia strutture sanitarie sostanze farmaceutiche farmaci industria farmaceutica ricerca

© 2017 Ciuffa Editore - Via Rasella 139, 00187 - Roma. Direttore responsabile: Romina Ciuffa