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Paolo Righi: dalla web tax alla fuga all’estero, l’Italia è stretta nella morsa fiscale

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«Dal 2011 il mercato immobiliare è stato distrutto da una tassazione eccessiva che ha disincentivato gli investimenti. Mentre nazioni come la Spagna, grazie a politiche oculate e di lungo respiro, vedono crescere a due cifre gli investimenti immobiliari, nel nostro Paese notiamo un segno positivo riguardante solo il numero delle compravendite, dato che include, però, le vendite giudiziali, in costante aumento, e le vendite in stato di necessità. Per far ripartire il mercato e l’intera economia, è necessario ridurre la tassazione sugli immobili riportandola a quella ante Governo Monti, e mettere in pratica la tanto sbandierata spending review, di cui oggi nessuno parla più»


Il calo dei prezzi delle case in Italia, così come li certifica l’Eurostat, sommato al rischio svalutazione per gli Npl (i «non performing loans», ossia prestiti non performanti o anche crediti deteriorati), «può contribuire a deprimere il mercato». Lo dichiara il presidente Fiaip Paolo Righi, che aggiunge: «È l’ora di scommettere sull’immobiliare come motore per la crescita e non mettere nuove patrimoniali». Fiaip sostiene, ormai da mesi, come l’aumento delle compravendite immobiliari, in molte aree del Paese, non costituisce ancora una vera e propria ripresa per il mercato, ma segna esclusivamente un ritrovato dinamismo sul fronte delle transazioni immobiliari nei primi mesi dell’anno. 
«Il prezzo del mattone è aumentato dovunque tranne che in Italia: questo è l’ennesimo segnale negativo per un settore ancora in crisi. Ci aspettiamo di più dalle istituzioni: ora, servono misure importanti e immediate per far ripartire tutto il Real Estate, non politiche fiscali autodistruttive che intendono aggravare esclusivamente il peso fiscale sulla casa . Con una pressione fiscale alle stelle da più di 5 anni, c’è ancora oggi un futuro incerto per l’immobiliare.  L’Italia, come ha certificato ancora una volta Eurostat, è l'unico Paese europeo in cui il mercato immobiliare è in crisi insieme alla Croazia, e la situazione per il Real Estate è peggiorata. Visto che le quotazioni degli immobili rappresentano ancora un trend discendente rispetto al passato, è necessario riportare subito la pressione fiscale sugli immobili ai livelli del 2008».
La Fiaip è inoltre preoccupata per il circolo vizioso dei crediti deteriorati e i lori riflessi sul mercato ed il processo di dismissione degli Npl non sarà nei prossimi anni privo di conseguenze sui prezzi degli immobili. C’è il rischio, per tutti i players, ove il mercato non riparta, di vedere in futuro depresse le prospettive di risalita dei valori immobiliari ed assistere a grandi svendite di stock immobiliari pubblici e privati».
Specchio Economico si confronta, in questa intervista, con Paolo Righi, Presidente Nazionale Fiaip, sulle tematiche della casa, anche con riferimento alla situazione del mercato online, la tassa web sulle transazioni via Airbnb, Homeaway ed altri siti di incontri immobiliari, ossia quella parte di essa che incide su fonti di reddito derivanti dall’online immobiliare. Perché con Righi? Perché la Fiaip è un punto di riferimento per tutti i professionisti del settore immobiliare e per le famiglie italiane, in quanto principale associazione di categoria del settore riconosciuta dalla Comunità Europea, con 10.106 agenti immobiliari, 500 consulenti del credito, 15.200 agenzie immobiliari, e più di 45 mila operatori del settore (tra agenti immobiliari, turistici, consulenti del credito, promotori immobiliari, amministratori e gestori di beni immobili).
Domanda. Il prezzo del mattone è aumentato dovunque tranne che in Italia, ossia: il settore è ancora in crisi. Come si può ovviare?
Risposta. Il settore immobiliare è storicamente definito «anticiclico», ragione per cui, per uscire dalla crisi del 2008, quasi tutte le nazioni hanno favorito l’investimento immobiliare mettendo in pratica politiche che hanno sempre teso a favorire questo tipo d’investimento. Purtroppo la politica italiana è andata in controtendenza, e dal 2011 il mercato immobiliare è stato distrutto da una tassazione eccessiva che ha disincentivato gli investimenti. Mentre nazioni come la Spagna, grazie a politiche oculate e di lungo respiro, vedono crescere a due cifre gli investimenti immobiliari e quindi registrano un conseguente aumento dei prezzi e delle transazioni, nel nostro Paese possiamo notare solamente un segno positivo riguardante il numero delle compravendite. Questo dato include però, le vendite giudiziali che sono in costante aumento e le vendite in stato di necessità. Per far ripartire il mercato e quindi fare ripartire l’intera economia,  è necessario ridurre la tassazione sugli immobili riportandola a quella ante Governo Monti e contemporaneamente mettere in pratica la tanto sbandierata spending review, di cui oggi nessuno parla più.
D. Torniamo a parlare di Fisco: le istituzioni che fanno? Continuano a gravare gli immobili e i loro proprietari pensando di ottenere cosa? 
R. Le politiche fiscali sono il vero perno dell’economia. Purtroppo in Italia vige la politica dello «spendi e tassa i cittadini e le imprese», mentre gli Stati virtuosi sanno che gli investitori privati esigono un «ritorno» sull’investimento. Non a caso sempre più italiani acquistano casa all’estero. Nel 2015 sono stati 49 mila i nostri connazionali che hanno investito in altri Stati. Molti nostri investitori non avendo più un ritorno certo sul loro investimento, preferiscono ad esempio acquistare in Germania, America, Spagna dove non regna nessuna incertezza sul carico fiscale applicato alla proprietà immobiliare. Qui da noi è impossibile programmare investimenti di medio lungo periodo, soprattutto se ogni due o tre mesi, rispunta l’idea di aumentare le tasse sugli immobili in forma patrimoniale. 
D. Com’è la situazione delle aste?
R. Il numero degli immobili messi all’asta cresce ogni trimestre  con cifre a due zeri. Noi agenti immobiliari in questi anni ci siamo specializzati per tutelare i nostri clienti anche in questo tipo di operazioni, che non sempre sono facili da affrontare per il cittadino che non abbia una specifica preparazione.
D. Come rappresentate del Real Estate italiano, cosa pensa della situazione, Airbnb e siti collegati? E, in particolare, della tassa Airbnb, Homeaway etc, più generalmente la web tax? 
R. Quella della «Web Tax» è una storia esemplificativa dello stato del nostro Paese. La famosa «tassa Airbnb» non esiste e nessuna tassa è prevista per Airbnb, mentre nella realtà sono i proprietari che affittano per brevi periodi le loro abitazioni, che devono pagare il 21 per cento di cedolare secca. Vista l’incapacità dei Comuni e dello Stato di far pagare le tasse, i soliti noti hanno pensato di farle riscuotere agli operatori web e alle agenzie immobiliari, tramutando cosi noi operatori in «sostituti d’imposta», cioè in coloro che riscuotono le tasse per conto dello Stato. Questo aggravio di burocrazia a carico delle agenzie immobiliari, avrà un impatto a carico dei nostri uffici di 100 milioni di euro, mentre l’introito che lo Stato pensa di ricavare da questa operazione, mediante l’emersione del nero, è di 83 milioni: una follia. Gli operatori del web come Airbnb, rispettano le direttive europee, e non avendo una stabile organizzazione in Italia, non devono pagare le tasse in questo Paese. La direttiva Bolkenstein tanto sbandierata da una certa politica in realtà permette di risiedere in altri Paesi comunitari e sottostare alle norme fiscali di quel Paese, ad esempio l’Irlanda o l’Olanda che hanno una pressione fiscale bassissima. In questo contesto è chiaro che siamo in presenza di una sorta di «concorrenza sleale», che però non è causata dalle aziende che risiedono in questi Paesi, ma da un Europa che esiste solo sulla carta e in cui ogni Paese fa concorrenza all’altro per attrarre capitali. 
D. Di nuovo una fuga all’estero per gli investitori immobiliari e non solo: anche per i residenti. Non più solo fuga dei cervelli, ma anche di corpi a questo punto. Conviene ancora stare in Italia? 
R. Come le dicevo prima, il numero degli italiani che acquistano casa all’estero aumenta di anno in anno, oltre a fare fuggire i nostri migliori studenti, lo Stato è riuscito a fare fuggire anche gli investitori immobiliari, attratti da una bassa tassazione e da un fisco che si occupa della casa in forma reddituale e non patrimoniale. In parole semplici, all’estero paghi se il tuo immobile ti fornisce una rendita, in Italia paghi a prescindere. La pressione fiscale che grava sulla proprietà immobiliare è ormai insostenibile, è chiaro che una certa fascia di persone che vive della sola pensione è invogliata a vendere la propria abitazione in Italia e a trasferirsi altrove.
 D. Agenti immobiliari abusivi: che può dirci?
 R. Da ormai tre anni giace alla Camera dei Deputati una legge, già approvata dal Senato a grande maggioranza, che inasprisce le sanzioni per gli abusivi. Purtroppo il fenomeno dell’abusivismo è una piaga non solo per le agenzie immobiliari e per i cittadini, ma anche per le casse dello Stato. Dietro ogni abusivo si cela un evasore fiscale totale e nel 90 per cento delle volte questi signori favoriscono la criminalità organizzata, in quanto non applicano le norme che noi professionisti siamo tenuti ad applicare, come ad esempio quella sulla lotta al riciclaggio. Noi professionisti ci aspettiamo maggiore tutela da parte dello Stato.
 D. Quali sono le novità Fiaip dall’ultima volta che ci siamo sentiti?
 R. Fiaip si appresta a vivere uno dei momenti più importanti della sua vita federativa, infatti il 21 settembre si aprirà a Verona il XIV Congresso Nazionale Fiaip dove si rinnoveranno le cariche istituzionali. Un Congresso che non mi vedrà tra i candidati, ma che auspico sia il più unitario possibile e che veda in futuro una Fiaip sempre più forte nel segno del rinnovamento e dell’innovazione.  

 

Pasticcio del Governo sugli Airbnb
GLI ADEMPIMENTI SLITTANO AD OTTOBRE
Tassa Airbnb: il decreto è arrivato quando la stagione turistica era avviata. «Non possiamo fare da sostituti d`imposta, sull’argomento i parlamentari non sanno nulla», dichiara Paolo Righi. «Gli intermediari immobiliari avranno bisogno di più tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni, viste le difficoltà tecniche con cui si dovranno confrontare. Il Governo ha sbagliato i tempi, varando il decreto legge pure a stagione turistica estiva avviata ed ha dimostrato di non rendersi conto di cosa stesse chiedendo agli intermediari, agenti immobiliari o multinazionali che siano: per poi scoprire, suo malgrado, che nessuno era in grado di fare da sostituto d’imposta, non avendolo mai fatto. Il tutto è un chiaro esempio di quanto i nostri governanti siano scollegati dal Paese».

 

FIAIP in pillole
La presenza capillare su tutto il territorio nazionale, operata attraverso 20 sedi regionali e 105 collegi provinciali e interprovinciali, rappresenta per gli associati Fiaip un punto di informazione e di consulenza professionale nonché di difesa sindacale degli interessi della categoria.
Da più di 40 anni, oltre ad essere fra le più grandi e dinamiche federazioni di categoria europee, la Fiaip è anche accreditata presso il Parlamento Europeo. In Italia è referente tecnica dell’Osservatorio parlamentare del mercato immobiliare. Il dialogo e le proposte, con tutti i componenti dell'Opmi, parimenti alla fattiva e concreta attività politico sindacale intrapresa dai dirigenti nazionali, ha fatto sì che alcune proposte Fiaip si trasformassero in emendamenti presentati e, in molti casi, approvati dal Parlamento e dal Governo a beneficio della categoria.
La Fiaip è aderente a Confindustria, Confedilizia, Tecnoborsa, Confassociazioni e collabora con Cepi, l’European Association of Real Estate Professions, e con il Nar, la National Association of Realtors.
Molteplici sono le iniziative che la Federazione attua e sostiene con le federazioni associate o che hanno interessi convergenti con la categoria, le istituzioni e i consumatori. Contatti e tavoli di lavoro sono in essere con tutte le componenti del mondo immobiliare italiano per sostenere i professionisti e le agenzie che operano nel Real Estate. Fiaip ha stipulato per gli agenti immobiliari insieme alle parti sociali un contratto collettivo nazionale di lavoro di primo livello che regola le norme in materia di lavoro ed in alcune realtà regionali contratti collettivi regionali di lavoro di secondo livello.
Il contratto si applica ai lavoratori dipendenti dagli agenti Immobiliari, mandatari a titolo oneroso e consulenti del credito. Fiaip ha inoltre costituito l’ente bilaterale Ebnaip (Ente bilaterale nazionale agenti immobiliari professionali), che svolge specifiche funzioni di organizzazione, gestione e divulgazione del Ccnl, promozione di attività di formazione per la qualificazione professionale, gestione per dipendenti e datori di lavoro e garantisce un’assistenza sanitaria integrativa.
Fra le iniziative vi è anche la rilevazione e la presentazione dei dati sull'andamento del mercato immobiliare urbano e turistico italiano. Lo studio prende in esame i dati consuntivi fornendo gli orientamenti e le tendenze future del mercato nel medio periodo. La Fiaip è in grado di offrire una vasta gamma di servizi qualificati ai propri associati fornendo sia indirizzi comportamentali che legislativi oltre che adeguata preparazione professionale.
Essa garantisce trasparenza nella comunicazione e nel comportamento sia fra gli iscritti che verso l'intero comparto immobiliare. L'opera costante di aggiornamento professionale dei propri associati li pone nelle migliori condizioni per fornire una qualificata assistenza ai propri clienti e a tutti i consumatori, nel totale rispetto del codice deontologico e comportamentale che sono parti integranti e fondamentali dello Statuto federativo.   

Tags: Settembre 2017

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