Il nostro sito usa i cookie per poterti offrire una migliore esperienza di navigazione. I cookie che usiamo ci permettono di conteggiare le visite in modo anonimo e non ci permettono in alcun modo di identificarti direttamente. Clicca su OK per chiudere questa informativa, oppure approfondisci cliccando su "Cookie policy completa".

  • 007
  • 001
  • 002
  • 003
  • 004
  • 008
  • 013

20 ANNI DI "CHEESE", DAL 15 AL 18 SETTEMBRE A BRA

Dal 15 al 18 settembre si terrà la ventesima edizione di “Cheese”: la manifestazione internazionale dedicata al mondo lattiero-caseario infatti nel 1997 è stata inaugurata per la prima volta, organizzata dall’associazione Slow Food Italia e dal Comune di Bra. A ingresso libero per le vie e le piazze della città in provincia di Cuneo, ogni due anni richiama oltre 270.000 visitatori e 300 espositori da 23 nazioni (secondo gli ultimi dati del 2015).

Questa edizione porta con sé una seconda guida teorico-pratica: stavolta sull’abbinamento di una bevanda, che rappresenta un pezzo della tradizione materiale e della cultura gastronomica di un Paese o una regione, con il proprio formaggio.

Ecco quindi alcune delle particolari iniziative.

Brunelli e Parmigiano Reggiano: ai soci Slow Food -e a chi vorrà iscriversi in questa occasione- è riservato il laboratorio “Brunelli a confronto: l’importanza del terroir”, il 17 settembre alle 16 nella Banca del Vino di Pollenzo. L’abbinamento è tra due docg ilcinesi e alcune stagionature del Parmigiano Reggiano di vacca bianca modenese, presidio Slow Food. Si tratta di Poggio al Vento Col d’Orcia e Vigneto Manachiara di Nardi 1999, 2006, 2010: tre grandi millesimi dei due grand cru delle rispettive aziende per capire l’importanza del terroir.

A Bra avremo migrazioni enologiche dal Nord al Sud Italia, più precisamente in via Garibaldi che ospita la Gran Sala dei Formaggi e l’Enoteca, rispettivamente con 130 caci e 600 etichette che rappresentano il meglio della cultura enologica italiana. Fanno la parte del leone i formaggi italiani, francesi e spagnoli, ma ce ne sono anche statunitensi, portoghesi, inglesi, irlandesi... e poi rumeni, bulgari, belgi, olandesi, polacchi e svizzeri.

Se quello che succede a Est dell’Italia intriga... si possono incontrare le Triple A di Velier, storico importatore e distributore genovese di vini naturali e distillati e sostenitore ufficiale di Slow Food Italia. Ai piedi del vulcano Hasan Dag, nell’Anatolia Centrale, crescono varietà autoctone di uve su piede franco a 1500 metri sul livello del mare, vigne antiche di 200 anni coltivate in piccoli giardini e vinificate con fermentazioni spontanee in anfore millenarie. Udo Hirsch, proprietario di Gelveri-Manufactur, presenta i suoi vini in abbinamento a formaggi turchi. Non mancano i vini georgiani di Iago Bitarishvili, della regione di Kartli, vicino a Tiblisi, presidio Slow Food. L’appuntamento è alla Casa della Biodiversità venerdì 15 settembre alle ore 13.30.

A cura del Consorzio Alta Langa Docg si potrà vivere un’esperienza di gusto che ha origine interamente nelle famose colline piemontesi: insieme alle bollicine del metodo classico si potrà degustare la morbida robiola di Roccaverano Agrilanga unita alla croccante nocciola Tonda Gentile selezionata dall’Associazione Regina Nocciola. L’Alta Langa Docg (brut o pas dosé, bianco o rosato) è prodotto con uve Pinot Nero e Chardonnay coltivate sulle colline tra Astigiano, Cuneese e Alessandrino e affinato per almeno trenta mesi sui lieviti. Le sue bollicine delicate sposano perfettamente la robiola primaverile, ricca di sentori di erba fresca, ciliegia e nocciolo, o di fine estate, quando il latte si arricchisce di grassi e il formaggio raggiunge la massima estensione sensoriale, e il croccante tostato della nocciola per regalare tre consistenze in un unico assaggio.

Ormai da anni Slow Food segue il grande fermento che c’è intorno alle birre artigianali, in Italia e oltre confine. Il 16 settembre alle ore 13 a Bra, presso il Cortile delle scuole maschili, si può incontrare il Lambic tradizionale (presidio Slow Food), una birra unica al mondo e sempre più rara, spesso definita come l’anello mancante tra la birra e il vino.

Il focus di quest'anno è sugli Stati Uniti: "Raw in the USA: formaggi a latte crudo e birre artigianali", il 17 settembre alle 19 sempre a Bra presso il Liceo scientifico G. Giolitti-G. B. Gandino. Dal 1980 negli Stati Uniti si è assistito a una rinascita del tema delle fermentazioni naturali, e verranno presentati alcuni tra i migliori produttori: Jasper Hill Farm dal Vermont, Meadow Creek Dairy dalla Virginia, Rogue Creamery dall’Oregon e Uplands Cheese dal Wisconsin. La storia dei formaggi si intreccia a quella delle birre grazie alla presenza di Adrian Walker, del birrificio Firestone Walker, nato nel 1996 in California, tutt’oggi uno dei più apprezzati nel territorio statunitense.

Nello stand in piazza XX Settembre, Quality Beer Academy accoglie tutti gli appassionati con 35 vie di birra alla spina e un ricco programma di degustazioni guidate dai beer sommelier. Anche dal punto di vista brassicolo, il focus di QBA saranno le birre americane di Firestone Walker, con lo stesso Adrian Walker a raccontare segreti e aneddoti del birrificio. In tema di formaggi non saranno trascurati gli abbinamenti che vedono come protagonista il Belgio, con le sue fermentazioni miste e spontanee di Rodenbach e Boon. Ci sono inoltre 36 birrifici artigianali indipendenti: soprattutto realtà brassicole piemontesi e lombarde che condivideranno i calici con i microbirrifici del resto d’Italia e con realtà estere. Nella Via dei Presìdi Slow Food è presente Birrificio Antoniano che tra le sue proposte presenta le birre realizzate con prodotti tutelati da Slow Food: la Ponte Molino, con grano Timilia del pane nero di Castelvetrano (Trapani), la Torlonga con grano Solina dell’Appennino abruzzese e la Borgo della Paglia con mais biancoperla della pianura veneta centro-orientale.

Un vero e proprio cocktail bar vi aspetta con gli abbinamenti più sfiziosi tra formaggi e arte della mixology. Ecco le proposte del bartender Angelo Canessa: il Paloma, con le note amare del Tequila e del succo di pompelmo, è perfetto se abbinato a una robiola di Roccaverano. Mentre ai fan del Negroni sbagliato consigliamo un abbinamento con un Parmigiano Reggiano 36 mesi: le note officinali di bitter e vermouth si sposano perfettamente con la sapidità della Dop. Questi e altri drink al cocktail bar Velier, in piazza XX Settembre a Bra, aperto tutti i giorni a partire dalle ore 16.

I Clairin sono i rhum di Haiti: varietà di canna originarie, nessuna chimica in agricoltura, fermentazioni spontanee senza lieviti selezionati, distillazioni “arcaiche” e nessuna filtrazione. I rhum più autentici e scalpitanti dei Caraibi incontrano formaggi ricchi e complessi come il gruyère d’alpeggio, il piacentinu ennese e il puzzone di Moena. Chi vincerà la sfida? Per un assaggio di Clairin basta una visita allo stand Velier in piazza XX Settembre a Bra.  

Tags: LuglioAgosto 2017 bra cheese slow food

© 2017 Ciuffa Editore - Via Rasella 139, 00187 - Roma. Direttore responsabile: Romina Ciuffa