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PUBBLICATO IL RAPPORTO SULL’ANDAMENTO DELLE ENTRATE TRIBUTARIE E CONTRIBUTIVE GENNAIO-OTTOBRE 2018

È disponibile sui siti www.finanze.gov.it e www.rgs.mef.gov.it il Rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-ottobre 2018 redatto congiuntamente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.

Le entrate tributarie e contributive in detto periodo evidenziano nel complesso un aumento dell’1,8% (+9.746 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Il dato tiene conto dell’aumento dello 0,9% (+ 3.057 milioni di euro) delle entrate tributarie e della crescita delle entrate contributive del 3,7% (+6.689 milioni di euro). L’importo delle entrate tributarie include anche le poste correttive (compensazioni delle imposte dirette, indirette e territoriali, vincite lotto) e le entrate degli enti territoriali, quindi integra il dato già diffuso con la nota del 5 dicembre scorso.

Sul sito del Dipartimento Finanze è altresì disponibile il Bollettino delle entrate tributarie internazionali relativo al periodo gennaio-ottobre 2018, che fornisce l’analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

L’approfondimento tematico è dedicato all’analisi della tassazione ambientale, sulla base delle statistiche pubblicate da Eurostat e aggiornate ai dati del 2016. Le informazioni statistiche sono classificate per tipologia d’imposta, a seconda che la base imponibile di riferimento rientri nella categoria dell’Energia, dei Trasporti, dell’Inquinamento o delle Risorse naturali. Dall’analisi emerge che, in relazione alla composizione del totale delle entrate derivanti dalla tassazione ambientale, in percentuale del PIL, in tutti i Paesi la quota prevalente delle entrate affluisce alle imposte sull’energia, in linea con la media europea (1,88% del PIL rispetto allo 0,56% della quota affluita alle altre categorie di imposte). Ricoprono invece una quota residuale le imposte sull’inquinamento e sulle risorse naturali (0,08% del PIL). Inoltre, con riferimento alla dinamica temporale, dal 2002 al 2016, in Europa si è assistito mediamente ad una riduzione del gettito (-0,1% del PIL), per effetto della flessione congiunta di tutte le tipologie di imposte ambientali. Si pongono in controtendenza rispetto alla media UE le dinamiche osservate in Francia e Italia, che mostrano un marcato incremento, rispettivamente pari allo 0,18% e 0,57% del PIL. Vengono infine proposte delle schede di sintesi sulla tassazione ambientale in ciascuno dei Paesi oggetto di analisi.

Tags: Ministero dell'Economia e delle Finanze energia Dicembre 2018

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