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il nodo di tyrone

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«Il nodo di Tyrone» di Rocco Familiari Marsilio Editore, 18 euro

 

Nato ad Addis Abeba nel 1939, l’autore ha esordito nella narrativa nel 2006 con il romanzo «L’odore»; l’anno seguente pubblica «Il sole nero» e nel 2011 «Il ragazzo che lanciava messaggi nella bottiglia», tutti e tre editi dalla Marsilio. Nel 2009, invece, ha pubblicato «Teatro», l’opera omnia dei suoi scritti teatrali per la Gangemi Editore. Affermato drammaturgo, le ultime sue opere andate in scena sono «Amleto in prova» al Festival di Spoleto nel 2004, «Ritratto di spalle» nel Teatro di Messina nel 2010 e «In scena» nel Teatro dell’Orologio, a Roma, nel 2011. Nel 2005, per il suo impegno in campo culturale, ha ricevuto il Diploma di Benemerito della Cultura dal presidente della Repubblica.
Nel suo ultimo romanzo i ricchi e nobili proprietari di un’antica villa affidano l’immenso parco che la circonda alle cure di un affascinante quanto scontroso e misterioso giardiniere, che trascorre il tempo libero leggendo e ascoltando Bach. Il cuore del parco nasconde molti segreti: un albero monumentale, sculture che raffigurano scene di rapimenti, un giardino nascosto, sentieri in pietra che disegnano nodi celtici, un sepolcro. Mentre il giardiniere e l’anziana proprietaria, una donna colta e spiritosa, tentano di decifrare il significato di quelle strane presenze, la figlia di quest’ultima, Adelaide, tornata a casa dei suoi per una vacanza insieme a suo figlio, il piccolo Roberto, va alla ricerca del diario segreto di un’antenata, una prozia, in cui forse c’è la chiave per risolvere i misteri della villa.
Roberto, col passare dei giorni, entra in confidenza con lo scostante giardiniere, riuscendo a scioglierne l’apparente durezza. Ma il piccolo cade improvvisamente in coma, per un male misterioso, evento che costringe l’uomo a rivelare la sua reale identità.
«Il nodo di Tyrone» è un dramma che unisce mistero e sentimento, natura rigogliosa e malattia, abnegazione e struggimento; è una storia intensa e toccante, cadenzata da continui colpi di scena, in cui l’autore ci restituisce quel senso di profonda umanità che ci appartiene ma che sembra spesso sommerso dalla quotidianità delle nostre esistenze. «Il nodo di Tyrone», a cui fa riferimento il romanzo è un simbolo celtico rappresentato da un trifoglio formato da due linee parallele intrecciate. Le due linee parallele sono usate per rappresentare la vita di un individuo e il suo rapporto con l’amato: intrecciati e contemporaneamente separati. Ciascun trifoglio rappresenta anche le forze della natura: la terra, l’aria e l’acqua e le linee intrecciate promuovono la forza dell’amicizia e l’amore.    

Tags: Giugno 2014

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