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«W Montecitorio! Guida pratica ai misteri dell’Aula della Camera»

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«W Montecitorio! Guida pratica ai misteri dell’Aula della Camera», di Simone Baldelli, prefazione di Fabrizio Cicchitto, Rubbettino editore, Soveria Mannelli 2012, pagine 98, euro 10. La stagione certo non prodiga di successi e di buona fama per il Parlamento, sorprende e rincuora questo libro di Simone Baldelli. Forse che la conoscenza analitica del Parlamento serve ancora a qualcosa? Ebbene, sì, visto che resta l'istituzione fondamentale e decisiva, tuttavia per apprezzarne i meccanismi complessi e raffinati, spesso incomprensibili ai più, risulta fondamentale un Cicerone preparato ed esperto come Baldelli, preziosa guida per inoltrarsi nei sentieri, schivandone i trabocchetti, dei regolamenti. L'introduzione di Cicchitto descrive il cursus honorum parlamentare di Baldelli, delegato d'aula per i deputati di Berlusconi nella XV e nell'attuale XVI legislatura. Simone, classe di ferro 1972, ingegno scapigliato e multiforme, attrezzato per quasi tutte le arti nonché divertente e sapido imitatore, ha appreso assai bene il mestiere di prestigiatore delle norme dell'aula da Elio Vito, capogruppo dal 2006 al 2008, gran maestro di tattiche e strategie, abilissimo nell'uscire indenne dalle «botole» e «controbotole» degli avversari, per stagliarsi come vincitore nella bagarre dialettica dell'Aula. Cicchitto, dirigente totus politicus, dal quale si trae sempre qualche utile insegnamento, tra le questioni urgenti da affrontare e risolvere pone in primo piano:1) la riforma verticale delle regole obsolete: «Non è un caso–afferma–che con questi regolamenti tutti i Governi, quale che sia il loro colore, sono costretti a ricorrere alla decretazione d'urgenza, al maxiemendamento e poi alla fiducia»; 2) l'eterna rissosità anche nell'attuale legislatura: «Ogni giorno si è svolta una sorta di sfida all'Ok Corral», derivante dal fatto gravissimo e preoccupante di una classe politica che non sembra ancora poggiare su valori condivisi. Scrivendo il De bello civili d'aula, non basta però rimarcare ideologie residuali e schermaglie politiche. Mentre Cicchitto tratteggia i piani di battaglia ed affila le armi dialettiche delle reiterate disfide, la responsabilità organizzativa dei combattenti del popolo della libertà spetta a Baldelli, supportato dal segretario generale del Gruppo, l'armigero stakhanovista Franco Pallotta. Ebbene, questo libro fresco di stampa ha proprio il pregio di disvelare gli impegni del delegato d'aula, talora costretto all'onniscienza, a cominciare dall'onere di prendere la parola su qualsivoglia tema, senza avere nulla di preparato, non tanto per proporre, emendare o contrastare, quanto per prendere tempo e consentire ai propri deputati ritardatari di entrare in aula e votare. Il Baldelli enciclopedico ha, così, impedito decine di volte che il centrodestra largamente maggioritario - sino alla scissione di Gianfranco Fini -, eppur pigrone, andasse sotto. Chi si trova all'opposizione, infatti, è sempre presente e, per così dire, sul pezzo, a meno che non miri con un'assenza improvvisa a far mancare il numero legale. «W Montecitorio!» regala una lettura utile e gustosa, talvolta paradossale, col pregio di non essere conformista e di andare coraggiosamente controcorrente, vedi la rivalutazione ben motivata della «casta», che poi casta non è, specie se paragonata con i veri faraoni delle grandi corporazioni; vedi la difesa intelligente del bicameralismo perfetto, ritenuto una mostruosità dalla disinformazione alla moda. Giancarlo Lehner

 

 

Cesare Imbriani - Voci senza terra ed altro. Poesie (1990-2010) Plectica Editrice - Salerno. Secondo libro di poesie di Cesare Imbriani, pubblicato a distanza di dieci anni da «Cosa vale ed altro», raccolta poetica edita dalla Scheiwiller (2001), «perché lunghe guerre a porte aperte hanno stremato la coscienza di sé». Cosa c’entra un economista con la poesia? Lo si spiega meglio in poesia, la sua: «Dopo il tirocinio sfrenato tra oggetti e desideri senza futuro, la contaminazione è cifra di approdo, rito di iniziazione, transfert totale / sorridi docile, quasi soave nel consumo sfrenato che è immagini, sesso mediato/identici format, amici del web, chips vaganti, una rappresentazione vicaria e inerme a cui si sopravvive nell’apparato silenzioso dell’eremita cieco, beato». Imbriani, noto economista, si occupa di teoria economica, banche, mercati finanziari e dualismo sociale. Napoletano, vive a Roma e insegna, nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Sapienza, Economia politica ed Economia internazionale; è attualmente direttore del Dipartimento di Studi giuridici, filosofici ed economici. Come egli stesso ricorda, «un economista che non è solo un economista è probabile che divenga un fastidio, se non un danno reale». Le sue poesie, in un raro equilibrio tra ragione e sentimento, raccontano le passioni, le aspirazioni, i sentimenti del nostro tempo, non trascurando tuttavia temi legati alla vita civile e alla realtà sociale ed economica che insegna ai propri studenti. Un uomo di scienza che mostra il lato umano più intimo, in un contrasto in cui la poesia non rappresenta un «rifugio della vita quotidiana, ma un aspetto della mia esistenza duale, di economista e poeta, che vivo con consapevolezza».

Tags: Gennaio 2013

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