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Gruppo FNM: un bilancio in positivo

Presentato il bilancio separato del Gruppo FNM al 31 dicembre 2013. Chiude con un deciso miglioramento. Secondo operatore ferroviario italiano, distingue  competenze e attività tra diverse società

E' stato presentato il bilancio separato del Gruppo FNM al 31 dicembre 2013. L’assemblea degli azionisti di FNM approva il bilancio e, per il secondo anno consecutivo, delibera la proposta di dividendo per i soci di 5,6 milioni di euro. Il bilancio di esercizio di FNM Spa ha chiuso il 2013 con un utile di 17,048 milioni di euro rispetto al risultato di 13,735 milioni di euro conseguito nell’esercizio 2012, con un incremento del  24 per cento dovuto principalmente alla distribuzione di dividendi da parte delle società partecipate NORD ENERGIA per 4,2 milioni di euro e Omnibus Partecipazioni per 340 mila euro. Il valore netto della produzione di FNM SpA nel 2013 è stato di 54,960 milioni di euro, in aumento del 6,8 per cento rispetto al 2012.
Il risultato operativo si è attestato a 13,437 milioni di euro, in lieve incremento rispetto all’esercizio 2012. Il patrimonio netto è passato dai 287,221 milioni di euro del 2012 ai 299,254 milioni di euro del 2013 (con un aumento del 4,2 per cento). Il bilancio consolidato del Gruppo FNM ha chiuso con un utile di 20,135 milioni di euro, mentre il risultato operativo è risultato pari a 18,874 milioni di euro rispetto ai 17,152 dell’esercizio 2012, con un incremento del 10 per cento. Il valore netto della produzione, di 190,397 milioni di euro, è cresciuto dell’1,6 per cento rispetto al 2012.
Nel 2013 sono stati inoltre effettuati investimenti per interventi di ammodernamento e potenziamento dell’infrastruttura e avanzamento commesse per acquisto materiale rotabile per 108,8 milioni di euro. La destinazione del risultato d’esercizio votato in assemblea è la seguente: 852.403 euro a riserva legale; 10.541.919 euro a riserva straordinaria; 5.653.733 euro a distribuzione dividendi e quindi attribuendo un dividendo pari ad euro 0,013 per azione.
Norberto Achille, presidente del Gruppo, ha affermato: «Il Gruppo FNM è in buona salute e prosegue la propria crescita per diventare il punto di riferimento della mobilità integrata in Lombardia. La diversificazione in alcuni settori, come quello dell’energia, ha dato i risultati attesi con performances di grande soddisfazione, confermando le scelte fin qui compiute».
Il Gruppo FNM è il secondo operatore ferroviario italiano, con società operanti nei settori del trasporto pubblico, anche su gomma, dell’ingegneria ferroviaria, dei servizi e con importanti diversificazioni nei settori dell’informatica, dell’energia e della mobilità sostenibile.

L’attuale assetto organizzativo del Gruppo distingue competenze e attività tra le diverse società, affinché ciascuna, sotto l’indirizzo e il controllo della Capogruppo, sia focalizzata su uno specifico settore di attività. La configurazione del Gruppo si è notevolmente modificata con la costituzione di Trenord srl e il successivo conferimento della partecipazione totalitaria detenuta dalla Capogruppo in LeNORD srl, operazione avvenuta nell’esercizio 2011. L’esito di tale operazione ha comportato per FNM il rafforzamento del ruolo di holding di partecipazioni; peraltro, pur svolgendo il ruolo di «holding di partecipazioni», FNM svolge anche un ruolo significativo di «holding operativa», attraverso la locazione di asset utilizzati dalle partecipate operanti nei settori del Trasporto Pubblico Locale e del Trasporto Merci, nonché erogando servizi amministrativi alle controllate.
Il core business del Gruppo è rappresentato dal Trasporto Pubblico Locale. Le società operanti in tale settore di attività sono: FERROVIENORD spa, cui è affidata la gestione dell’infrastruttura ferroviaria sulla base delle concessioni con scadenza il 17 marzo 2016; NORD_ING srl, cui va l’attività di progettazione, nonché il supporto tecnico e amministrativo per gli investimenti sulla rete; Trenord S.r.l. (controllata al 50 per cento con Trenitalia spa), gestore dei servizi di trasporto su ferrovia nella Regione Lombardia, nonché gestore dei servizi ferroviari sul «Brennero» in collaborazione con Deutsche Bahn e Österreische Bundes Bahn; Ferrovie Nord Milano; Autoservizi spa, la concessionaria di quote dei servizi di trasporto pubblico su gomma nelle province di Varese e Brescia e titolare in A.T.I. con ASF; Autolinee srl di contratto di servizio per quelli in provincia di Como e operatore di supporto al Gruppo (Trenord) per attività «sostitutive treno»; e Omnibus Partecipazioni srl, società che detiene il 49 per cento delle quote in ASF Autolinee S.r.l. ed è partecipata pariteticamente con il Gruppo Arriva Italia.
Si evidenzia che il quadro normativo che regolamenta il TPL (Trasporto Pubblico Locale) sia ferroviario che automobilistico è reso sempre più complesso dal rapido susseguirsi di norme di diverso rango e portata il cui coordinamento risulta particolarmente laborioso, tanto da rendere difficoltosa una sua compiuta descrizione. Nell’ambito di tale incessante stratificazione è da ricordare che in data 17 luglio 2012 è intervenuta la Corte Costituzionale la quale, con la sentenza n. 199, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del (già modificato) art. 4 del decreto-legge n. 138 del 2011 convertito nella legge n. 148 del 2011 sulla «Disciplina in materia di servizi pubblici locali».
La Corte ha ritenuto di dover colpire, con la dichiarazione di illegittimità costituzionale, l’intero art. 4 sia nel testo originario che in quello risultante dalle successive modificazioni. Ciò ha determinato, quindi, la cessazione di efficacia di tutte le disposizioni in esso previste: non solo quelle inerenti le modalità di affidamento dei servizi, ma anche di quelle relative alla disciplina del transitorio, alle incompatibilità, alla disciplina dei rapporti in corso (che, con riferimento all’attività svolta da Trenord, determinava l’impossibilità, da parte della Regione Lombardia, di rinnovare per ulteriori sei anni il contratto di servizio scadente nel 2014). Venuto meno l’art. 4 citato, che prevedeva una clausola di prevalenza delle disposizioni in esso contenute su quelle di settore con esse incompatibili, si è riespansa la normativa settoriale contenuta, per il settore del trasporto pubblico regionale e locale.
In materia di affidamento dei servizi pubblici è poi intervenuto il decreto-legge n. 179 del 2012 (decreto «Crescita 2») convertito con modificazioni dalla legge n. 221 del 2012 che conferma l’allineamento della disciplina settoriale a quella comunitaria che, si rammenta, stabilisce un termine massimo di scadenza degli affidamenti non conformi al 3 dicembre 2019, con l’obbligo per gli Stati membri di adeguarsi gradualmente alle disposizioni del regolamento comunitario 1370/2007 CE; in seguito a ciò, la Regione Lombardia si è impegnata ad aggiudicare direttamente il contratto di servizio per il trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale all’impresa ferroviaria Trenord per il periodo dal primo gennaio 2015 al 31 dicembre 2020.
La legge di stabilità 2013 ha istituito il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle Regioni a statuto ordinario, alimentato dalla compartecipazione al gettito derivante dalle accise sul gasolio per autotrazione e sulla benzina, fissando al valore 2011 le risorse derivanti da accisa benzina e gasolio e rendendo tale ammontare indipendente dalle dinamiche dei consumi dei carburanti.
Ciò significa che, a partire dal 2013, l’alea di rischio della contrazione dei consumi non grava più sul settore, il quale, in ogni caso, introita il gettito relativo all’anno 2011. Si segnala, infine, che la norma stabilisce che le risorse del Fondo nazionale non possano essere destinate a finalità diverse da quelle del finanziamento del trasporto pubblico locale, assicurando un margine di certezza e costanza sui flussi aziendali per il settore.   

Tags: Giugno 2014

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