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Enasarco, approvato il bilancio 2013, ed ora si procede oltre: risanamento, crescita e sviluppo

La sede della Fondazione Enasarco a Roma, in Via Antoniotto Usodimare

Approvato il consuntivo 2013, chiuso con un utile pari a 101 milioni di euro (al netto di 5,1 milioni di euro che costituiscono la somma destinata preventivamente al fondo firr per il trattamento di fine rapporto degli iscritti). l’efficienza dei servizi e la trasparenza di azioni e decisioni sono state gli obiettivi indicati al mondo esterno e all’intera struttura come presupposti indispensabili per ogni successiva azione di risanamento, di crescita e di sviluppo.

Il 26 giugno scorso il Consiglio di amministrazione della Fondazione Enasarco, che gestisce la previdenza e l’assistenza degli agenti e dei rappresentanti di commercio, ha esaminato e approvato il bilancio consuntivo 2013, chiuso con un utile pari a 101 milioni di euro (già diminuito di 5,1 milioni di euro che costituiscono la somma destinata preventivamente al Fondo Firr, il trattamento di fine rapporto degli iscritti).
Il 2013 è stato un anno complesso, in cui il CdA è stato chiamato ad assumere decisioni coraggiose e di rilievo, ma allo stesso tempo è stato un periodo di grandi innovazioni e di rilevante impegno per la vita della Fondazione Enasarco. L’efficienza dei servizi e la trasparenza di azioni e decisioni sono state gli obiettivi indicati al mondo esterno e all’intera struttura come presupposti indispensabili per ogni successiva azione di risanamento, di crescita e di sviluppo in ogni ambito operativo della Fondazione.
In particolare, la governance degli investimenti finanziari è stata completamente ristrutturata introducendo, attraverso uno specifico e innovativo regolamento approvato dai Ministeri vigilanti, un sistema di responsabilità autonome, distinte e incrociate. La Fondazione Enasarco è stata la prima e per ora l’unica Cassa di previdenza privatizzata a dotarsi di uno strumento di questo tipo per la gestione delle risorse finanziarie, colmando così un vuoto legislativo ventennale. Va segnalato, per di più, che le autorità di vigilanza hanno colto perfettamente come il nuovo Regolamento non sia un atto isolato bensì si collochi in un quadro di scelte tutte «volte a una complessiva revisione della politica e delle procedure di investimento, tra cui l’adozione degli atti deliberativi in argomento», come rilevato dalla Covip, l’Autorità di vigilanza sugli enti previdenziali privatizzati.
Senza elencare le decine di misure, interventi e soluzioni nuove attuate, è opportuno dare il senso della complessiva autoriforma in corso circa le grandi aree nelle quali si è svolta e si sta svolgendo. Il primo ambito di azione ha riguardato e riguarda la maggiore efficienza ed efficacia dei processi e dei servizi offerti dalla Fondazione: ne sono un esempio concreto la Carta dei servizi, che certifica i tempi di definizione e liquidazione delle prestazioni, e la revisione della polizza agenti. Il secondo ambito presiede al delicato settore della finanza e, a parte il regolamento per gli investimenti già citato, vanno menzionati: il regolamento del Comitato di investimenti, ovvero la struttura all’interno del CdA che analizza le proposte pervenute dagli uffici; quello dei flussi informativi, ormai a pieno regime, che da un lato consente di disciplinare tutte le regole attraverso le quali gli uffici inviano informazioni agli organi (che a loro volta impartiscono indicazioni agli uffici stessi) e dall’altro fissa le regole per dare informazioni all’esterno; infine quello per la gestione dei conflitti di interesse (anch’esso probabilmente unico nel contesto degli enti previdenziali similari).
Ma non meno di rilievo è l’azione rivolta alla riorganizzazione interna della Fondazione, con la definizione del nuovo organigramma e delle relative e connesse funzioni e responsabilità, mansioni e compiti, per dirigenti, quadri e impiegati. Un’azione messa in cantiere non solo per recuperare produttività e ridurre i costi di gestione, ma pure per valorizzare nel modo migliore le risorse umane e professionali presenti nell’istituzione.
Il rispetto delle procedure è vigilato dal Servizio internal audit (controllo interno) che dipende dal CdA, e dall’Organismo di vigilanza per la prevenzione di reati, anch’esso dipendente dal Consiglio di amministrazione.
L’esercizio 2013, al pari di quello precedente, ha risentito della crisi economica e finanziaria. L’evidenza maggiore si riesce ad averla osservando l’andamento del numero degli agenti che versano annualmente il contributo, ormai da alcuni anni decrescente. In una crisi sistemica e prolungata come quella che stiamo vivendo, si sta modificando radicalmente il mestiere dell’agente di commercio. Osservando l’attuale sistema economico e produttivo è evidente che il mestiere dell’agente di commercio non sta scomparendo, ma viene svolto attraverso forme contrattuali più evolute e in continuo cambiamento. È da questi dati empirici che la Fondazione dovrà partire, soprattutto per tutelare la platea degli iscritti: questi ultimi non sono - e non possono essere - semplicemente coloro che hanno sottoscritto un contratto di agenzia, bensì tutti i soggetti che operano nel mondo dell’intermediazione commerciale, promuovendo la conclusione di contratti anche con modalità completamente nuove rispetto al passato.
Grazie all’approvazione e alla graduale entrata in vigore del nuovo Regolamento delle attività istituzionali, Enasarco oggi può vedere confermata una salda tenuta finanziaria, tale da assicurare la stabile e duratura erogazione delle pensioni attuali e di quelle che gli agenti in attività stanno maturando, oltre a tutte le altre prestazioni previste. Il flusso contributivo ha fatto registrare nel 2013 una significativa crescita, consolidando un positivo incremento rispetto al 2012, pari a circa 42 milioni di euro.
Anche i contributi dell’assistenza sono decisamente aumentati: circa 8 milioni di euro in più rispetto al 2012. I contributi previdenziali, in particolare, sono ammontati a 862 milioni di euro, rispetto agli 820 del 2012, mentre la spesa per pensioni è cresciuta del 3,5 per cento. Il disavanzo della previdenza è diminuito, rispetto al 2012, di circa 14 milioni di euro mentre il saldo della gestione assistenza è stato positivo per 54,3 milioni di euro.
La gestione istituzionale evidenzia così, complessivamente, un risultato positivo di 35 milioni di euro, a fronte dell’avanzo di 13 milioni nel 2012 e di quello del bilancio tecnico previsto (7 milioni di euro). Tale riforma, nello specifico, ha previsto modifiche graduali, diluite lungo un arco temporale esteso. È chiaro che, se i provvedimenti fossero stati previsti in un lasso di tempo più breve, già nel 2013 il disavanzo previdenziale sarebbe stato completamente riassorbito e oggi si potrebbe parlare e argomentare di un avanzo previdenziale. Ma la volontà espressa dalle parti sociali e dal Consiglio d’amministrazione è stata quella di garantire la sostenibilità, senza gravare troppo, però, su agenti e aziende in un momento di forte crisi come quello attuale. Il patrimonio netto della Fondazione Enasarco, per effetto dell’utile realizzato, è pari a 4.349 milioni di euro rispetto ai 4.248 milioni di euro del 2012.
Positivi i risultati nell’ambito della gestione immobiliare e finanziaria: la gestione immobiliare dei canoni di locazione mostra un saldo negativo di 11 milioni di euro (8 milioni di euro positivi nel 2012), la cui diminuzione, rispetto all’anno precedente, scaturisce dalle dismissioni effettuate e dal conseguente calo dei flussi dei canoni di locazione. Di contro, sul fronte delle dismissioni immobiliari, il 2013, nonostante la pesante crisi del mercato creditizio e la chiusura da parte del mondo bancario alle richieste degli inquilini, è stato un anno di intenso lavoro e sono state dismesse oltre 3 mila unità immobiliari, con una plusvalenza netta complessivamente pari ad oltre 145 milioni di euro.
La gestione finanziaria ordinaria, nonostante la pesante situazione dei mercati, evidenzia, a sua volta, un saldo positivo di 27 milioni di euro (30 milioni nel 2012). I fatti di natura straordinaria e le svalutazioni operate hanno pesato per 23 milioni di euro. Nel 2013 e proseguendo nel 2014, la gestione del patrimonio finanziario ha subito una significativa virata verso strumenti maggiormente liquidi, trasparenti e armonizzati alla normativa Ucits.
Nel complesso i nuovi investimenti, sottoscritti durante tutto l’esercizio 2013, hanno permesso di aver un rendimento netto, realizzato da agosto 2013 ad oggi, pari a oltre il 3,43 per cento. Il portafoglio alla fine del 2013 ha consolidato un rendimento netto contabile dello 0,67 per cento superiore alle ipotesi adottate nel Bilancio tecnico (che prevedevano un rendimento negativo) e con un’attesa al rialzo in considerazione dell’entrata a regime del rendimento dei nuovi investimenti liquidi.
Il bilancio consuntivo 2013 evidenzia, ancora, anche il contenimento delle spese per consumi intermedi. La Fondazione, ottemperando a quanto disposto dal decreto legge 95/2011, ha versato alle casse dello Stato 468 mila euro. La prossima fondamentale tappa è la riforma dello Statuto, da attuare tenendo presente queste linee guida: aumentare il livello di capacità e di professionalità dei consiglieri di amministrazione, coniugandolo con il criterio della rappresentanza.

Tags: Settembre 2014 Fondazione Enasarco

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