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Enasarco, gli iscritti sono protagonisti: l’impegno per il 2015 è continuare ad accrescere la qualità dei servizi

Carlo Bravi, direttore generale  dell’Enasarco

Nell’ultimo periodo la Fondazione Enasarco ha introdotto una serie di misure per autoregolamentarsi (tra cui diversi regolamenti, in primis quello delle attività finanziarie, un nuovo organigramma, etc.) e ha approvato un nuovo Statuto che rappresenta una svolta storica per la vita dell’ente mettendo gli iscritti al centro e dando loro la possibilità di eleggere i propri membri nel Consiglio di amministrazione di Enasarco. Abbiamo chiesto al direttore generale Carlo Bravi di raccontarci come è cambiata la Cassa degli agenti sotto la sua guida e quali iniziative la Fondazione ha messo in cantiere per quest’anno.
Domanda. Può fare un primo bilancio di questi due anni in cui è alla guida della Fondazione?
Risposta. Ci siamo attivati per superare alcune criticità derivanti dal passato: problemi specifici, soprattutto di impostazione culturale derivanti dalla vecchia concezione degli anni in cui Enasarco era un ente pubblico. I nostri iscritti venivano considerati come utenti ed erano ai margini della vita e delle attività della Cassa. Abbiamo voluto mettere gli agenti di commercio al centro e abbiamo fatto uno sforzo per far percepire che le misure intraprese sono nel loro interesse: tutto ciò ovviamente non poteva non passare attraverso una riorganizzazione nel nostro interno.
D. Tra le novità degli ultimi mesi, la più rilevante è senz’altro l’approvazione del nuovo Statuto da parte del CdA della Fondazione. Cosa può dire al riguardo?
R. In questo processo di ristrutturazione della governance rientra la riforma statutaria, ovvero gestione pratica della Cassa, per far sì che gli agenti potessero partecipare attivamente alla vita della Fondazione fino ad arrivare a influenzarla con modalità nuove rispetto al passato. Il CdA ha puntato sulla rappresentatività (che in passato era limitata a una sorta di designazione ministeriale o poco più) per favorire la democrazia. L’attuale Statuto inoltre interviene concretamente sia sugli organi di indirizzo sia sui singoli uffici, facendo chiarezza anche sul tema delle responsabilità. Ora il documento è in condivisione presso i ministeri vigilanti, per eventuali rilievi o modifiche. Esso comunque rappresenta una svolta fondamentale verso un assetto più rappresentativo, stabile e strutturato, tale da rappresentare in sé un fattore-chiave di garanzia per la sua solidità presente e futura e, dunque, per la valorizzazione del suo ruolo e della sua missione in favore degli agenti e dei rappresentanti di commercio.
D. Con le ultime integrazioni degli accordi, il Progetto Mercurio aumenta le tutele e le garanzie per gli inquilini. A che punto è il piano di dismissioni degli immobili?
R. Durante l’attuazione del Progetto Mercurio sono intervenuti una serie di fattori, tutti esterni alla Fondazione, quali la crisi del mercato immobiliare, la difficoltà di accesso al credito e l’adeguamento alle nuove normative del settore. Su quest’ultimo punto basti ricordare che, per la compravendita di un immobile, è necessario il perfezionamento della documentazione tecnica e amministrativa - su tutte, la certificazione del valore energetico e quella di conformità catastale - che richiedono attenzione e massima scrupolosità, oltre che tempi tecnici ineludibili. Attualmente, solo per un 20 per cento degli immobili dobbiamo ancora avviare il processo di dismissione: anche in considerazione di tutto ciò, si può affermare che il Progetto Mercurio ha raggiunto risultati importanti.
D. Negli ultimi tempi Enasarco ha compiuto uno sforzo notevole per autoregolamentarsi, approvando una serie di regolamenti innovativi che non ha eguali nel mondo delle Casse privatizzate. Cosa ci può dire e cos’altro può essere fatto al riguardo?
R. Siamo stati l’unica Cassa di previdenza privatizzata a dotarci di un Regolamento per la gestione delle risorse finanziarie, che va ad inserirsi nell’ambito di un più ampio sistema di regole e procedure che la Fondazione si è autoimposta con l’obiettivo di incrementare il grado di trasparenza e di efficacia dei controlli interni, soprattutto con riguardo agli investimenti. Abbiamo approvato il regolamento del comitato di investimenti, quello dei flussi informativi, infine quello per la gestione dei conflitti di interesse, anch’esso probabilmente unico nel contesto degli enti previdenziali. Come ulteriore garanzia, il rispetto delle procedure è affidato al servizio «internal audit» e all’organismo di vigilanza per la prevenzione di reati. Stiamo inoltre già attuando un’analisi per coniugare le entrate, contributive e immobiliari, con le uscite, ovvero le prestazioni pensionistiche e assistenziali erogate agli iscritti. Ciò comporterà un lavoro di sensibilizzazione verso il mondo politico; a mio avviso tutta la sfera previdenziale italiana deve combattere il fenomeno dell’evasione-elusione contributiva con il massimo sforzo. La Fondazione continuerà a stare al passo con l’evoluzione degli scenari economici, considerata la natura della nostra Cassa: il mandato di agenzia è in continua evoluzione, il mestiere dell’agente di commercio oggi non è più lo stesso di 20 anni fa, in ogni settore merceologico.
D. Nel 2013 la Fondazione ha deciso autonomamente di dotarsi di un Disciplinare che certifica i tempi di definizione e liquidazione delle prestazioni. Potrà essere ulteriormente sviluppato?
R. Posso dire con orgoglio che siamo state in assoluto tra le prime Casse a dotarsi di tale strumento: l’abbiamo ufficializzato nel 2013, ma in via sperimentale nel nostro interno era partito oltre un anno prima. A monte c’è stato, e non poteva essere altrimenti, un duro lavoro che ha riguardato la semplificazione dei processi e delle procedure e la riorganizzazione delle risorse. Pur non essendo obbligati ad adottare un Disciplinare dei livelli di servizio, abbiamo voluto farlo: mi piace considerarlo come una sorta di «gentlemen’s agreement» con i nostri iscritti che potrà essere ulteriormente implementato fino a renderlo una vera e propria Carta dei servizi.
D. Liquidità, trasparenza e diversificazione sono le tre linee-guida degli investimenti della Fondazione. Ne può parlare?
R. Abbiamo ristrutturato almeno l’80 per cento del nostro patrimonio mobiliare (rispetto al quale alcune scelte di investimento risalivano all’inizio degli anni Duemila), rinegoziando anche le percentuali di commissione sulle provvigioni dei vari gestori finanziari cui ci siamo affidati. In primis, abbiamo voluto rimettere ordine per prevenire possibili criticità future. Una problematica emersa, ad esempio, era quella di un’eccessiva concentrazione a livello decisionale affidata a poche figure-chiave: con il nuovo Regolamento delle attività finanziarie ciò non è e non sarà più possibile, grazie anche alle procedure certe e definite di cui ci siamo dotati.
D. Quali sono le principali attività nell’agenda del management di Enasarco per il 2015?
R. Dopo aver impostato le linee-guida, continueremo il cammino già intrapreso fatto essenzialmente di interventi strutturali a livello strategico: quest’anno percorreremo le tappe già pianificate, sempre in un’ottica di autodisciplina e trasparenza. Mi aspetto inoltre un importante passo in avanti per quanto riguarda il Progetto Mercurio, mentre l’altro grande obiettivo è quello di completare la ristrutturazione degli accordi con i gestori finanziari.
D. E invece i vostri iscritti cosa possono aspettarsi per quest’anno?
R. Ci impegneremo per accrescere ulteriormente la qualità dei servizi e per garantirne la massima trasparenza nell’erogazione. In tal senso, stiamo per pubblicare sul sito www.enasarco.it la sezione «Cassa previdenziale trasparente» e, a breve, il Bilancio Sociale 2014. Per ciò che riguarda le prestazioni erogate, confermeremo quelle introdotte nel 2014 e miglioreremo ulteriormente la polizza assicurativa. Già dallo scorso anno, con l’indennizzo forfettario abbiamo eliminato una conflittualità tra agente e compagnia sulla valutazione dei giorni di degenza domiciliare. Dopo qualche iniziale difficoltà informatica e sull’entità delle franchigie, ora stiamo avendo riscontri positivi e manterremo questa impostazione. Continueremo ad applicare una politica di sana gestione, di mantenimento dei costi ed eliminazione degli sprechi per aumentare le prestazioni erogate ai nostri iscritti: ogni risparmio ci consente di liberare nuove risorse da destinare alla categoria.     

Tags: Marzo 2015 Fondazione Enasarco

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