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Enasarco, un bilancio sociale che guarda al futuro

Brunetto Boco, presidente dell’Enasarco

Attraverso il Bilancio Sociale, redatto in modo volontario non essendovi alcun obbligo di legge, la Fondazione vuole trasferire e comunicare agli agenti e a tutto il pubblico di riferimento gli esiti delle attività e delle scelte intraprese, non limitandosi dunque ai soli aspetti finanziari e contabili che, come di consueto, sono oggetto d’analisi del bilancio consuntivo. La Cassa degli agenti e rappresentanti di commercio ha organizzato un evento («Enasarco: un bilancio sociale che guarda al futuro») il 10 giugno a Roma, presso l’Auditorium Via Veneto, proprio per illustrare il nuovo documento.
Negli ultimi anni la Fondazione ha subito cambiamenti di indirizzo e di gestione senza precedenti che hanno avuto il loro momento cruciale con l’approvazione, agli inizi di ottobre 2014, del nuovo Statuto, riapprovato dal CdA a marzo 2015, per accogliere le osservazioni ministeriali nel frattempo intervenute. I principi posti a fondamento del nuovo documento sono ispirati da tre criteri-guida essenziali. Il primo è quello del passaggio all’elezione diretta degli amministratori da parte degli agenti iscritti in attività attraverso l’Assemblea dei delegati. Per la storia di Enasarco questo cambiamento rappresenta una trasformazione radicale e storica, che permetterà agli iscritti di scegliere direttamente i propri rappresentanti in Assemblea e, dunque, nel CdA; il secondo criterio-guida concerne la definizione, rigorosa e puntuale, dei requisiti di professionalità, competenza e onorabilità dei membri dell’Assemblea, del CdA, del Collegio sindacale, come anche del management; il terzo si rivolge al delicato ambito della gestione degli investimenti e del patrimonio. I riferimenti statutari in materia rafforzano gli sforzi già compiuti dalla Fondazione nel senso di assicurare la massima trasparenza nella gestione, attraverso l’adozione di buone pratiche di condotta.
Di fatto, le azioni di risanamento, crescita e sviluppo finora intraprese in tutti gli ambiti operativi hanno avuto molteplici obiettivi, egualmente prioritari: su tutti l’efficienza dei servizi e la trasparenza delle decisioni. In particolare, la gestione delle risorse finanziarie è stata completamente ristrutturata introducendo, attraverso uno specifico e innovativo Regolamento, approvato dai Ministeri vigilanti, un sistema di responsabilità autonome, distinte e incrociate: la Fondazione, da questo punto di vista, è stata tra le prime Casse di previdenza privatizzate a dotarsi di uno strumento di questo tipo.
Una trasformazione, quella della Fondazione, che da una parte ha valorizzato ciò che di positivo e di valido era stato già avviato o era parte integrante della migliore tradizione dell’istituzione, e dall’altra ha dato un netto e deciso taglio a tutto ciò che di improduttivo o poco trasparente si era sedimentato nei decenni passati. Senza dover elencare le decine di misure, interventi e soluzioni nuove assunte dal CdA e attuate dal management della Fondazione, è opportuno dare il senso della complessiva autoriforma in atto.
Il primo ambito di azione riguarda la maggiore efficienza ed efficacia dei processi e dei servizi offerti: ne sono un esempio concreto la Carta dei servizi, ovvero il Disciplinare dei termini di conclusione dei procedimenti, che certifica i tempi di liquidazione delle prestazioni, oggi ridotti ai minimi e assolutamente competitivi rispetto agli altri enti di previdenza, privati e pubblici. Il secondo ambito presiede al delicato settore della finanza e, a parte il Regolamento per gli investimenti già citato, vanno menzionati: il Regolamento del comitato di investimenti, quello dei flussi informativi, e quello per la gestione dei conflitti di interesse, anch’esso, probabilmente, unico nel contesto degli enti previdenziali. Non meno di rilievo è l’azione rivolta alla riorganizzazione interna, con la definizione del nuovo organigramma e delle relative e connesse funzioni e responsabilità.
Per quanto riguarda la solidità della Fondazione, è opportuno ricordare che il Bilancio consuntivo 2014, al pari di quello precedente, ancora risente, seppur con effetti più lievi, della crisi economica e finanziaria. Ad esempio, l’andamento del numero degli agenti che versano annualmente il contributo è da alcuni anni decrescente. Di fatto stiamo attraversando una crisi sistemica e prolungata e il mestiere stesso dell’agente si sta modificando radicalmente: non sta scomparendo, ma viene svolto attraverso forme più evolute e in continuo cambiamento. Da questa considerazione Enasarco dovrà partire, per tutelare tutti quegli iscritti che non sono e non possono essere semplicemente coloro che hanno firmato un documento con sopra scritto «contratto di agenzia». A comporre la platea futura dovrebbero essere tutti coloro che operano nell’intermediazione commerciale e promuovono la conclusione di contratti anche con modalità nuove.
Grazie all’approvazione e alla graduale entrata in vigore del Regolamento delle attività istituzionali, la Fondazione oggi vede confermata una tenuta finanziaria tale da assicurare la stabile e duratura erogazione delle pensioni attuali e di quelle che gli agenti in attività stanno maturando, oltre che di tutte le altre prestazioni previste. Il flusso contributivo ha fatto registrate una significativa crescita, consolidando un positivo incremento rispetto al 2012, pari a circa 42 milioni di euro. Anche i contributi dell’assistenza sono decisamente aumentati: circa 8 milioni di euro in più dell’anno precedente. I contributi previdenziali, in particolare, sono ammontati a 862 milioni di euro, mentre la spesa per pensioni è cresciuta del 3,5 per cento. Il disavanzo della previdenza è diminuito di circa 14 milioni di euro ed il saldo della gestione assistenza è stato positivo per 54,3 milioni. Si evidenzia così, complessivamente, un risultato positivo di 35 milioni di euro, a fronte dell’avanzo di 13 milioni nel 2012 e di quello del bilancio tecnico previsto in 7 milioni.
Positivi i risultati nell’ambito della gestione immobiliare e finanziaria: il patrimonio netto della Fondazione, per effetto dell’utile realizzato, è pari a 4.442 milioni di euro contro i 4.349 del 2012. In merito alla gestione immobiliare, anche il 2014 è stato un anno di intenso lavoro. Sono state dismesse più di 3.500 unità immobiliari, realizzando una plusvalenza netta pari a oltre 213 milioni di euro.
La gestione finanziaria ordinaria evidenzia un saldo positivo di 38 milioni di euro (27 milioni nel 2013), grazie alla capacità di fronteggiare in maniera più che positiva la pesante situazione dei mercati. Nel 2013 e proseguendo nel 2014, la gestione del patrimonio finanziario ha subito una virata verso strumenti maggiormente liquidi, trasparenti e armonizzati alla normativa Ucits, il cui scopo è regolamentare il settore dei fondi comuni ed armonizzare la disciplina nei vari Paesi dell’Unione europea. I nuovi investimenti hanno permesso di realizzare un rendimento lordo su base annua superiore al 3 per cento. Il Bilancio consuntivo 2014 evidenzia anche il contenimento delle spese per consumi intermedi. La Fondazione, in accordo con quanto previsto dal decreto legge 95/2011, ha versato alle casse dello Stato oltre 750 mila euro.
È comunque grazie all’approvazione del nuovo Statuto che la Fondazione ha compiuto una svolta fondamentale verso un assetto più rappresentativo, stabile e strutturato, tale da rappresentare in sé un fattore-chiave di garanzia per la sua solidità, presente e futura, e per la valorizzazione del suo ruolo e missione in favore dei propri iscritti. Un riconoscimento particolare va dato alle Parti sociali che si sono impegnate per garantire il raggiungimento del traguardo nei tempi più congrui possibili.
Da ricordare, inoltre, il processo di digitalizzazione e l’ampliamento dei servizi dell’area riservata inEnasarco: da ottobre dello scorso anno gli agenti (o i Patronati delegati) possono inviare online la domanda per la pensione e, da febbraio 2015, anche le richieste per il contributo di maternità, per nascita o adozione. Sulla stessa falsariga, ovvero privilegiare il web rispetto al cartaceo, sono state introdotte novità che riguardano anche l’estratto conto e la Certificazione unica.
La Fondazione, impegnata in un’opera di ampliamento dei servizi e ottimizzazione interna, è stata il primo ente previdenziale a realizzare la Fatturazione elettronica, per agevolare i rapporti con i fornitori e stare sempre più al passo coi tempi. Tale impegno l’ha candidato come best practice a livello nazionale. Quanto alle prestazioni integrative, l’offerta già ricca è stata ulteriormente incrementata: gli agenti ora possono richiedere anche il nuovo «Contributo per i soggiorni estivi» dei figli in età compresa tra i 4 e i 13 anni. Iscritti e stakeholder della Fondazione che volessero essere sempre aggiornati sul mondo Enasarco possono leggere Enasarco Magazine - in una veste tutta rinnovata, mensile e digitale, consultabile anche tramite una app dedicata - e iscriversi a «Mono&Pluri», la newsletter gratuita a cui, nel giro di pochi mesi, hanno aderito oltre 21 mila persone.
È da questa Fondazione Enasarco, forte e rinnovata rispetto al passato, che il nuovo CdA dovrà partire, per recuperare presso il pubblico di riferimento un’immagine positiva e dissipare così i dubbi o le critiche che ancora vengono mossi.        

Tags: Giugno 2015 Fondazione Enasarco

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