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I quattro grandi filoni strategici per la gestione Enasarco 2016

Carlo Bravi, direttore  generale della Fondazione

Approvato il budget 2016, con un avanzo atteso di 119 milioni di euro dopo l’accantonamento, a un fondo del passivo, della plusvalenza da apporto immobiliare pari a 90 milioni di euro. La gestione, per l’esercizio 2016, proseguirà sulla strada finora intrapresa dall’attuale consiglio di amministrazione della fondazione enasarco, incentrata su quattro filoni strategici: ecco descritti quali.

La Fondazione Enasarco ha approvato lo scorso 26 novembre il budget 2016, con un avanzo atteso di 119 milioni di euro dopo l’accantonamento, a un fondo del passivo, della plusvalenza da apporto immobiliare pari a 90 milioni di euro. La gestione, per l’esercizio 2016, proseguirà sulla strada finora intrapresa dall’attuale CdA della Fondazione Enasarco, ispirata ai principi di prudenza, efficacia ed efficienza ed incentrata su quattro grandi filoni strategici.

1 - Attuare la fase elettorale

Sarà prioritario garantire il funzionamento dei sistemi e del processo relativo alle elezioni dirette degli Organi da parte degli iscritti. Seppur già operativo in Italia per piccole Casse previdenziali, il procedimento elettorale tramite sistemi online non è mai stato applicato per realtà aziendali della dimensione di Enasarco. Gli elettori potenziali saranno oltre 200 mila, ciò presuppone un efficiente presidio tecnico da parte degli uffici della Fondazione.

2 - Assicurare in ogni momento l’adeguatezza delle prestazioni

La Fondazione dovrà continuare a monitorare l’andamento delle variabili che possono influenzare il sistema pensionistico e la sua sostenibilità. Per il futuro sarà necessario immaginare una riforma sostenibile del welfare, che guardi anche alle altre fasi della vita e dell’attività professionale degli iscritti, come l’ingresso al lavoro o i momenti di difficoltà. Andrà inquadrata la questione dell’ampliamento della platea degli iscritti; in una crisi economica sistemica e prolungata si è modificato radicalmente il mestiere dell’agente di commercio che, sebbene non stia scomparendo, viene svolto attraverso forme contrattuali nuove e in continuo cambiamento.

3 - Gestire in modo ottimale il patrimonio

È già operativo il tessuto di regole e di procedure che ha rafforzato la governance interna ed ha sottolineato la necessità imprescindibile di proseguire con una gestione ottimale, trasparente e sana del patrimonio. Negli ultimi 4 anni la Fondazione  ha investito in prodotti liquidi, caratterizzati da flussi cedolari periodici e da un rapporto rischio-rendimento sostenibile che hanno permesso di incrementare il rendimento realizzato sugli investimenti finanziari, di incrementare il peso degli investimenti liquidi in portafoglio e di ridurre la concentrazione degli investimenti nel portafoglio immobiliare.
Sul fronte immobiliare, al di là di critiche e polemiche, un dato è oggettivo: il Progetto Mercurio è stato un caso di successo gestionale in tutta Europa. In anni di crisi terribile, con la stretta sui mutui e un mercato immobiliare bloccato, la Fondazione è riuscita ad alienare oltre 11 mila appartamenti su 17 mila, con introiti rilevanti e allineati alle attese. Ad ottobre 2015 la Fondazione ha già dismesso in tutto o in parte 175 complessi immobiliari su 212, nell’ambito dei quali sono state vendute circa 7.823 unità immobiliari con un incasso di 1.444 milioni di euro, oltre a circa 3.620 unità immobiliari conferite ai Fondi Enasarco Uno e Due per un valore di 775 milioni di euro.

4 - consolidare i livelli di governance

IL Consiglio di amministrazione della Fondazione, già alla fine del 2012, ha avviato un vasto processo di analisi e di riforma complessiva degli assetti della Fondazione, finalizzato a rendere più possibile trasparenti e internamente coerenti gli iter procedurali, così da risolvere in via preventiva le criticità manifestatesi nel passato. Questo impegnativo processo di riforma si è concretizzato in una lunga serie di interventi regolatori sfociati nella formulazione di regolamenti interni e nella riorganizzazione delle strutture attraverso l’approvazione di organigramma e funzionigramma aziendale; a coronamento di questo cammino, fatto di autodisciplina e di trasparenza, si è giunti alla revisione statutaria. 

Previdenza 2016

Nell’elaborazione del budget, la previsione è stata compiuta in un’ottica di estrema prudenza in considerazione della parzialità dei dati 2015, dell’instabilità e dell’incertezza che ancora caratterizzano l’economia italiana. Nonostante tutto, le previsioni confermano il trend di miglioramento del saldo della previdenza Enasarco, che registra un avanzo pari a circa 31 milioni, confermando così «l’inversione di segno» prevista già a pre-consuntivo 2015. Considerando poi l’andamento positivo del ramo assistenza, per cui si ipotizza un avanzo di quasi 81 milioni, si prevede un saldo istituzionale positivo di oltre 112 milioni.
A fronte di tale saldo positivo, prescindendo dai rendimenti del patrimonio, le spese di gestione, comprensive di accantonamenti ed imposte, ammontano a complessivi 48,8 milioni di euro. Il risultato operativo della gestione caratteristica, in escalation dal 2014, è dunque positivo di circa 63 milioni di euro, contro un risultato positivo per il 2015 e 2014 di 34 e di 16 milioni di euro, e negativo di 2 milioni per il 2013. L’indicatore di copertura delle riserve, richiesto dalla normativa in 5 volte il valore delle pensioni correnti, è previsto in miglioramento per il 2016, attestandosi a quota 4,9. Se non fosse stata prudenzialmente accantonata la plusvalenza da apporto immobiliare in un fondo rischi del passivo a partire dal 2014, l’indicatore sarebbe stato certamente maggiore delle 5 annualità previste.

La gestione dell’asset allocation della fondazione

Patrimonio immobiliare. Le previsioni sono state sviluppate in modo estremamente prudenziale tenendo conto del quadro economico-finanziario previsto per l’esercizio 2016, dell’andamento delle vendite negli esercizi precedenti, dello stato manutentivo del patrimonio immobiliare ancora in carico alla Fondazione e di conseguenza degli interventi che si renderanno necessari per poter attuare le vendite. È stata ipotizzata la dismissione di mille unità immobiliari ad uso prevalentemente abitativo, per un controvalore di carico di circa 148 milioni di euro e una plusvalenza netta pari a circa 52 milioni. Per quanto riguarda l’invenuto, si ipotizza l’apporto ai Fondi di circa 1.500 unità immobiliari, per un controvalore di carico di 220 milioni di euro e una plusvalenza da apporto, accantonata ad apposito fondo rischi, di 90 milioni.
Patrimonio mobiliare. Nel 2015 il Consiglio di amministrazione ha concluso il processo di autoriforma del comparto finanza con l’approvazione dei documenti di Alm, di Asset Allocation strategica e tattica e del documento sulle politiche d’investimento. L’obiettivo per il prossimo anno sarà quello di operare scelte in tema d’investimento che permettano di accorciare le distanze con l’assetto patrimoniale strategico scaturito dalle analisi tecnico attuariali e dalle valutazioni delle combinazioni rischio rendimento ottimali.
Parallelamente si continuerà a monitorare il portafoglio, per evitare perdite. Pertanto, laddove possibile, attraverso operazioni di ristrutturazione, l’intento sarà quello di convertire e/o rinegoziare le condizioni di alcuni dei prodotti in portafoglio in strumenti sempre più liquidabili e in grado di garantire flussi cedolari periodici costanti. Nello stesso tempo la Fondazione, coadiuvata da legali esterni, ove necessario revisionerà i Regolamenti dei prodotti finanziari per renderli più favorevoli in termini economici e di governance dell’investimento.
Inoltre i flussi finanziari disponibili, provenienti dal processo di vendita del patrimonio immobiliare, saranno utilizzati per onorare gli impegni finanziari già esistenti e per acquistare prodotti liquidi a basso profilo di rischio in grado di produrre flussi cedolari che dovranno, in qualche modo, sostituire i flussi finanziari dei canoni di locazione che verranno meno a mano a mano che gli immobili saranno ceduti.
Infine, non ultimo per importanza, compatibilmente con i tempi tecnici del giudizio in Svizzera e in Inghilterra, dovrà essere finalizzata la vicenda legata al contenzioso con la Lehman Brothers, per la quale nel maggio 2015 il giudice David Richards ha riconosciuto le pretese della Fondazione, condannando la controparte Lehman Brothers al pagamento, a favore di Enasarco, di 60 milioni di dollari oltre ad interessi e a spese. Nello scorso ottobre il magistrato inglese ha respinto la richiesta di appello avanzata dai legali della Lehman, ritenendo ingiustificato un ulteriore dibattimento in virtù dell’analisi, già molto approfondita, condotta in primo grado. Anche nel giudizio in Svizzera, finalizzato all’iscrizione della Fondazione Enasarco nel registro dei creditori di Lehamn Brothers, alla fine di settembre 2015 il giudice ha dato lettura di una pre-sentenza, favorevole alla Fondazione. Si attende l’emissione della sentenza definitiva, prevista entro l’anno. In conclusione la Fondazione è finanziariamente e patrimonialmente in buona salute e destinata a valorizzare le prospettive positive negli anni a venire. Il CdA uscente lascerà all’entrante una Fondazione robusta e innovata, profondamente diversa da quella che spesso si tenta di descrivere.       

Tags: Dicembre 2015 Fondazione Enasarco

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