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40 anni di IDB

Claudio Giacobazzi, amministratore DELEGATO DI IDB

Nel 1976 una giovane donna di origine argentina fonda, in Italia, la prima società di intermediazione di diamanti da investimento, Intermarket Diamond Business, convinta che questo fosse l’unico strumento d’investimento in grado di proteggere il valore del capitale. Antinea de Rico voleva fare l’agente di cambio, ma la professione era interdetta alle donne: ripiegò sulla consulenza finanziaria presso l’Amincor Bank di Zurigo legata al Banco Ambrosiano.
L’idea di intermediare diamanti arrivò in seguito. Quando nel 1974 il crac trascinò nel gorgo anche il portafoglio dei clienti dell’Amincor Bank, gli unici investimenti a salvarsi furono quelli in diamanti. Antinea capì che queste pietre preziose, tagliate a gemma, di particolare purezza e colore, avevano il potere di conservare il valore del capitale anche in situazioni drammatiche. L’intuizione fu quella di offrire prima di tutto un servizio per investire in diamanti certificati e riconoscibili, per mettere al riparo una porzione del proprio capitale dalle turbolenze del mercato. Nel 1979 arrivarono i primi accordi di collaborazione con le banche: il miglior modo per investire in diamanti è attraverso il canale bancario.
Nella seconda metà degli anni 80 Claudio Giacobazzi, attuale amministratore delegato di IDB, approda in azienda. Antinea gli affida rapidamente la direzione commerciale e in breve tempo lo nomina consigliere d’amministrazione. Nel corso degli anni 90 IDB sviluppa i principali accordi con il canale bancario, nascono contratti di collaborazione con importanti istituti, tra cui il Credito Italiano, da cui prenderà forma la partnership con UniCredit. Mentre i crac Cirio, Parmalat e il default dei bond argentini insegnano al mercato che nessun titolo finanziario è scevro da rischi. Intanto s’insinuano le prime preoccupazioni sull’origine dei diamanti. Dall’Africa iniziano ad arrivare le prime conferme sull’esistenza di un traffico illecito di diamanti per scopi di guerra. IDB reagisce immediatamente e nel 1998, due anni prima dell’intervento ufficiale dell’Onu (2000), impone che i suoi fornitori certifichino l’origine delle pietre. Nessuna pietra di provenienza incerta è mai stata intermediata da IDB.
Nel 2008 fallisce Lehman Brothers. Le borse precipitano: ancora una volta, molti investitori vedono salvarsi una parte dei risparmi grazie a IDB.
Nel 2011 Claudio Giacobazzi diventa amministratore delegato di Intermarket Diamond Business: anno di forti turbolenze finanziarie, lo spread è fuori controllo. Un numero sempre crescente di italiani decide di tutelare il proprio patrimonio rivolgendosi a Intermarket Diamond Business, che raggiunge un record di collocamento del suo prodotto: oltre 180 milioni di euro in un anno. Per rendere il servizio sempre più dinamico ed efficiente, nel 2013 viene fondata IDB Intermediazioni srl, società dedicata all’assistenza del cliente nella fase post-vendita e, in particolare, nel disinvestimento. Due anni dopo la sua fondazione i tempi di ricollocamento erano positivamente diminuiti, arrivando a soli 45 giorni, rispetto ai 120 del mandato a vendere.
Nel 2016 ricorre il 40esimo anniversario della fondazione di Intermarket Diamond Business. La società, oggi 23 dipendenti, oltre ad una rete di referenti territoriali, collabora ormai con molti dei più importanti gruppi bancari italiani, e sono oltre 8 mila gli sportelli su tutto il territorio ad offrire il servizio di IDB. Quest’anno punta ad un nuovo record: collocare entro dicembre diamanti per oltre 200 milioni di euro.
Oggi Antinea de Rico, a seguito di un grave incidente, non segue più direttamente le attività della società. Ma lo spirito della sua iniziativa è impresso ancora dopo 40 anni dalla fondazione in ogni scelta aziendale: proteggere il capitale prima di ogni cosa.    

INTERMARKET DIAMOND BUSINESS COMPIE 40 ANNI DI ATTIVITÀ
Dal 1976, oltre 70 mila gli italiani che hanno trovato rifugio nei diamanti da investimento con IDB. L’AD Claudio Giacobazzi: «Siamo stati i primi e grazie a noi in Italia si è aperto un mercato che oggi è diventato più liquido e accessibile a tutti»


intermarket Diamond Business spa, leader in Italia nel settore dei diamanti da investimento, in occasione dei primi quarant’anni di attività, ha presentato i dati sulle transazioni nei primi 8 mesi dell’anno. Nel 2016 la richiesta di diamanti cresce e IDB stima che possa arrivare a fine anno a +40 per cento rispetto al 2015. I dati di IDB, che si occupa esclusivamente di diamanti da investimento attraverso il canale bancario, evidenziano un aumento del 35 per cento delle vendite, passate da 110 milioni di euro ai 150 milioni di euro dal 1° gennaio al 31 agosto. L’investimento alternativo in diamanti è già largamente diffuso in Italia, con una particolare concentrazione nelle regioni del Nord Italia.
«In quarant’anni di attività il mercato è cresciuto esponenzialmente, rispetto ai primi anni, quando il diamante da investimento era una scelta per pochissimi. Siamo stati i primi a proporre in Italia il diamante come bene rifugio, aprendo un mercato che oggi, lo dicono i numeri, è diventato più liquido e accessibile a molti–ha affermato l’AD Claudio Giacobazzi illustrando i dati–. Abbiamo collocato diamanti da investimento per un valore di oltre 1,5 miliardi di euro e ne abbiamo ricollocati per 140 milioni, offrendo i nostri servizi a oltre 70 mila risparmiatori. Grazie ai nostri sforzi e alla dotazione di nuove tecnologie, siamo riusciti a dimezzare i tempi di mercato per il ricollocamento, che è passato da 90 a 45 giorni».
IDB ha registrato volumi pari a 150 milioni di euro al 31 agosto 2016, per un totale di 7.500 operazioni, con un importo medio di circa 20 mila euro ciascuna, confermandosi il principale operatore ad offrire il fondamentale servizio di ricollocamento dei diamanti: solo da gennaio ad oggi circa 15 milioni di euro. Meno del 2 per cento dei diamanti presenti sul mercato mondiale possono definirsi da investimento per le caratteristiche di estrema purezza e qualità; i diamanti da investimento non si acquistano in gioielleria ma in banche convenzionate con intermediari qualificati.
I diamanti hanno garantito una protezione del capitale con rendimenti, registrati negli ultimi 30 anni, pari a circa 1,5 -2 punti percentuali sopra il tasso inflattivo. Il diamante non è un titolo finanziario né uno strumento d’investimento tradizionale per questo non è soggetto a forme di tassazione diverse dall’Iva. È un investimento di medio-lunga durata, con una prospettiva di almeno 5-7 anni.  


INTERMARKET DIAMOND BUSINESS
IDB nel dettagliodb è la società leader in Italia nel commercio dei diamanti d’investimento. Fondata a Milano nel 1976 da Antinea Massetti de Rico, IDB ha gestito in quarant’anni di attività transazioni per un valore complessivo di circa 1,5 miliardi di euro, in progressivo aumento. IDB tratta infatti solo pietre riconosciute, sigillate e certificate dai maggiori organismi internazionali operando esclusivamente attraverso il canale bancario.
IDB offre il servizio sull’investimento informando e guidando il cliente sia al momento dell’acquisto che in quello della rivendita, a prezzi pubblici. Per questo IDB è un market maker del settore consentendo così una maggiore liquidità del mercato. Le quotazioni dei diamanti trattati sono pubblicate regolarmente su Il Sole 24 Ore.
IDB è una società italiana indipendente. Gli attuali azionisti sono Antinea Massetti de Rico (80 per cento) ed Hile Trust (20 per cento). Il Consiglio di Amministrazione è composto da Claudio Giacobazzi (amministratore delegato), Fabio Malcovati (presidente), Diego Stefanel (consigliere) e Marco Novati (consigliere).
IDB ha accordi di distribuzione con: Gruppo UniCredit; Gruppo Banco Popolare; Gruppo Banca Popolare di Bari; Unipol Banca; Veneto Banca; Gruppo Carige e altri istituti minori.                      



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