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IL BOLLETTINO È PREISTORIA: IL SERVIZIO CBILL PORTA L’ITALIA NELLA NUOVA E IMPROROGABILE EPOCA DELLA «PAYVOLUTION»

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La digitalizzazione dei pagamenti rappresenta uno degli obiettivi primari nel processo di ammodernamento del nostro Paese.

Le imprese bancarie italiane, che lavorano da tempo in questa direzione, stanno investendo fortemente nella digitalizzazione e nell’offerta di strumenti di pagamento innovativi.
Ciò grazie alle infrastrutture condivise che l’industria bancaria stessa ha creato per rispondere prontamente alle evoluzioni nel mercato dei pagamenti. La principale è sicuramente l’infrastruttura gestita dal Consorzio CBI, creato nel 2008 sotto l’egida dell’ABI come «think thank» di innovazione precompetitiva per le banche italiane nel mercato dei servizi transazionali e a cui aderiscono circa 470 banche ed istituti di pagamento.
In questo contesto è nato il CBILL (www.cbill.it), servizio di visualizzazione e pagamento online in modalità multicanale e multibanca di utenze domestiche, ticket sanitari, multe, tributi, tasse ed altro ancora.
Il Servizio, realizzato dal Consorzio CBI e offerto in modalità competitiva dagli istituti finanziari consorziati, in tre anni dal lancio sta confermando l’apprezzamento da parte delle aziende che lo scelgono come canale di incasso e da parte dei cittadini, che sempre di più hanno necessità di strumenti di pagamento facili e sicuri, disponibili in mobilità.
In questo periodo oltre 150 aziende private - tra cui si citano Enel, TIM, Wind, Gruppo Veritas, Gas Natural, Sorgenia e molte altre - hanno scelto il Servizio CBILL per offrire ai propri cliente una modalità digitale semplice di pagamento di utenze gas, luce, acqua e altri servizi. A queste si aggiungono le ormai oltre 9.200 pubbliche amministrazioni (solo a titolo esemplificativo varie Regioni - Basilicata, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto - Province e Comuni, INAIL, ASL, scuole di vario ordine e grado, università e tanto altro) che attraverso l’adesione al nodo pagoPA emetteranno avvisi su pagamento per servizi e tributi - quali multe, tasse, ticket sanitari, mense scolastiche ed altri servizi erogati dalla P.A. stessa - ai cittadini, indicando il CBILL tra le modalità di pagamento. E molte altre stanno aderendo.
Ad oggi se quindi un cittadino ha un internet banking delle oltre 450 banche che offrono il servizio CBILL, può visualizzare ed effettuare pagamenti verso tutte le aziende e le P.A. sopra citate, e può farlo anche attraverso la filiale, l’ATM, l’App della propria banca, se essa ha già attivato questi ulteriori canali di pagamento per il CBILL. A fine settembre 2017 erano già state effettuate con il CBILL circa 7 milioni di operazioni di pagamento, per un controvalore complessivo di oltre 2 miliardi di euro.
Il Servizio CBILL è quindi anche l’attuazione del modello 3 di pagoPA (pagamento attivato da PSP). Significa che un cittadino può già utilizzare il CBILL per pagare gli avvisi di pagamento della pubbliche amministrazioni che lo hanno scelto come uno degli strumenti di pagamento digitali. Ciò garantirà un maggiore efficientamento del colloquio imprese bancarie-Pubblica Amministrazione, nonché la disponibilità per i cittadini di servizi di pagamento sempre più efficaci ed evoluti anche per gli avvisi di pagamento inviati dalla stessa.
Per milioni di famiglie e imprese italiane utilizzare il CBILL significa risparmiare tempo e denaro. Grazie a CBILL infatti, è possibile pagare i propri bollettini ovunque e in mobilità, evitando inutili code. Ciò supporta anche l’accessibilità e la fruibilità dei servizi bancari a fasce di popolazione con ridotte possibilità di deambulazione o con limitate disponibilità di tempo o logistiche. Senza dimenticare che, in più, c’è la garanzia che la propria banca esponga tutti i fatturatori aderenti al servizio e non solo quelli direttamente contrattualizzati.
Il Servizio CBILL è fruibile perciò dall’utente mediante diverse tipologie di canali: internet banking da PC, tablet, smartphone, mobile banking, sportello fisico e ATM. Il cittadino con CBILL ha un unico «cruscotto» per consultare e pagare online i propri debiti e gli avvisi di pagamento della P.A., abbattendo il rischio di doppio pagamento, perché l’utente che utilizza il servizio viene avvertito preventivamente se quel conto spesa è già stato pagato anche su altri canali.
Tra i vantaggi del servizio, vi è inoltre il calcolo automatico dell’importo dovuto anche dopo la scadenza del bollettino, funzionale ad esempio per chiudere la propria posizione debitoria relativa ad avvisi e cartelle di pagamento in caso di tributi, contributi e tasse non pagate.
Inoltre ciascun cittadino, grazie alla nuova funzionalità «estratto conto» del Servizio CBILL, potrà consultare tramite ATM ed internet banking l’estratto conto dei propri debiti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia). Tale servizio è offerto ad oggi solo da alcune banche, ma presto sarà attivo per quelle che offrono il CBILL. E proprio in tema di cartelle emesse dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, CBILL è una delle modalità per il pagamento delle rate per chi ha aderito alla procedura di «rottamazione».
Numerosi anche i vantaggi per i fatturatori, che con CBILL possono garantire maggiore valore all’utente con una nuova modalità di pagamento semplice, veloce e sicura, migliorando anche la tempestività e la trasparenza delle informazioni erogate ai cittadini. E ancora: semplificazione dei processi di riconciliazione contabile, riduzione degli errori, certezza dell’incasso (in quanto il pagamento non è revocabile), riduzione dei tempi di riscossione e possibilità di raggiungimento di un maggior numero di utenti online.
Il Servizio CBILL, come strumento elettronico di pagamento, favorisce altresì la riduzione nell’uso del contante e, pertanto, supporta anche gli obiettivi più generali di riposizionamento dell’Italia nella media europea nell’utilizzo di strumenti alternativi al contante stesso.
Infatti l’Italia è indietro rispetto al resto d’Europa: basti pensare che nel 2015 ancora il 56 per cento delle transazioni degli italiani erano in cash. Il contante costa al Paese, ed il costo per la sua gestione è quantificato dalla Banca d’Italia in 8 miliardi di euro l’anno: 133 euro pro capite contro gli 11 euro delle carte di credito e i 18 di quelle di debito. A questi numeri si aggiungono, secondo i calcoli del Politecnico di Milano e di Cartasì (che ora ha cambiato il proprio nome in Nexi), circa 1,2 miliardi di costi per i cittadini e 25 miliardi di evasione legata al cash.
Risulta, alla luce di tutto ciò, indispensabile fare cultura del digitale e accompagnare e stimolare il percorso di informazione sui pagamenti elettronici, ormai imprescindibile per l’Italia. CBILL lo sta facendo con una specifica campagna di comunicazione e con messaggi di sensibilizzazione sull’utilizzo dei pagamenti digitali, che abiliteranno l’efficienza e l’innovazione dei processi, con notevoli risparmi di costo ed investimenti anche pubblici, e che potranno costituire una delle basi per rilanciare il nostro Paese nel panorama europeo.   

 

Il Servizio CBILL, strumento elettronico di pagamento, favorisce la riduzione nell’uso del contante e supporta gli obiettivi più generali di riposizionamento dell’Italia nella media europea nell’utilizzo di strumenti alternative al contante stesso. L’Italia è indietro rispetto al resto d’Europa: nel 2015 ancora il 56 per cento delle transazioni degli italiani erano in cash. Il contante costa al Paese, ed il costo per la sua gestione è quantificato dalla Banca d’Italia in 8 miliardi di euro l’anno. A questi numeri si aggiungono circa 1,2 miliardi di costi per i cittadini e 25 miliardi di evasione legata al cash. È ormai imprescindibile fare cultura del digitale e accompagnare e stimolare il percorso di informazione sui pagamenti elettronici

Tags: pagamenti elettronici pagamenti pagamenti on-line Dicembre 2017 consorzio CBI CBILL

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