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LE CLASSIFICHE UFFICIALI AUMENTANO LO STREAMING PENALIZZANDO GLI EMERGENTI: ECCO UNA PROPOSTA DEL MEI

Si va contro i nuovi modelli di consumo. Le classifiche ufficiali eliminano lo streaming, si annulla la presenza degli artisti emergenti. Ecco la proposta del MEI-Meeting delle Etichette Indipendenti

È stato annunciato che a partire dal gennaio 2018 nel compilare le classifiche ufficiali non si terrà più conto dello streaming gratuito ma solamente di quello a pagamento. Questa novità non trova assolutamente d’accordo tutto il mondo della nuova musica emergente perché non fotografa l’andamento reale del consumo musicale italiano ed è destinato a cancellare dalle classifiche ufficiali tutta una serie di artisti che si sono fatti conoscere solo grazie allo streaming gratuito e tutta una nuova generazione di consumatori e fruitori di musica che ha nello streaming e in altre formule innovative il consumo di musica oggi.

Realizzare una classifica nella modalità proposta fa fare certamente un passo indietro al nostro Paese nell’innovazione e nel rapporto con le più giovani generazioni appassionate di musica, oggi che c’è sempre più bisogno di una maggiore connessione tra mondo della produzione musicale e pubblico. Inutile segnalare infatti che il fenomeno del rap e della trap e dei nuovi artisti indie pop e nuovi cantautori, che oggi fa altissimi numeri nei live, è emerso grazie allo streaming e non certo con quello a pagamento dato che il pubblico che ascolta questo genere di musica è composto per lo più da ragazzi molto giovani e giovanissimi che non hanno ancora a disposizione somme da investire nella musica. Ed è da qui che è partito il fenomeno esplosivo del nuovo mercato musicale indipendente italiano che oggi sta raggiungendo risultati straordinari in termini di quote di mercato.

Il MEI–Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, la storica kermesse della nuova musica che raduna ogni anno a Faenza centinaia di nuovi artisti con oltre 30 mila presenze, mantenendo tale classifica comunque utile, sostiene che potrebbe trovarsi per tale classifica un mix che dia il giusto peso anche allo streaming continuando a dare chanche nelle classifiche ufficiali ai giovani artisti emergenti. Oramai con la moltitudine di modalità di commercializzazione della musica oggi e la sua frammentazione in mille nicchie, non può più esistere una vera e propria classifica ufficiale, ma questa non può che essere la risultanza di un mix di tutte le classifiche che settimanalmente escono miscelando tutte le decine di diverse classifiche esistenti: da quella GFK fino alla nostra seguitissima IML Indie Music Like, solo per citarne due. Inoltre sarebbe utile – ma certamente di difficile realizzazione - una classifica unica che sommasse almeno mensilmente vendite fisiche e on line, streaming, air play tv e radio, passaggi sui media, merchandising, presenze ai concerti, show case e presentazioni gratuite, biglietti venduti ai live e al cinema e in altre occasioni, libri ed ebook venduti, presenze sui social e qualsiasi altra attività di commercializzazione e promozione dell’artista e delle sue produzioni così da aver mensilmente una fotografia più reale possibile degli artisti più “venduti” del mese.

 

 

 

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