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LA GENESI DI SEBASTIÃO SALGADO IN MOSTRA AD ANCONA

È aperta da un mese nella Mole Vanvitelliana di Ancona la mostra fotografica Sebastião Salgado. Genesi, esposta fino al 6 gennaio 2019 presso la Sala Vanvitelli.

Tema ricorrente dei lavori di Salgado è la salvaguardia del nostro pianeta e così anche in questo ultimo lavoro del più importante fotografo documentarista del nostro tempo si sottolinea la necessità di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia. Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro.

 Curata da Lélia Wanick Salgado su progetto di Amazonas Images e Contrasto, la mostra è promossa dal Comune di Ancona e organizzata da Civita Mostre. È un progetto iniziato nel 2003 e durato 10 anni, un canto d’amore per la terra e un monito per gli uomini. Con 245 immagini che compongono un itinerario fotografico in bianco e nero, la mostra, suddivisa in cinque sezioni che ripercorrono le terre in cui Salgado ha realizzato le fotografie: il pianeta Sud; i santuari della natura; l’Africa; il grande Nord; l’Amazzonia e il Pantanàl, racconta la rara bellezza del patrimonio unico e prezioso di cui disponiamo: il nostro pianeta.

"Isole South Sandwich", 2009, ©Sebastião Salgado/Amazonas Images/Contrasto

Lo scopo è immortalare un mondo in cui natura ed esseri viventi vivono ancora in equilibrio con l’ambiente. Una parte del suo lavoro è rivolto agli animali che sono impressi nel suo obiettivo attraverso un lungo lavoro di immedesimazione con i loro habitat. Salgado ha infatti vissuto nelle Galapagos tra tartarughe giganti, iguane e leoni marini, ha viaggiato tra le zebre e gli animali selvatici che attraversano il Kenya e la Tanzania rispondendo al richiamo annuale della natura alla migrazione.  

"Brasile", 2009, ©Sebastião Salgado/Amazonas Images/Contrasto

Un’attenzione particolare è riservata anche alle popolazioni indigene ancora vergini: gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana; i Pigmei delle foreste equatoriali nel Congo settentrionale; i Boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica; le tribù Himba del deserto della Namibia e quelle più remote delle foreste della Nuova Guinea. Il fotografo ha trascorso diversi mesi con ognuno di questi gruppi per poter raccogliere una serie di fotografie che li mostrassero in totale armonia con gli elementi del proprio habitat.

Le immagini di Genesi sono una testimonianza e un atto di amore verso la Terra: l’ultimo progetto di Salgado è un atlante antropologico del pianeta ma è anche un grido di allarme e un monito affinché si cerchi di preservare queste zone ancora incontaminate, per far sì che, nel tempo che viviamo, sviluppo non sia sinonimo di distruzione. 

"Kafue National Park, Zambia", 2010, ©Sebastião Salgado/Amazonas Images/Contrasto

“Genesi è la ricerca del mondo delle origini, come ha preso forma, si è evoluto, è esistito per millenni prima che la vita moderna accelerasse i propri ritmi e iniziasse ad allontanarci dall’essenza della nostra natura. È un viaggio attraverso paesaggi terrestri e marini, alla scoperta di popolazioni e animali scampati all’abbraccio del mondo contemporaneo. La prova che il nostro pianeta include tuttora vaste regioni remote, dove la natura regna nel silenzio della sua magnificenza immacolata; autentiche meraviglie nei Poli, nelle foreste pluviali tropicali, nella vastità delle savane e dei deserti roventi, tra montagne coperte dai ghiacciai e nelle isole solitarie. Regioni troppo fredde o aride per tutto tranne che per le forme di vita più resistenti, aree che ospitano specie animali e antiche tribù la cui sopravvivenza si fonda proprio sull’isolamento. Fotografie, quelle di Genesi, che aspirano a rivelare tale incanto; un tributo visivo a un pianeta fragile che tutti abbiamo il dovere di proteggere”. Lélia Wanick Salgado

Lélia e Sebastião hanno creato nello stato di Minas Gerais in Brasile l’Instituto Terra che ha riconvertito alla foresta equatoriale - a rischio di sparizione - una larga area in cui sono stati piantati decine di migliaia di nuovi alberi e in cui la vita della natura è tornata a fluire. L’Instituto Terra è una delle più efficaci realizzazioni pratiche al mondo di rinnovamento del territorio naturale ed è diventata un centro molto importante per la vita culturale della città di Aimorés, città che nel 1944 ha dato i natali a Salgado.

Immagine introduttiva: "Isola di Siberut, Sumatra, Indonesia", 2008-©Sebastião Salgado/Amazonas Images/Contrasto

 

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