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DA VENTE-PRIVEE NASCE VEEPEE, BRAND GLOBALE PER GLI M-SHOPPER

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Vente-privee, gruppo francese nato nel 2001 ideatore e leader delle vendite evento online, ha presentato il rebranding in Veepee: un unico brand globale concepito come un momento di felicità nella quotidianità degli oltre 72 milioni di soci, dei quali 12 milioni in Italia. È l’entertainment shopping: esperienze di acquisto che fanno leva sulla componente emotiva, uniche e coinvolgenti e con un’alta qualità dell’offerta. Veepee oltre a questo può offrire oltre 7.000 brand partner internazionali.

Veepee nasce in Francia nel 2001, rivoluzionando le modalità di acquisto con il concetto di flash sales online; nel 2018 ha realizzato un valore di vendita ai consumatori di 3,7 miliardi di euro netti. Le sue origini però risalgono al 1985 quando dall’attuale direttore generale e presidente Jacques-Antoine Granjon, e dal socio Julien Sorbac, viene fondata Cofotex, attiva nel destoccaggio di abbigliamento. L’avvento dell’adsl nel 2000 consente l’apertura di una boutique virtuale, sempre comprando dalle marche per rivendere online a prezzi vantaggiosi direttamente al cliente finale. Da tali premesse innovative si è sviluppato un modello di business pioniere dell’entertaining shopping, una modalità di consumo in cui l’acquisto si accompagna a intrattenimento, nuovi media e creatività digitale. I cardini chiave sono l’evento e l’esclusività, con la soddisfazione del cliente sempre al centro della strategia.

Dal 2006 Veepee intraprende una strategia di sviluppo europeo attraverso l’apertura del sito e di filiali in diversi mercati. Ed è così che nel 2015 acquisisce una quota di maggioranza della belga Vente-exclusive.com, seguita nel 2016 dall’acquisizione della svizzera E-boutic.ch, della danese Designers&Friends e della polacca Złotewyprzedaże.pl; in Italia invece approda nel 2008 ma è con l’acquisizione nel 2016 di Privalia che si espande anche in Spagna, Brasile e Messico. A fine 2018 anniovera quindi i sei diversi siti Vente-privee, Vente-exclusive, Privalia, Eboutic.ch, Designers&Friends e ZloteWyprzedaze attivi in Francia, Italia, Spagna, Germania, UK, Austria, Benelux, Svizzera, Danimarca, Polonia, Brasile e Messico pertanto, dopo aver consolidato le acquisizioni nel gennaio 2019, Vente-privee cambia ufficialmente nome diventando Veepee: da sito non specializzato dedicato alla vendita online di stock di grandi brand, è oggi un sito multi-specialista in tutti i settori in cui opera: moda, accessori, casa, sport, kids, beauty, viaggi e tempo libero, vini e gastronomia.
Importante da sempre in Veepee è una continua attività di innovazione: ad esempio, in Francia, l’azienda è partner di Station F, uno dei più grandi incubatori di start-up al mondo e tra i primi a lanciare nel gennaio 2017 l’acceleratore Vente-privee Impulse con l’intento di reinventare i codici del retail nella moda, settore storico e fulcro della sua identità. Grazie al proprio acceleratore, Veepee scommette sulle migliori start-up che immaginano soluzioni e servizi per arricchire l’esperienza online degli acquirenti nel settore del retail oppure innovazioni tecniche e servizi per la digitalizzazione e la trasformazione dell’esperienza di shopping. In Italia Veepee è inoltre tra i fondatori e parte del board di French Tech, un progetto del governo francese per sostenere lo sviluppo delle start-up ad alto potenziale e per stimolare e sostenere la crescita internazionale.

In Italia, nel 2018 il gruppo ha realizzato 4.000 flash sales e venduto 11 milioni di prodotti ai 12 milioni di iscritti. Collabora con 900 brand partner italiani, il 90 per cento dei quali venduti a livello internazionale. Nella sede di Milano, Veepee conta 200 dipendenti con un’età media di 32 anni, dei quali il 68 per cento è donna.

Andrea Da Venezia, head of marketing and communication, ha così descritto l’evoluzione in Veepee: “Il gruppo ha 20 anni e circa quattro anni fa è iniziata una logica di acquisizione di quelli che erano i competitor con lo stesso modello di business in Europa. Dopo tre anni però si è sentita la necessità di mettere ordine a un disordine, poiché avevamo sei piattaforme differenti e nove app ed era difficile comunicare un’unica identità di gruppo. Si è creata quindi l’esigenza di trovare un nome che fosse internazionale: Vente-prive era molto francese e poco pronunciabile all’estero, soprattutto messo in relazione con gli obiettivi a venire. Quindi del precedente nome, che era la sola piattaforma, si sono mantenute le iniziali ed ora Veepee è nome proprio del gruppo: nel logo la v è divenuta maiuscola e si è mantenuta la farfalla”.

Questo perché? “L’obiettivo è concentrare la comunicazione di tutta Europa all’interno del brand Veepee, per evitare la confusione dei precedenti diversi loghi, a causa della quale non era pensabile un piano di espansione. Oggi siamo presenti in 12 country in Europa e 2 in Sud America ma l’obiettivo futuro è sicuramente più ampio”. Da Venezia ci tiene a sottolineare che “il posizionamento persegue sempre l’obiettivo di rispondere a un desiderio e non a un bisogno. Infatti il modello di comunicazione dei nostri competitor, i quali in realtà rispondono a un bisogno, non può essere il modello Veepee, che spinge sulla wow experience e sulla componente emozionale. Lo scopo infatti non è tanto far accedere l’utente all’app perché già sa cosa comprare, che è un modello che hanno altri brand, ma far sì che ogni giorno venga a consultare i nostri canali per un desiderio, come può accadere ad esempio perché banalmente abbiamo prodotti in vendita in esclusiva e non più acquistabili altrove in quanto il retail tradizionale, finita la stagione, ritira l’invenduto per sostituirlo con nuovi articoli. La collezione ritirata a quel punto è accessibile e scontata solo sul nostro sito e chi non ha avuto tempo fino ad allora o non ha trovato la propria taglia la acquista online”.

Continua Da Venezia, stavolta sull’evoluzione prossima: “Il futuro è l’in shop: unire il database dei singoli negozi del brand per rendere accessibile online un prodotto. È un modello utilissimo soprattutto per il design, in quanto potrei avere un’azienda che ha più articoli in diversi negozi in Italia. Se si cercano quattro poltrone uguali bisognerebbe andare in più negozi o addirittura in città diverse, comprando online invece si salta questo passaggio”. Funzione di facilitatore e aggregatore quindi? “Certamente, ma aggiungerei anche un acceleratore del desiderio. Rendiamo accessibile qualcosa che prima non lo era. Concetto che poi è stato alla base di Vente-prive, ossia il lusso accessibile: comprare qualcosa la stagione successiva ma al 50 per cento”

“Per il gruppo il 2019 segna un punto di svolta con il reveal del nuovo brand europeo, Veepee” ha dichiarato Fabio Bonfà, regional manager Veepee southern Europe and Latam. “Il rebranding è il simbolo del successo dell’integrazione avvenuta a seguito delle acquisizioni che abbiamo portato avanti negli ultimi anni e della creazione di una cultura aziendale comune. Questo cambiamento strategico corrisponde alla nostra volontà di metterci in relazione con i brand presenti in tutta Europa e di offrire loro un valore unico che incontri le diverse esigenze, dalla vendita degli stock fino allo sviluppo della notorietà, dei dati e del traffico. Il tutto creando sempre esperienze coinvolgenti e uniche per i consumatori attraverso la qualità dell’offerta e della shopping experience”. Bonfà ha inoltre specificato che Veepee collabora con oltre 900 brand italiani, venduti nel 90 per cento dei casi a livello europeo contribuendo così alla loro espansione in nuovi mercati, allo sviluppo dell’awareness e al rafforzamento del loro posizionamento.

A livello globale, il gruppo ha registrato nel 2018 un fatturato di 3,7 miliardi di euro, una crescita del 12 per cento rispetto al 2017 e per la prima volta, nel 2018 il 50 per cento del fatturato è stato generato dalle vendite al di fuori del mercato francese. L’Italia risulta essere uno dei migliori mercati in termini di performance con un business b2c in crescita a doppia cifra, segnata dal +25 per cento di fatturato 2018 rispetto all’anno precedente.

Nella società odierna, i consumi online e offline si integrano sempre di più e l’utente passa in maniera fluida da un canale all’altro:è questo che emerge da una ricerca Brandvalue presentata in occasione del rebranding. L’80 per cento degli intervistati in Italia pensa che l’online sia un acceleratore degli acquisti offline, non un concorrente. Il 38% degli acquisti offline sono decisi identificando brand e prodotti online dove non ci si informa soltanto ma si ricerca sempre più divertimento, evasione e piacere con la conseguente crescita di tutto ciò che riguarda le industry fashion, luxury, beauty e viaggio. Si tratta di un primo dato che segnala il passaggio da una logica del dovere, in base alla quale ci si informa online su ciò che si deve sostituire, a una prevalente logica del piacere, per cui si naviga per ricercare un sogno. Questa tendenza emerge in maniera evidente nelle fasce alte del fashion e nel travel, con la ricerca soprattutto di nuove modalità di acquisto on-line, ritenute più discrete, ma anche nuove e più emozionanti. Ciò è valido specialmente per il segmento premium, per lo più donne over 40 inseguite e coccolate in negozio e abituate alla ritualità del lusso. Con la fine del periodo della grande crisi moderna, tra il 2006 e il 2015, sta emergendo chiaramente un passaggio socio-culturale nella società italiana: la fine dell’era del cocooning, con l’investimento nel privato e l’accumulo di beni materiali fine a sé stesso, e l’ingresso dirompente nell’era dell’esplorazione che fa emergere la voglia di spostarsi e di scoprire il mondo, e questa forma mentis tipica della generazione Z e dei millennials sta contagiando anche le classi anagrafiche più adulte e “stabili”.

E con il rebranding, Veepee intende intercettare queste tendenze. “Wowing your days è la nuova, forte identità di Veepee. Attraverso le offerte quotidiane risveglia nei soci l’interesse e il desiderio per un brand in un contesto creativo di entertainment shopping che stimola l’acquisto d’impulso”. Il 69 per cento dei soci di Veepee ha ammesso di aver scoperto almeno un nuovo brand durante la sua ultima visita e, nel 58 per cento dei casi, di aver finalizzato l’acquisto senza averlo inizialmente programmato.Se per il consumatore il valore aggiunto di un’esperienza d’acquisto è nei new essentials, l’effetto wow di Veepee è legato al fine tuning con i desideri dei consumatori”, conclude Da Venezia.

Veepee in Francia inoltre ha lanciato Veepeez, una nuova app complementare a Veepee e pensata per raggiungere il target millennials e generazione Z, presentando una selezione dei brand lifestyle più amati dai queste categorie. Inoltre offre un’esperienza di social shopping: gli utenti possono creare il proprio team di shopping lovers, condividere i prodotti che più amano, chiedere suggerimenti e accedere a promozioni esclusive, come un gruppo di acquisto.

 

Tags: commercio comunicazione digitale app startup eCommerce digital giugno 2019 brand

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