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NUOVO ALFABETO TURISTICO PER COURMAYEUR CHE PRESENTA LA STAGIONE INVERNALE

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È stata presentata a Milano la nuova stagione invernale 2018-2019 di Courmayeur, il comune valdostano appena entrato a far parte del circuito Best of the Alps, tredicesima stazione a farne parte e insieme a Cortina d'Ampezzo l'unica italiana. Non poteva che essere così: il comune valdostano infatti ospita nel suo territorio, condividendola con il francese Chamonix, la cima più alta d'Italia e d'Europa con i suoi 4.810 metri. Stiamo ovviamente parlando del Monte Bianco, destinazione per ogni genere di appassionati ma soprattutto per i turisti dediti a sport, natura, benessere, bien vivre, vita all'aria aperta.

Nelle parole di Andrea Farinet, presidente di CSC Courmayeur, società in house del Comune per turismo, sport e marketing territoriale, e dell'assessore al Turismo Ivano Giulio Parasacco, la nuova stagione invernale viene descritta come un "alfabeto che inizia con la A di ambiente: ai piedi del Monte Bianco certo si gode di una natura incontaminata che vale decisamente la pena esplorare con una guida alpina. Ma non solo: è anche cura per l'ecosistema e ricerca della sostenibilità. Proprio oggi infatti è stata presentata all'Ecomondo di Rimini la Carta internazionale per gli eventi sportivi sostenibili, detta anche 'Carta di Courmayeur' poiché qui sottoscritta nel settembre scorso". La Carta ha lo scopo di tenere a mente la fragilità dell'ambiente in cui si organizzano manifestazioni, specialmente outdoor, come anche la vulnerabilità del territorio alpino e montano anche rispetto ai cambiamenti climatici, ed è stata firmata in occasione del decennale del Tor des Géants, “giro dei giganti” in valdostano, il trail più duro del mondo con i suoi 330 chilometri di lunghezza e 24.000 metri di dislivello.

"La B di benessere -continuano i relatori- rimanda non solo ai trattamenti spa per una remise en forme ma anche a uno stile di vita sano e allo sport vissuto all'aria pura, in un luogo dove l'offerta sportiva è davvero tanta, e che in questa ultima stagione estiva da poco conclusa ha visto dominare le due ruote, dalla mountain alla fat bike. Ora è il momento di freeride e scialpinismo, con l'ausilio della Società delle Guide Alpine, o anche di attività esclusive come l’heliski, praticabile in zona solamente a Courmayeur. Riguardo la C di cultura, il riferimento è alla definizione che ne ha dato lo scrittore Pontiggia, nel senso più nobile del termine, ossia quello che rimane quando finiscono il nozionismo e l'erudizione. La cultura per Courmayeur è la cultura della comunità e dell'ospitalità, delle baite e delle 'case', come noi chiamiamo gli hotel". Risalgono infatti al 1785 i primi ostelli censiti, e ora ammontano a quasi 3.600 i posti letto per 225 anni di accoglienza in quelli che si pregiano essere "hotel di famiglia", di proprietà di famiglie di albergatori che si tramandano la professione e stabiliscono uno stretto legame tra le loro case e i visitatori che ospitano. Inoltre, ci sono altri 3.100 posti letto extra-alberghieri, ossia rifugi, b&b, affittacamere.

Usciti dagli alberghi ci si può quindi dedicare a molteplici attività ma chi proprio ha bisogno di una bella scossa trova in Courmayeur la capitale del trail: grazie alle particolari condizioni territoriali e ambientali la cittadina è divenuta un notevole centro aggregativo per gli amanti di questo sport nato negli Stati Uniti. Qui infatti si svolgono le più importanti gare internazionali di questa specialità, a partire dalla celeberrima UTMB, l'Ultra-Trail du Mont Blanc, che si svolge sui tre versanti francese, italiano e svizzero del Monte Bianco su una distanza di 166 km e 9.400 metri di dislivello positivo. Courmayeur inoltre è il punto di congiunzione tra l’alta via n.1 e l’alta via n.2, gli itinerari escursionistici in cui si svolge il Tor des Géants, vero ambasciatore di queste corse.

"Vale la pena venire anche solo per vederne gli arrivi e come l'UTMB è propedeutica al giro del Monte Bianco così spingiamo perché chi non ha velleità agonistiche venga in Val d'Aosta a percorrere le alte vie". A parlare così è Alberto Motta, del comitato organizzatore, che peraltro si raccomanda di "lasciare solo le impronte dei piedi": spiega infatti che sono ben 108 le nazioni rappresentate in gara. Spiega: "L'ultra-trail richiede molto impegno ma di contro si riceve anche molto, soprattutto a Courmayeur che ospita la parte più bella di percorso; da un punto di vista organizzativo poi apporta il 40 per cento. Ed è sede di partenza delle sorelle minori TDS ("Sur les traces des ducs de Savoie") e CCC (Courmayeur-Champex-Chamonix) nonché della YCC ("Youth Chamonix-Courmayeur"), pensata appositamente per i nati tra il 1997 e il 2005. È evento estivo ma vive tutto l'anno con un picco tra dicembre e gennaio per via della chiusura delle iscrizioni. Impegnativo anche il Tor de Géant, dove i giganti sono il Monte Bianco, il Gran Paradiso, il Cervino e il Monte Rosa: una gara di 350 km e un tempo massimo per concluderla di 150 ore e che compie il periplo della regione veicolando il nome di Courmayeur e della Val d'Aosta in tutto il mondo. L'ultra-trail vuole essere sempre più green e in tal senso è stata siglata una collaborazione con il WWF francese per riconciliare l'attività sportiva con ambiente e biodiversità, tra cui la messa al bando dei piatti monouso per usufruire dei pasti. Ben si sposa quindi con l'abc di Courmayeur sulla sostenibilità come anche sulla cultura alpina che si respira in baite e rifugi".

Motta non nasconde una certa soddisfazione nel parlare dell'ultima creatura, il Tor de Glaciers del prossimo settembre 2020, nato per celebrare la decima edizione del Tor des Géants e riservato solo a cento ultra-trailer: "una gara di 450 km con dislivello di 32.000 metri che si snoda lungo le alte vie dimenticate 3 e 4, da condurre in assoluta autonomia. Pensavamo non avremmo trovato cento atleti così pazzi ma alla fine se ne sono iscritti 140 e abbiamo dovuto rifiutare gli ultimi 40". 

Per vivere la montagna in sicurezza, anche per eventi corporate, si può affidarsi alle guide alpine, dal 1850 la prima società costituitasi in Italia (e seconda al mondo), nonché la più grande per associati; scopo della quale è andare in montagna e divulgarne gli aspetti con passione per essa. Nella casa delle guide di Courmayeur si trova inoltre una parte dell'esposizione del Museo Alpino Duca degli Abruzzi dove è possibile apprendere la storia delle spedizioni, a cominciare da quella sponsorizzata dal ginevrino Horace Bénédict de Saussure che, offrendo nel 1760 un premio, consentì la prima ascensione al Monte Bianco nel 1786, riuscita al medico Michel Gabriel Paccard e al cercatore di cristalli Jacques Balmat e finendo con la cittadinanza onoraria del Monte Bianco conferita da Courmayeur e Chamonix nel 2010 a Walter Bonatti, e solo ed unicamente a lui e mai più a nessun altro.

Per chi invece desidera imparare sci e snowboard, le scuole di sci sono due: la Monte Bianco e la Courmayeur, con classi però a numero chiuso per puntare sulla qualità dell'insegnamento.

Ai concetti di sport per tutti e ospitalità inclusiva fa eco inoltre il riconoscimento tributato alla valle del Monte Bianco come "comunità europea dello sport 2021", la cui targa è stata consegnata i primi di novembre nel corso di una cerimonia a Roma nella sede del Coni. 

Appuntamento quindi il 7 dicembre con il "welcome winter", la serata inaugurale della stagione, che vedrà eventi diversi tra cui l'accensione dell'albero di Natale, e tante novità tra cui il weekend del 6-9 febbraio dedicato alla creatività e al design.

 

Nella foto: l'assessore Parasacco tiene tra le mani una grolla, simbolo dell'amicizia; Claudine David, che cura la comunicazione di CSC, un cristallo; il presidente CSC Farinet una picozza, simbolo della salvezza in cordata.

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