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NUOVO CORSO PER CEAS, SOCIETà DI INGEGNERIA INTEGRATA

CEAS, società di ingegneria presente sul territorio milanese da 40 anni, ha presentato durante una conferenza online gli ultimi progetti cui ha preso parte per evidenziare come, grazie a una squadra di circa 40 tra ingegneri, architetti e personale di staff, persegua integrazione delle competenze, multidisciplinarietà, tutela dell’interesse comune per operazioni che vanno dalla progettazione al collaudo, dalla consulenza alla direzione lavori. Dal 1980, anno in cui la società viene fondata da alcuni ingegneri specializzati nel calcolo strutturale, provenienti dallo studio Finzi Nova Castellani, CEAS ha rafforzato la propria esperienza professionale grazie allo sviluppo di competenze specialistiche e ora si pone come un “advisor to build the future”, come riporta il payoff.

Da qui nel 2018 la decisione di affidare il total branding della società a Carmi e Ubertis, che per il logo ha tratto ispirazione da “Cerchio, triangolo e quadrato (L’universo)” del monaco buddhista Sengai Gibon (1750-1837), evidenziando nell’intera comunicazione la compiuta trasformazione da società specialistica a integrata, che ora si muove dalla multimedialità alla crossmedialità, per sottolineare il passaggio dalla ricerca all’innovazione nell’evoluzione da concetto a progetto. Ecco, i progetti. Quali sono quelli portati ad esempio di questo percorso pluriennale? Fondazione Prada, Eataly Smeraldo, quartiere Porta Nuova Garibaldi a Milano; Eataly Green Pea e il grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino.

Socio, presidente del cda e direttore tecnico CEAS, Patrizia Polenghi della Fondazione Prada (direzione lavori generale e specialistica su concept design a firma OMA di Rem Koolhaas) ricorda la soddisfazione ma prima, inevitabilmente, “l’iniziale difficoltà causata dal fatto che in un luogo del genere ci sono variabili spaziali infinite e il committente dichiara non come vuole il progetto finito bensì l’emozione che desidera provare in quel luogo” (qui sotto, nella foto di Jacques Pion).

 

 

È invece il socio fondatore e presidente dell’ordine degli ingegneri milanese Bruno Finzi a descrivere il lavoro che c’è stato intorno a Porta Nuova – Garibaldi (committente Hines Italia SGR, concept design di Pelli Clarke Pelli architects, Piuarch, Land), una riqualificazione urbana ed architettonica all’interno del centro direzionale di Milano per riunire Porta Nuova, le ex-Varesine, Porta Garibaldi e Isola: 290.000 mq. “Abbiamo avuto due ruoli: la direzione dei lavori di ingegneria strutturale a Garibaldi, dove l’edificio ‘podio’ collega le basi dei tre edifici a torre; e per ATM l’ottimizzazione del layout del parcheggio pubblico interrato. L’idea vincente è stata portare la piazza più in alto di due livelli rispetto la strada: ora è un’icona ma si doveva comprendere come convivere con le esigenze tecniche derivanti dalla legislazione in materia. Quindi per il disegno dell’areazione abbiamo proposto tre grandi occhi ‘cannocchiali’ verso i piani interrati, eliminando le griglie (sotto, nella foto di Jacques Pion). Questa è rigenerazione: mi piace tornare all’aspetto di usufruibilità di una consegna anticipata rispetto l’opera principale, come nel caso del tunnel ‘via del nord’ prima del completamento della torre, con un cantiere durato cinque anni. Ma abbiamo consegnato prima la galleria poiché era meglio che l’interruzione dell’asse principale; questo ci ha consentito di restituire un parco pubblico”. Non finisce qui: “Ora riguardo Pirelli 35 il committente Coima ci ha messo al tavolo con gli studi di architettura Snøhetta e Park Associati: anche in questo caso viene riunita una piazza. In questo contesto abbiamo un ruolo interessante: seguiamo monitoraggio e manutenzione di elementi sensibili quali passerelle, facciate, vetrate, smorzatori, isolatori”.

 

 

Diverso il discorso per Eataly, come racconta il socio e direttore generale Mauro Savoldelli: “Ora Eataly apre al format degli articoli non-food, un green retail park legato a temi quali ecologia e sostenibilità, dedicato alla vendita di beni durevoli realizzati attraverso un ciclo rigorosamente ecologico. Nel 2012-2014 ci siamo occupati di Eataly Smeraldo a Milano, con l’obiettivo di massimizzare l’efficienza del negozio; per noi un progetto senz’altro sfidante, essendo un teatro che doveva divenire centro commerciale. Nel 2017 invece ecco il progetto Eataly Green Pea a Torino, per cui abbiamo offerto servizi di ingegneria strutturale e geotecnica. Per Eataly Smeraldo, l’obiettivo era ripetere il successo già replicato; a Torino invece è creare il primo concept store”.

Ormai ultranoto edificio torinese è il grattacielo Intesa Sanpaolo (committente Jacobs Italia, concept design Renzo Piano): per i suoi 160 metri di altezza i servizi offerti sono stati di ingegneria strutturale e BIM. “39 piani fuori terra e 6 interrati, acciaio-calcestruzzo: il BIM - building information modeling - era indispensabile”, racconta il project manager Luca Rossini. “Una cosa mai fatta prima in Italia, un modello con un applicativo ad hoc per la gestione del ciclo di vita dell’edificio: un approccio che ha contribuito al conseguimento della certificazione BIM da parte di CEAS”. La torre è l’edificio più sostenibile d’Europa, con certificazione LEED Platinum nelle due categorie “nuove costruzioni” e “gestione sostenibile dell’edificio”. Il grattacielo Intesa Sanpaolo è ventilato naturalmente poiché oltre alla doppia facciata anche solai e tegole sono orientati in modo da essere canali di aerazione per convogliare i venti della Val di Susa che da nord scendono verso Torino; concorre inoltre la serra bioclimatica con alberi a medio fusto che impedisce che le radiazioni solari si accumulino. È alimentato esclusivamente da fonti rinnovabili, illuminato a led, con raccolta dell’acqua piovana. E ciò ci ricollega anche con il dibattito sull’idoneità statica della facciata, nuovo aspetto dell’ingegneria in Italia.

Il socio e direttore generale Mauro Savoldelli evidenzia: “L’approccio BIM alla progettazione e all’esecuzione viene in aiuto all’integrazione delle competenze, permettendo una maggiore condivisione delle informazioni e immergendo tutti gli stakeholder in una dimensione virtuale in grado di proiettare il progetto nel futuro, sperimentando virtualmente ed evitando possibili errori nelle fasi di esecuzione e successive. Il BIM è il catalizzatore che accelerando la comunicazione, rende sempre ‘accessibile’ il progetto, in condivisione con tutti i portatori di interesse. Ecco che allora la collaborazione, pilastro fondante del building information modeling, diventa anche stimolo per progetti migliori e garanzia di crescita delle società di ingegneria e di architettura, capaci insieme di grandi sfide ai mercati internazionali. Crediamo che il BIM sia il futuro, soprattutto per velocizzare le fasi burocratiche di ogni opera e per dialogare con le amministrazioni pubbliche”.

Con più di mille progetti realizzati, CEAS è oggi un partner specializzato. Tra le tipologie di destinazione d’uso dei progetti realizzati tra il 2017 e il 2019, l’84% è rappresentato dall’edilizia e l’urbanistica, seguite dalle infrastrutture di trasporto (9%) e dall’industriale (7%). La progettazione invece, è certamente l’asset principale dell’azienda con un income che si attesta al 60% rispetto al valore della produzione complessiva, che ha avuto un incremento pari al 136% tra il 2017 e il 2020, con un valore che nel 2020 si è attestato a 2.28 milioni di euro. Il fatturato globale dell’azienda invece ha avuto un incremento totale pari al 28% negli ultimi 7 anni. La presenza di committenti diversificati tra cui investitori, società immobiliari, privati (78%), società di ingegneria pura (8,9%), general contractor (7,2%), pubblica amministrazione (6,3%) ha incentivato l’ampliamento dell’offerta dei servizi. Dal 2016 infatti oltre ai tradizionali servizi di ingegneria (strutturale, edile, geotecnica, sicurezza) e di project management, CEAS esegue anche progettazione BIM per la gestione digitalizzata e integrata delle caratteristiche geometriche e informative della costruzione, ottimizzando costi e tempi di realizzazione dell’opera.

“Etica, formazione, visione e innovazione sono i pilastri su cui poggia la storia di CEAS. L’obiettivo è il progetto, perché nella realizzazione dei progetti i paradigmi diventano realtà e producono i loro effetti. È indispensabile un’analisi continua del contesto e un confronto costruttivo con tutti gli stakeholder coinvolti, per comprenderne a pieno e soddisfarne le relative esigenze. La filiera delle costruzioni sta rapidamente evolvendosi, coinvolgendo tanti attori e per raggiungere l’obiettivo adottare un approccio multidisciplinare è indispensabile: coordinamento generale e contributo di ogni singolo specialista ed attore coinvolto contribuisce al successo del progetto”, conclude Patrizia Polenghi.

Tags: progetto comunicazione digitalizzazione ingegneria energia rinnovabile Intesa Sanpaolo grattacieli sostenibilità Milano architettura ATM Torino Eataly progettazione architetti brand Novembre 2020

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