Il nostro sito usa i cookie per poterti offrire una migliore esperienza di navigazione. I cookie che usiamo ci permettono di conteggiare le visite in modo anonimo e non ci permettono in alcun modo di identificarti direttamente. Clicca su OK per chiudere questa informativa, oppure approfondisci cliccando su "Cookie policy completa".

  • Home
  • Articoli
  • Articoli
  • il ruolo del cittadino-consumatore nell’ambiente: responsabilità, senso civico e partecipazione attiva

il ruolo del cittadino-consumatore nell’ambiente: responsabilità, senso civico e partecipazione attiva

di Paolo Vigevano, presidente e amministratore delegato della società pubblica Acquirente Unico

A partire dalle crisi petrolifere degli anni 70 e, a seguire, negli ultimi decenni, si è andata affermando la consapevolezza della necessità di modelli di consumo e di stili di vita sempre più attenti ai vincoli di uno sviluppo sostenibile per contrastare l’esaurimento delle risorse naturali e l’inquinamento dell’ambiente. Negli ultimi anni, con l’aggravamento della situazione economica mondiale, si è ancor più accentuata l’attenzione ad un consumo più razionale e consapevole. Saper gestire e utilizzare al meglio le risorse naturali, dal territorio alle materie prime e all’energia, è ormai un imperativo obbligato sia per i Paesi industrializzati che per quelli emergenti, per garantire la sopravvivenza stessa dell’intero eco-sistema.
In questo contesto un importante ruolo può essere svolto dal consumatore, con un approccio maggiormente consapevole nelle sue scelte che consenta di indirizzare, per quanto possibile, il mercato verso una maggiore equità e trasparenza per uno sviluppo economico e sociale realmente sostenibile.
Dopo decenni di consumismo, i grandi agglomerati urbani si trovano spesso davanti a vere e proprie emergenze socio-ambientali, derivanti dalla questione della raccolta e smaltimento dei rifiuti. In Italia, peraltro, il fenomeno ha raggiunto livelli particolarmente preoccupanti, visto che il ricorso alla raccolta differenziata e al recupero di materiali e di energia è mediamente inferiore al livello raggiunto in altri Paesi dell’Unione Europea.
Per colmare questa lacuna, occorre promuovere una maggiore responsabilizzazione dei cittadini, oltre ad un’informazione mirata e costante, intervenendo con meccanismi tendenti a premiare i comportamenti corretti e a penalizzare quelli che causano maggiori costi alla collettività. Se l’obiettivo primario è ridurre la quantità di rifiuti prodotti, si dovrebbe collegare il più possibile la raccolta differenziata al principio secondo cui chi produce meno rifiuti meno paga per i servizi ambientali urbani. L’attuale parametro impositivo da parte dei Comuni è molto spesso, invece, la potenziale attitudine a produrre rifiuti, intesa come funzione degli spazi occupati dalle abitazioni e dalle attività economiche. Troppe poche amministrazioni hanno previsto uno sconto sulla tassa dei rifiuti per i cittadini che attuano la raccolta differenziata.
In altri settori, come per esempio la fornitura di un servizio essenziale per la collettività come quello dell’energia elettrica, già da tempo e con sempre più trasparenza ed efficienza del settore le tariffe sono strutturate per premiare il comportamento virtuoso del consumatore. La bolletta è, infatti, calcolata sulla base sia della quantità di energia prelevata che delle fasce orarie di consumo: in questa maniera il costo del servizio è legato al costo di produzione e trasporto dell’energia elettrica. Nel nostro Paese, peraltro con dinamiche in linea con quelle riscontrate negli altri Paesi europei, la figura del tradizionale utente elettrico sta mutando verso quella di un soggetto attore di mercato, sempre più responsabile e cosciente delle proprie scelte.
A seguito della liberalizzazione e privatizzazione del settore elettrico, l’assetto del mercato italiano, riconosciuto come best practice a livello europeo, coniuga logiche di promozione della competizione tra imprese e tutela dei consumatori vulnerabili. In questo contesto, il consumatore elettrico italiano va acquisendo sempre maggiore fiducia nei benefici che può ricavare sia dalla liberalizzazione con l’esercizio del suo diritto di scelta del fornitore più vantaggioso, sia da una migliore conoscenza dell’uso efficiente dell’energia per contenere i propri consumi. Peraltro con la grande diffusione degli impianti di produzione da fonti rinnovabili, il paradigma è ulteriormente cambiato, con il consumatore domestico che è diventato anche produttore di energia grazie ai pannelli installati sul proprio tetto o a piccole pale eoliche. Inoltre, all’interno dello scenario appena descritto, bisogna porre l’attenzione alle logiche della concorrenza che si sono proficuamente saldate con i principi di gratuità e di solidarietà sociale, dal momento che vengono utilizzati come strumenti dei «bonus» bolletta, riconosciuti alle famiglie economicamente disagiate o con persone affette da gravi patologie per sostenere le spese di un bene essenziale come l’energia.
Per tutto ciò, per uno sviluppo eco-sostenibile nell’agenda politica del prossimo Governo su energia e ambiente, deve trovare maggiore spazio il crescente coinvolgimento dei cittadini, al fine di renderli sempre di più attori-comprimari al fianco delle istituzioni e degli operatori di mercato, anche per quanto riguarda la realizzazione delle grandi infrastrutture al servizio della comunità.   

Tags: Maggio 2013 consumatori energia rinnovabile Acquirente Unico sostenibilità energia energia elettrica elettricità ecosostenibilità natura bollette

© 2017 Ciuffa Editore - Via Rasella 139, 00187 - Roma. Direttore responsabile: Romina Ciuffa