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il rapporto uif sul riciclaggio e il finanziamento del terrorismo

di Antonio Marini

Nello scorso luglio l’UIF, Unità di Informazione Finanziaria, ha trasmesso al ministro dell’Economia e delle Finanze, per il successivo inoltro al Parlamento, il Rapporto sull’attività svolta nel 2012 per fronteggiare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. Dal Rapporto si evidenzia l’intensa attività svolta dall’Unità sia sul versante internazionale nelle molteplici sedi nelle quali si promuove il continuo affinamento degli strumenti di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, sia su quello interno, che continua a registrare una notevole crescita del flusso delle segnalazioni di operazioni sospette.
Nel 2012 le segnalazioni di operazioni sospette sono state circa 67 mila, il 36,6 per cento in più rispetto all’anno precedente. Circa 170 di esse hanno riguardato sospetti casi di finanziamento del terrorismo; oltre il 96 per cento, pari a circa 65 mila, proviene da banche e intermediari finanziari. Le segnalazioni dei professionisti e delle imprese non finanziarie sono aumentate da poco meno di 500 a 2.400, principalmente per effetto delle segnalazioni dei notai, cresciute dell’80 per cento.
La regione da cui proviene il maggior numero di segnalazioni di operazioni sospette è la Lombardia con il 19 per cento del totale, seguita da Lazio e Campania, ciascuna con il 12 per cento del totale. In collaborazione con il Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale - principale organismo internazionale attivo nel contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione delle armi di distruzione di massa -, l’UIF ha individuato e attivato le opportune misure regolamentari e organizzative finalizzate a fronteggiare il flusso crescente delle segnalazioni.
A tal fine essa si è impegnata in una profonda revisione dei processi operativi attraverso l’adozione di criteri e di strumenti che consentano di graduare l’ampiezza e la profondità delle analisi al livello di rischio delle singole segnalazioni. Notevoli, anche sotto questo profilo, sono le opportunità offerte dal nuovo sistema informatico di raccolta e gestione delle segnalazioni di operazioni sospette attraverso la rete internet, interamente realizzato all’interno della Banca d’Italia. Sempre più ambiziosi obiettivi si intendono conseguire con l’attuazione del progetto di Data Warehoure, che consentirà un migliore sfruttamento del patrimonio informativo dell’Unità.
Per il 2012, inoltre, è stata avviata una serie di attività miranti a migliorare la qualità delle segnalazioni attraverso un ciclo di incontri con singoli soggetti obbligati, per favorire l’apprendimento di tutte le potenzialità del nuovo sistema segnaletico. L’analisi sulle segnalazioni, l’osservazione del sistema e le verifiche ispettive hanno consentito di continuare nell’opera di elaborazione e di diffusione di schemi e modelli di comportamento anomalo sul piano economico finanziario. Il 16 marzo 2012 sono stati resi pubblici gli schemi relativi al contratto di factoring, alle frodi fiscali e a quelle delle fatturazioni. Durante il periodo in esame si è intensificata la collaborazione con l’Autorità giudiziaria che ha riguardato, tra l’altro, indagini su riciclaggio di proventi da illecito impiego di rimborsi elettorali, da appropriazione indebita, da corruzione, da manipolazione del mercato, da raccolta abusiva del risparmio.
La collaborazione con l’autorità giudiziaria si è dimostrata proficua, in quanto l’analisi finanziaria svolta in relazione a fattispecie oggetto di indagine ha consentito di approfondire la conoscenza di nuove tecniche e modalità operative di riciclaggio. Proprio tale collaborazione ha reso possibile utilizzare e arricchire le informazioni acquisite ai fini dell’elaborazione di nuovi schemi di comportamento anomalo in materia di factoring. Proficua è stata anche la collaborazione con le Financial Intelligence Unit estere, che si è confermata una fonte privilegiata di informazioni ottenute con rapidità tramite strumenti di trasmissione efficienti e riservati.
I risultati ottenuti sono stati significativi sia sul piano dello svolgimento dei compiti istituzionali, sia su quello organizzativo, con il conseguimento di progressivi rilevanti guadagni di efficacia, produttività ed efficienza operativa. Il volume degli scambi di informazioni è sensibilmente aumentato, grazie anche al Gruppo Egmont, l’organismo che raggruppa oltre 130 FIU, ossia Financial Intelligence Unit tra cui la UIF e l’AIF, e che ha registrato un ulteriore ampliamento del numero delle Unit aderenti.
L’estensione globale dell’Organizzazione, in costante espansione sin dal suo avvio nel 1995, si è riflesso nelle Raccomandazioni del GAFI, le quali hanno disposto che le FIU debbano compiere i passi necessari per divenire membri del Gruppo, uniformandosi ai suoi standard. A questo proposito va precisato che l’UIF è particolarmente attiva nell’ambito del Gruppo Egmont: un funzionario dell’Unità ricopre la carica di chairman del Legal Working Group. Attraverso le Raccomandazioni elaborate dal GAFI nel corso dell’Assemblea plenaria del febbraio 2012, al termine di un laborioso processo di revisione, sono state introdotte innovazioni volte a potenziare la complessiva efficacia dell’azione di prevenzione e contrasto.
È stato esteso e razionalizzato il metodo basato sul rischio, caratterizzato nel precedente sistema da alcune incertezze e ambiguità che ne hanno reso difficile l’applicazione in tutti i Paesi. In particolare, nelle nuove Raccomandazioni sono stati affinati gli obblighi preventivi di adeguata verifica della clientela, chiarendone le modalità di adattamento alle caratteristiche del rischio e rafforzandone l’intensità nei casi di maggiore esposizione.
In questo contesto, si è stabilito che anche le «Persone Politicamente Esposte» ovvero PEP domestiche, oltre a quelle estere, devono essere sottoposte a misure obbligatorie di verifica rafforzata. Sono state, inoltre, introdotte misure più incisive per assicurare la trasparenza delle società e degli enti e per l’individuazione delle persone fisiche controllanti, i cosiddetti «titolari effettivi»; nonché misure specifiche volte a fronteggiare il finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa, in conformità alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nelle stesse Raccomandazioni sono stati poi previsti gli standard antiterrorismo introdotti nel 2001.
Il 26 luglio scorso l’UIF ha sottoscritto, con l’Autorità di Informazione Finanziaria della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano AIF, un protocollo d’intesa che consentirà la collaborazione per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Il protocollo impegna le due Autorità a scambiare ampie e complete informazioni per lo svolgimento dei rispettivi compiti di analisi finanziaria di operazioni sospette. A tal fine, ciascuna Autorità fornirà le notizie disponibili o acquisibili attraverso l’esercizio dei propri poteri.
Tale accordo è stato redatto in conformità dei principi internazionali che disciplinano la collaborazione tra la FIU, il GAFI e il Gruppo Egmont. La sottoscrizione del protocollo costituisce un requisito necessario, in base alla legge antiriciclaggio dello Stato del Vaticano, per consentire all’AIF di prestare la necessaria collaborazione. La normativa vaticana che, in linea con gli standard internazionali, ha sancito l’indipendenza con l’AIF nella sottoscrizione di protocolli d’intesa ha favorito l’ammissione della stessa AIF nel Gruppo Egmont e, insieme alla disponibilità alla concreta collaborazione, ha posto le basi per la sottoscrizione del protocollo con l’UIF. In base a questo accordo, le Autorità si terranno reciprocamente informate circa le modifiche dei rispettivi sistemi normativi, dell’assetto istituzionale o organizzativo, del contesto operativo e di ogni altra circostanza suscettibile di riflettersi sul concreto svolgimento della collaborazione e sulla corretta applicazione dello stesso protocollo.
Va precisato, comunque, che tale accordo non riguarda gli aspetti relativi ai controlli sul sistema finanziario. Al riguardo, vale la pena di ricordare che l’obbligo dell’AIF di definire protocolli d’intesa, da sottoporre preventivamente anche al nulla osta della Segreteria di Stato vaticana, era stato introdotto con una norma del gennaio 2012, modificando così la previgente regolamentazione del 2010 che consentiva all’AIF di collaborare senza necessità di accordi formali.
Nel dicembre 2012 la clausola relativa al nulla osta è stata rimossa. Tale ultimo intervento normativo, in linea con gli standard internazionali in materia di indipendenza operativa delle FIU, ha favorito l’ammissione dell’AIF al Gruppo Egmont e ha posto le basi per la sottoscrizione del protocollo con l’UIF che ricalca il modello predisposto dallo stesso Gruppo Egmont. Prima di concludere vale la pena di ricordare che con il 2012 si è concluso il primo quinquennio di vita dell’UIF, organismo che è subentrato dal 2008 all’Ufficio Italiano dei Cambi.
In questi 5 anni il nuovo sistema si è rafforzato e ha colto importanti risultati, ma ulteriori passi possono essere ancora compiuti per incrementarne l’efficacia. Alla luce delle nuove Raccomandazioni adottate dal GAFI l’obiettivo prioritario è l’aumento delle capacità di Intelligence dell’Unità: è necessario cioè un ampliamento delle basi informative con l’accesso ad ulteriori fonti esterne. La disponibilità degli esiti investigativi e giudiziari delle segnalazioni di operazioni sospette, oltre ad affinare l’analisi, consentirebbe di migliorare anche il flusso di ritorno ai segnalanti, in linea con gli standard del GAFI e con le prassi vigenti negli altri Paesi europei.
L’auspicio è che la sempre più completa ed accurata analisi dei flussi finanziari, delle segnalazioni e delle basi informative anche di nuova acquisizione, le verifiche mirate sul campo, l’intensa collaborazione con le autorità di vigilanza di settore, con gli organi investigativi e giudiziari e con la rete internazionale delle FIU possano consentire all’Unità di svolgere con sempre maggior efficacia il proprio ruolo, affrontando con determinazione, nell’attuale contesto di debolezza del tessuto economico, le sfide della criminalità al corretto funzionamento dei mercati.   

 

di ANTONIO MARINI

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