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la fondazione bordoni sovvenziona il marconi jr prize

di ALESSANDRO LUCIANO presidente e direttore generale della Fondazione Bordoni

Il Marconi Prize è il premio che annualmente viene assegnato dalla Marconi Society, «sorella» americana della Fondazione Marconi. È così importante da essere considerato l’equivalente del premio Nobel nel settore dell’ICT. Non ho avuto nessun dubbio, quindi, ad accettare immediatamente l’invito che il prof. Gabriele Falciasecca, presidente della Fondazione Marconi, mi ha rivolto come presidente della Fondazione Bordoni di entrare a far parte da quest’anno dell’organizzazione del Marconi Prize.
A maggior ragione perché quest’anno veniva premiato Martin Cooper, il ricercatore americano che, nel 1973, inventò il primo telefono mobile della storia. È un riconoscimento per ciò che ha donato all’intera società, per tutti gli stupefacenti mutamenti che hanno avuto origine dalla sua invenzione.
Si tratta del 39esimo, di una serie incredibile di premi, che ha riconosciuto i meriti di scienziati che hanno rivoluzionato il mondo delle comunicazioni: da uno degli inventori della fibra ottica, David Payne, a uno dei padri di internet, Vinton Cerf; dal creatore del microprocessore, Federico Faggin, ai due ragazzi che hanno rivoluzionato l’informazione via internet, gli inventori di Google Brin e Page. E potrei continuare indicando tutti i vincitori, perché ognuno di loro ha lasciato la propria decisiva impronta nello sviluppo della comunicazione mondiale.
La Fondazione Bordoni ha però colto l’occasione per andare oltre la semplice collaborazione con la Fondazione Marconi per l’assegnazione di premi a questi illustri personaggi. Ho voluto che la FUB sponsorizzasse il premio «Marconi Junior», vinto da due giovani e promettenti ricercatori italiani per le loro innovative tesi di laurea. Con questo premio, che continueremo a sovvenzionare anche nei prossimi anni, intendiamo indicare una strada a quei ragazzi che intraprendono la ricerca scientifica, oggi sempre più difficile e faticosa in particolar modo in Italia. Vogliamo contribuire allo sviluppo della ricerca scientifica tra i giovani, creando le condizioni perché il settore delle comunicazioni avanzate mantenga il proprio ruolo centrale nello sviluppo del nostro Paese.
E la nostra speranza è di riuscire a dare anche un piccolo contributo per contrastare concretamente il fenomeno dell’emigrazione culturale all’estero ed evitare l’esclusione del Paese dalla frontiera delle tecnologie della comunicazione. Quando ho premiato i giovani ricercatori italiani di fianco a prestigiose personalità (oltre a vari vincitori del Prize degli anni scorsi c’erano il principe Constantijn Van Oranje, capo di Gabinetto di Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e commissario per l’Agenda digitale, e Giovanni Emanuele Corazza, fondatore del Marconi Institute for Creativity), ho sentito il dovere di sottolineare come il Marconi Prize e i premi ai giovani ricercatori italiani e stranieri siano segnali significativi proprio in un momento nel quale l’Italia ha un’assoluta necessità di rilanciare la propria capacità di fare innovazione tecnologica.
Ritengo, infatti, che il nostro compito, come Fondazione Ugo Bordoni, debba andare anche oltre la ricerca scientifica: abbiamo il dovere verso il nostro Paese, verso i nostri giovani, verso il futuro dei nostri figli di far sì che non si disperda il patrimonio culturale accumulato in questi anni.  

Tags: Novembre 2013

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