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Benedetti Valentini racconta le sue «favole morbide»

Domenico Benedetti Valentini

Uomo dalla personalità poliedrica, grande appassionato di quella meravigliosa espressione d’arte che è il teatro, Domenico Benedetti Valentini si distingue nel panorama delle lettere per le proprie produzioni; la più recente è figlia del credo umano e sociale che da sempre hanno segnato la sua condotta. Pubblicato dalla casa editrice BookSprint Edizioni, il libro rivela già nel titolo l’appartenenza ad un genere originale ed efficace: quello delle favole. «Dieci favole morbide» è un testo che racchiude in 144 pagine un ventaglio di circostanze atte ad indurre il coinvolgimento del lettore; quest’ultimo procederà, di favola in favola, lungo situazioni possibili, probabili, sempre presentate dalla voce e dallo sguardo dei protagonisti. In questo accorgimento narrativo l’autore ha scovato il sistema di «paracadutare» il lettore nel campo della verosimiglianza. Confortato dall’assenza di un impatto troppo violento, l’autore affronta temi significativi quali quello della cattiveria, della modestia, del senso di giustizia, dell’amore civico, della ricerca della giusta armonia tra la semplicità e il suo contrario. Ogni tema prende forma da dieci figure protagoniste che agiscono in dimensioni spaziali e temporali di fantasia dell’autore, così che ogni favola è caratterizzata da un profondo simbolismo. Scritto con estrema sapienza, il testo rivela la profonda cultura dell’autore. Ma poi perché sono «morbide» queste dieci favole? Perché non vogliono provocare, né stupire e né enfatizzare drammi o dispensare morali. Rispondono al desiderio di mettere in forma apparentemente narrativa una piccola, ma non esigua, antologia di riflessioni e sensazioni. Attraverso una rapida, ma non fugace, galleria di personaggi, nelle cui vicende domina dichiaratamente l’allegoria è, come sempre, la vita stessa che ci viene descritta e «analizzata» in tante sue valenze, domande non tutte risolte, ansie non tutte appagate, perfino opportunità e coincidenze di destino, ora avverse ora propizie. «Una favola per ciascuna sera» è la formula suggerita al lettore perché ogni brano contiene alcuni specifici messaggi, coglie uno o più determinati aspetti dell’esperienza umana che meritano distinte percezione. Poi, avendone voglia, magari accompagnati dalla postfazione, si può mettere tutto a sintesi, quasi a far emergere un patrimonio di identità e di concetti vissuti; un patrimonio variegato e stimolante che ci pone a confronto con tipi, luoghi e situazioni che possiamo aver incontrato addirittura noi stessi.

Tags: Settembre 2015

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