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FARE BUSINESS IN AUSTRIA: I SETTE CONSIGLI DI AUSTRIAN BUSINESS AGENCY

ABA – Invest in Austria, l’ente governativo facente capo al ministero federale dell’Economia e il cui compito è fornire a potenziali investitori consulenza a titolo gratuito su temi quali scelta della sede, questioni di natura fiscale e giuslavorista, ricerca di partner e contatti con gli enti pubblici, in un comunicato definisce sette punti ai quali un’azienda italiana dovrebbe fare attenzione prima di decidere di insediare un’impresa in Austria.

Il primo punto essenziale è la conoscenza del mercato locale e della lingua: parlare tedesco, o perlomeno inglese, per manager e dipendenti in loco è un requisito fondamentale. Oltre al business plan devono sussistere anche competenze di settore; inoltre è assolutamente necessario essere già in possesso di buone conoscenze sul funzionamento del mercato locale.

Evitare una costituzione frettolosa è il secondo suggerimento: come in Italia, così anche in Austria, è obbligatorio presentare il bilancio anche se l’azienda viene costituita ad esempio a fine anno; ne consegue che, al fine di evitare costi superflui, l’effettiva costituzione dell’impresa dovrà avvenire pertanto non prima che sussista un business plan, che si sia in possesso di sufficienti conoscenze di mercato e che l’impresa sia in grado di essere operativa dopo la data di costituzione. Diversamente invece dall’Italia, per ottenere una licenza d’esercizio in Austria un’impresa necessita obbligatoriamente di un titolare della licenza secondo il diritto aziendale. Gli imprenditori dovranno informarsi esattamente sulle facoltà decisionali e sugli obblighi di tale figura. Dinanzi all’autorità competente, il titolare risponderà dell’osservanza delle norme di diritto aziendale e delle leggi annesse.

Il quarto aspetto da tenere presente è la negoziazione della retribuzione su base annua: in Austria si negozia sulla retribuzione lorda. Se si ha intenzione di assumere dipendenti per un’azienda austriaca, si raccomanda di condurre la trattativa sulla retribuzione con base annua; i dipendenti ricevono 14 mensilità e tredicesima e quattordicesima godono di agevolazioni fiscali.

Da non sottovalutare la comprensione del diritto commerciale austriaco e l’osservanza delle peculiarità del diritto austriaco del lavoro. L’Austria distingue in linea di massima le attività libere e le attività regolamentate e possono essere disciplinate diversamente rispetto al Paese d’origine: un’attività libera in Italia può essere regolamentata in Austria. Per attività regolamentate si intendono quelle che richiedono un certificato di abilitazione, per esempio una falegnameria, studi tecnici, attività peritali. Per quanto riguarda il diritto del lavoro poi, è auspicabile conoscere alcune peculiarità quali ad esempio l’elevata flessibilità nella risoluzione di un rapporto di lavoro: infatti un licenziamento può avvenire senza indicazione dei motivi.

Il rispetto della dimensione culturale locale è l’ultima delle indicazioni. Comprendere e rispettare usi, costumi e competenze della mentalità austriaca avvantaggerà gli imprenditori. I partner commerciali austriaci sono meno orientati “all’affare” rispetto, ad esempio, ai colleghi americani o tedeschi, e preferiscono piuttosto costruire un rapporto basato sulla fiducia. Non è molto apprezzata la critica eccessiva nei confronti dell’Austria. Occorre imparare a leggere fra le righe e a riconoscere un “no” o un “sì”, anche se non espresso in maniera esplicita; esporre un’opinione troppo direttamente, senza fronzoli, può essere percepito come mancanza di tatto. Inoltre, sono molto apprezzati la puntualità e l’uso corretto degli appellativi. I titoli sono presi sul serio e allo stesso modo utilizzati: di norma sui biglietti da visita sono riportati tutti i titoli e le funzioni.

Tags: Dicembre 2017 ABA - Invest in Austria Austria imprenditoria

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