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Focus scuola - Scuola Waldorf: un esempio di concretezza e di sana educazione

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«I sistemi scolastici formali sono spesso giustamente accusati di bloccare la realizzazione personale, imponendo a tutti gli alunni lo stesso modello culturale e intellettuale, senza tener conto in misura sufficiente della varietà dei talenti individuali.

Essi tendono a mettere in risalto lo sviluppo delle conoscenze astratte a danno di altre qualità, come l’immaginazione, la capacità di comunicazione, l’attitudine al comando, un sentimento della bellezza e della dimensione spirituale dell’esistenza, le abilità manuali», Rudolf Steiner

Un esempio di scuola fondata su un’educazione innovativa, quella steineriana, è la Scuola Waldorf, attiva nell’area fiorentina da oltre vent’anni, ma solo da un anno nella nuova struttura di via Gioberti 67, in un palazzo interno, silenzioso e luminoso nel cuore di Firenze. «Innovativa» per modo di dire: perché, se i quattro capisaldi steineriani sono «imparare a vivere insieme», «imparare a conoscere», «imparare a fare» ed «imparare ad essere», ebbene, essi dovrebbero comunque costituire il senso di un sistema educativo. L’approccio in questione si fonda su una base spirituale ed esoterica, purché tale definizione non tragga in inganno (vuole spiegare infatti le interazioni fra mondo fisico e mondo spirituale, e per questo è stata oggetto di critiche, compresa l’accusa di essere una scuola confessionale). Si incentra sull’antroposofia, ossia l’impegno a risvegliare l’intelletto, l’immaginazione e la determinazione di ogni bambino, coltivando e stimolando l’amore per l’apprendimento per tutta la vita.
Sviluppata a partire dal 1919 su indicazioni dell’austro-ungarico Rudolf Steiner (1861-1925) - il quale descriveva come durante la sua crescita il destino gli donasse ciò di cui aveva bisogno per il proprio sviluppo (vissuto tra i binari dei treni, l’ambiente lo stimolò alla prontezza e all’abilità nella vita pratica) - la pedagogia steineriana non si propone come metodo, ma come esperienza sociale fondata sulle fasi dello sviluppo antropologico. La prima scuola, chiamata «Libera Scuola Waldorf», fu fondata a Stoccarda dall’industriale Emil Molt per i figli degli operai della fabbrica Waldorf-Astoria, sotto la guida di Steiner. L’impulso arrivò subito dopo gli orrori della prima guerra mondiale; l’anelito alla vera libertà dell’essere umano si pone come risposta ai profondi cambiamenti nella vita che sono venuti ad evidenza storica proprio nel vecchio continente.
Fin dalle origini si è avuta una rapida diffusione delle scuole steineriane nell’area germanica e anglosassone d’Europa, nei Paesi mediterranei è stata successiva, mentre sorprendente è stato lo sviluppo nell’area est-europea subito dopo il 1989. In Finlandia, al modello didattico steineriano si è ispirato il Ministero dell’Istruzione; in Olanda, lo psicologo steineriano B.C.J. Lievegoed ha diretto per anni la scuola di formazione degli insegnanti delle scuole pubbliche. In Belgio, Olanda, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Estonia, Lettonia le scuole steineriane sono completamente finanziate dallo Stato. In Svezia, Germania, Austria, Slovenia e Ungheria ricevono consistenti contributi. Nella Repubblica Ceca e in Lettonia sono considerate scuole statali sperimentali. In Belgio, Svezia, Norvegia, Regno Unito ed Estonia rappresentanti delle scuole steineriane lavorano insieme ai funzionari governativi nelle commissioni ministeriali.
Oggi nel mondo sono circa 1.200 le scuole, delle quali circa la metà in Europa, ma distribuite in tutti continenti: dall’Islanda al Sud Africa, dal Giappone ad Israele, dal Kenya al Canada, dall’Egitto al Perù, dagli Stati Uniti alla Russia, dall’India al Brasile, dal Messico all’Australia. In alcuni Paesi le famiglie prenotano con anni di anticipo l’ingresso dei figli alla scuola steineriana poiché la domanda supera l’offerta. La sua diffusione testimonia la validità di una visione basata sulle leggi evolutive dell’essere umano, universali a prescindere dai contesti etnici, socioculturali e religiosi.
Nella Scuola Waldorf, che copre un percorso dall’asilo al liceo, le esperienze artistiche (pittura, scultura e modellaggio, musica, euritmia, ginnastica bothmer) e laboratori artigianali (legno, ferro, cucito), non sono solo una cornice piacevole, ma hanno l’obiettivo primario di risvegliare l’intelletto, l’immaginazione e la determinazione di ogni bambino, coltivando e stimolandolo all’amore per l’apprendimento. In tale contesto i genitori non possono che essere presenti e attivi, e molta della storia della Scuola Waldorf, fin dalla sua fondazione, è stata costruita grazie a loro. I bambini si preparano ad una sana vita sociale, cogliendo il rapporto inscindibile che esiste tra talenti e bisogni. Questi ultimi possono trovare risposta nel lavoro offerto dalle capacità altrui.
Educare con amore, nella fiducia, interessare al mondo, nel concreto, è la missione profonda di una Scuola Waldorf, che è molto più di una scuola: dal primo istante in cui un bambino, un genitore o un aspirante maestro varca la soglia, non sarà più lo stesso. L’offerta formativa è approfondita nell’ambito delle materie artistiche ed artigianali. Cosa si respira? Calore, colore, arte, bellezza, conoscenza, esperienza, uno spirito di comunità che nell’isolamento odierno è quasi destabilizzante.   

Tags: toscana Ottobre 2017 Firenze Focus scuola Scuola Waldorf Rudolf Steiner

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