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ASMALLWORLD: UN PICCOLO MONDO PER UN’ELITE NELLO SCONFINATO UNIVERSO DEL WEB

Che cosa si può fare quando nella vita si viaggia molto e si vive in tanti diversi posti conoscendo un alto numero di persone che poi difficilmente si tornerà a vedere in tempi brevi, ma delle quali piacerebbe mantenere l’amicizia? Le alternative sono due: o ci si rassegna a mantenere un ricordo che poco a poco sbiadirà, tenendosi in contatto solo con quelle persone con cui si è stabilito un più forte rapporto, o si inventa «ASmallWorld», un piccolo mondo. Erik Wachtmeister ha naturalmente deciso per la seconda ipotesi e ora è il fondatore e presidente del sito più trendy e «business-oriented» del momento. Svedese, Erik ha infatti vissuto in molti Paesi diversi, tra i quali la Russia, gli Stati Uniti, l’Inghilterra. Aveva 19 anni quando il padre fu trasferito a Washington in qualità di ambasciatore. L’ambiente in cui è cresciuto è chiaramente internazionale e cosmopolita e numerose sono le relazioni instaurate, sia socialmente che professionalmente; ma la necessità di trasferirsi altrove incombeva. Di qui la riflessione, poi tradotta in un’attività grazie anche all’aiuto della giovane moglie Louise, co-fondatrice e direttore marketing, di fare in modo di mantenere, anche da lontano, tutti i contatti accumulatisi in tanti anni e, perché no?, tramutarli in opportunità di affari. E così, dopo qualche anno - giusto il tempo necessario per permettere alla tecnologia web e alla banda larga di svilupparsi ed essere pienamente d’ausilio -, nel 2004 è nato ASmallWorld.

Per chi non avesse presente il funzionamento del sito, esso può brevemente descriversi come una comunità on line, nella quale si entra soltanto mediante l’invito rivolto da uno dei membri. Una volta che si è divenuti membri e si è cominciato a formare una propria rete di contatti, che sono bene elencati e alla vista di tutti, sono molteplici le possibilità di uso del sistema, seguendo una logica di intrattenimento o di affari. Infatti il sito offre una vetrina immobiliare per affitto-vendita di appartamenti e case per vacanza, un calendario per gli eventi organizzati dai membri o nei quali semplicemente ci si potrebbe incontrare, le guide delle principali città e località turistiche del mondo, la possibilità di partecipare ai forum - divisi per intrattenimento, affari, discussioni, viaggio -, affinché tutti possano prendere parte alla conversazione e fornire suggerimenti o esprimere la propria opinione e così via. Inutile dire che vige un severo codice di condotta: non si può parlare di argomenti offensivi o contro il decoro, non si possono usare termini volgari pena l’esclusione dalla comunità.

Domanda. Cos’è ASmallWorld e qual è la piccola idea che è dietro a questo piccolo mondo?
Risposta. L’idea alla base di tutto è l’accesso a un certo tipo di informazioni da parte di un certo target di persone, soprattutto uomini e donne con un tenore di vita elevato, abituati a viaggiare e a conoscere molta gente e realtà diverse. Due sono le osservazioni che ho sentito di dover seguire: lo sviluppo di una comunità di persone che sono già ben connesse tra loro, sulla scia del fenomeno sociologico della migrazione sociale del «nomade globale», e la consapevolezza che il mercato di un esperimento del genere è costituito da tre milioni di persone e che ognuna di loro è separata dalle altre solo da tre gradi.

D. Quando è nato ASmallWorld?
R. Molto prima di altri siti analoghi ora presenti: ASmallWorld è una piattaforma sul web, ma non per questo virtuale, per queste persone che hanno una vita movimentata, sempre in viaggio, e un forte bisogno di interconnessione e di accesso a informazioni affidabili. Internet è un ecosistema perfetto per lo scambio di informazioni che, certificate da altri membri che dividono lo stesso stile di vita, sono molto più efficienti, senza considerare poi che ASmallWorld semplifica la gestione di questi rapporti che alle volte risultano difficili da mantenere, avendo uno stile di vita articolato. Stiamo rendendo il mondo più piccolo. In un certo senso il nostro prodotto è una sorta di «social Google»: Google organizza le informazioni del mondo, ASmallWorld organizza le informazioni più affidabili del mondo.

D. Com’è stata realizzata l’idea e chi sono stati i primi partecipanti?
R. Possiedo una rubrica di contatti di circa 15 mila persone, delle quali circa 500 sono dei «super connettori sociali» che viaggiano molto e a loro volta conoscono un altissimo numero di persone. Nel marzo 2004, ho invitato 10 di loro a diventare membri e a investire nella compagnia che stavo creando, chiedendo inoltre di invitare persone che a loro volta apportassero qualcosa di significativo alla rete grazie anche al solo fatto di avere conoscenze e interessi. E così è cominciata l’avventura.

D. Quanti sono i membri della comunità?
R. Attualmente sono 270 mila; il 10 per cento di essi non è attivo. Di quelli attivi circa il 60 per cento si connette al sito ogni giorno; gli altri lo fanno o una volta a settimana o una volta al mese. I membri non attivi appartengono probabilmente a una fascia di età più avanzata: infatti, anche se l’età media è intorno ai 35 anni - e mi piacerebbe aumentarla lievemente -, i membri dai 50 anni in su non hanno l’abitudine di consultare il web, di controllare la posta elettronica e di conversare via thread o chat, quindi non partecipano attivamente alla comunità. Pensiamo di inviare loro un’email di tanto in tanto per ricordargli il loro status e invitarli a prendere parte attiva. Va inoltre osservato che possiamo controllare lo sviluppo e la crescita del sito dando agli iscritti la possibilità di invitare nuovi membri o togliendola a chi, al contrario, ne ha già la facoltà; oppure espellendo o limitando l’uso del sito da parte di chi non rispetta il codice di comportamento. Al momento solo il 16 per cento ha il diritto di invitare nuovi membri. Contiamo di diventare 500 mila nel giro di un anno, quindi nel 2008. Hanno completato la propria iscrizione persone che invece non prenderebbero mai parte a una comunità sociale: alla luce di ciò, posso certamente definire «crescita» un numero più alto di membri di qualità, non un minore numero di persone.

D. Quali ostacoli avete incontrato?
Louise: R. La domanda è molto interessante. Abbiamo incontrato soprattutto un ostacolo: quello di trovare le persone adatte con cui lavorare, perché abbiamo scelto un nuovo settore in cui operare, un ambiente costituito da lusso e pubblicità, formato da un più elevato tipo di consumatore da reperire e accontentare, e ciò non è facile. Internet è consumo di massa, mentre il lusso è qualcosa di privato. Ci riteniamo dei pionieri a tutti gli effetti.

D. Che prevedete per il futuro?
R. Per quanto riguarda l’assetto della compagnia, abbiamo recentemente nominato un amministratore delegato, Joe Robinson, con sede a New York; è un esperto di vendite, mi aspetto da lui che diriga l’attività nel migliore dei modi, per rendere ASmallWorld ancora più interessante con l’ausilio di nuove tecnologie e caratteristiche; io sarò più attivo che mai, ma ho bisogno di un management professionale per raggiungere obiettivi concreti. Inoltre stiamo assumendo personale per il nuovo ufficio di Londra, che sarà specializzato nei servizi, nello sviluppo del sito web, negli eventi, nella vendita degli spazi pubblicitari. Abbiamo aperto per primo l’ufficio newyorkese per ottenere subito legami più solidi negli Stati Uniti, mentre per l’Europa abbiamo preferito aspettare essendo un mercato più frammentato.

D. E riguardo le principali caratteristiche del sito?
R. Stiamo pensando di migliorare i gruppi già esistenti, quali gli appassionati del polo o del golf, le persone che si dedicano alla beneficenza, gli amanti dell’opera: sono esempi di ulteriore segmentazione di un’audience già ben definita e individuata; anche per questo stiamo valutando l’introduzione dell’ingresso su invito anche a questi gruppi. Inoltre vogliamo rendere ancora più reale il profilo dei membri che per ora possono inserire solo una fotografia e qualche riga descrittiva della propria personalità e del proprio lavoro; nel futuro si potranno caricare album di foto e video per rendere il proprio profilo il più dettagliato possibile. Infine, inseriremo prossimamente l’invio di email quando si ricevono messaggi, oltre che per le richieste di connessioni, come già avviene; intendiamo, inoltre, ripristinare la possibilità, che per motivi tecnici era stata eliminata, di chattare tra membri; e vorremmo inserire nuovi strumenti, a pagamento, sia per offrire più servizi ai possibili clienti, come il noleggio di yacht o di ville, sia per poter monetizzare questi servizi facendo ottenere trattamenti di favore in hotel o l’ingresso nei club o alle lounge delle compagnie aeree; o finalizzati alla ricerca di lavoro, che è qualcosa per cui abbiamo visto i membri attivarsi molto nel sito.

D. Avete pensato a caratteristiche da fruire non solo on line?
R. A parte le già menzionate possibilità di accesso a club esclusivi, uno dei progetti è trasformare il magazine on line, che ora presenta interviste ai membri più rappresentativi della comunità, in una rivista cartacea o in una guida annuale o quadrimestrale, che riporterebbe le informazioni e i thread risultati più interessanti. Al momento è però solo un’idea.

D. Cosa rende ASmallWorld un sito diverso dagli altri?
R. È molto imitato, ma un particolare lo rende diverso dagli altri: la reale identità delle persone che lo frequentano. Si può paragonare internet alla civilizzazione nel XVIII secolo: qualcosa di aggregante ma rischioso. Noi l’abbiamo scelto e usato, ma l’abbiamo fatto più sicuro, ci siamo creati un angolo e abbiamo reso il mondo più piccolo. Ogni appartenente alla comunità ha un proprio profilo reale, con foto e informazioni vere. Anche per questo nella deontologia del sito si invita a non contattare e a non connettersi con persone che non si conoscono: la propria rete deve essere genuina e la propria e l’altrui riservatezza deve essere rispettata, non ha senso connettersi all’elenco del telefono. Nei rapporti con gli altri membri si deve tenere lo stesso comportamento che si terrebbe nella vita normale, nel mondo reale. Le persone dovrebbero essere in grado di organizzarsi autonomamente e di avere una propria sfera privata. Noi l’offriamo, così pure l’intimità di cui le persone hanno bisogno: senza un profilo reale e una rete di amici veri da contrapporre e offrire agli altri membri non ha senso parlare di riservatezza soprattutto in internet; ed è per questo che vogliamo che ognuno rispetti quella propria e l’altrui, anche e specialmente in rete. Inoltre non abbiamo concorrenti temibili nel networking sociale di alto livello come il nostro. Il motivo è che vi sono circa 10 mila persone chiave nelle maggiori città e queste sono già nostri membri. Certo, qualcuna potrebbe spostarsi e condurre gli altri in un altro circolo esclusivo, ma è un caso altamente improbabile.

D. Qual è il vostro fatturato?
R. Una tipica campagna della durata di un anno fattura tra i 100 e i 500 mila dollari. Il sito genera molto traffico e questo produce denaro: stiamo registrando ogni anno circa 500 milioni di impressions, ossia «cliccate» sul banner o sull’adv, e mi aspetto che crescano 10 volte nei prossimi tre anni. Mille di esse ci fruttano oltre 50 dollari e poiché molte persone entrano nel sito e cliccano, si produce un alto reddito. Nei primi due anni non c’è stato guadagno, siamo stati occupati ad impostare la compagnia e a sviluppare il sito che abbiamo intenzione di rendere ancora più appetibile per membri e partner, affinché possano utilizzarlo anche come vetrina pubblicitaria. Al momento vi appaiono solo alcuni banner dei nostri partner attuali, tra i quali Remy Martin, De Grisogono, Montblanc, Piaget, Land Rover, Moët et Chandon, Absolute, Burberry’s, Cartier, Credit Suisse, Diane von Fürstenberg ecc. Cureremo anche le relazioni fra partner e pubblico, e per far ciò abbiamo in mente di organizzare eventi e campagne speciali. Non ci sarà alcun bombardamento pubblicitario ma qualcosa di soft. La compagnia sta diventando poco a poco una media company perché a chi acquista i nostri spazi pubblicitari offriamo un pubblico demograficamente rappresentativo.

D. Cosa ritiene sia importante dire, ancora non detto?
R. ASmallWorld è unico nel propria genere: un sito che raccoglie le persone più interessanti del mondo per scambiarsi le informazioni più interessanti del mondo non è mai esistito prima. La ragione è che la «gente giusta» ha bisogno di scambiare le «informazioni giuste» con le «persone giuste». Potrei definire ASmallWorld una CraigList altamente filtrata, uno Zagat di di alto livello, una Wikipedia per le informazioni che davvero servono, e un Monsters per il lavoro di qualità. ASmallWorld è tutto in uno, e cerchiamo di migliorarlo di continuo.

 

Tags: web social Novembre 2007 ASmallWorld

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