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MILANO CITYLIFE, AL VIA CANTIERE CITYWAVE SU PROGETTO DI BJARKE INGELS

Citywave Milano Citylife

In un clima da ripartenza, è stata posata la prima pietra del cantiere CityWave, quarto edificio uso uffici a completamento del distretto CityLife a Milano, di cui fanno già parte le tre torri che danno il nome alla piazza e alla fermata della metro lilla: Generali (firmata da Zaha Hadid), Allianz (Arata Isozaki e Andrea Maffei) e PwC (Daniel Libeskind). Iniziano così i lavori che concluderanno il progetto di rigenerazione urbana dell’area ex Fiera, la cui restituzione alla città è prevista per il 2025, “in tempo per le Olimpiadi”, scherza il sindaco Giuseppe Sala, che evidenzia il “senso di responsabilità che Milano si è voluto prendere, con il rischio di non farcela perché non tutte le scommesse sono vinte in partenza ma, in questo caso, possiamo darla per vinta, nonostante la crisi finanziaria e la pandemia. Riguardo gli oneri di urbanizzazione, sono stati investiti in progetti collaterali di riqualificazione come le scuole Pizzigoni e Cappellini, il parco Monte Stella, edilizia pubblica nel municipio 8 o impianti sportivi”. E rincara con nuovi progetti che necessitano di una forte azione politica che ha richiesto, come portare a Milano il tribunale dei brevetti almeno per i settori pharma e life sciences. Gli fa eco Aldo Mazzocco, amministratore delegato di Generali Real Estate e presidente di CityLife: “Milano ha la capacità forse unica di far giocare tutti i giocatori, è oggi la città europea più frizzante. Con CityWave siamo riusciti nel delivery on promise, dopo la pausa durante il lockdown che però ci ha consentito di lavorare a lungo, ben 18 mesi, sul progetto”.

E fa quasi impressione vedere nelle foto d’epoca l’area della vecchia fiera campionaria, cuore commerciale di Milano dal 1923 al 2015 ed estesa per 455mila mq, ora brulicare nuovamente di persone e attività, e sviluppata in verticale. CityWave non gareggerà però in altezza con i suoi vicini: sono altre le caratteristiche su cui si è concentrato l’architetto danese Bjarke Ingels con il suo team; inoltre, dopo l’emergenza pandemica, l’edificio è stato pensato con una prospettiva ben diversa. Nelle parole di Ingels: “Due anni e mezzo fa siamo stati invitati ad immaginare in CityLife una quarta torre, di altezza inferiore alle presenti. Ci siamo resi conto che poteva sembrare una competizione persa in partenza. Inoltre la zona era già nota come Tre Torri e non volevamo generare confusione”. Lo studio BIG - Bjarke Ingels Group ha quindi optato per due edifici più alti alle estremità rispetto allo spazio pubblico centrale accessibile a tutti; i due edifici sono uniti da una copertura lunga 140 metri: un portico che rende la costruzione porta di accesso al quartiere e cornice alle torri, e che confonde il confine tra pubblico e privato, interno ed esterno. Un progetto quindi che non vuole competere con i grattacieli esistenti ma completare il contesto (lo slogan di presentazione è stato “from compete to complete”) per l’ennesima evoluzione del modo di lavorare: uffici che consentono flessibilità ma che richiedono la presenza, perché sono i luoghi dove le persone si conoscono, creano rapporti sociali e sviluppano idee. “CityWave sarà incentrato sulle persone che vivranno gli ambienti: anziché l’edificio in sé è la vita in essa che è veramente unica e che abbiamo deciso di evidenziare. Parliamo non di una mera sistemazione delle scrivanie ma creare un edificante ambiente di lavoro. Quando si progetta si dà forma a quello che ancora non si sa, quindi al futuro”.

CityWave si avvale del parco fotovoltaico più grande di Milano ed uno dei più grandi parchi fv urbani in Italia, con una superficie di circa 11.000 mq di pannelli, in grado di fornire una produzione di energia stimata in 1.200 MWh l’anno grazie a una potenza installata di quasi 2 MWh. Raccolta e riuso delle acque piovane e uso termico delle acque di falda garantiscono inoltre maggiore sostenibilità e risparmio energetico: il palazzo ha infatti già acquisito la pre-certificazione LEED Platinum (le tre torri esistenti invece sono già Gold).

Il progetto CityWave, così come l’intero intervento di riqualificazione di CityLife, si inserisce nella strategia europea di Generali Real Estate che, con un patrimonio gestito di oltre 33 miliardi di euro, si posiziona fra i principali gestori immobiliari al mondo e crea valore per gli investitori attraverso una serie di veicoli di investimento cross-border, gestiti dall’asset manager specializzato Generali Real Estate SGR, che nelle 15 città europee in cui investe si è specializzato in tutte le asset class (alberghiero escluso) e investimenti core, core plus e value added; CityLife, società controllata interamente dal Gruppo Generali, è l’unico progetto di sviluppo, per un investimento di circa 170 milioni di euro (ma le gare ancora non sono state bandite).

Inoltre, si profila una destinazione d’uso come centro culturale per gli spazi di Generali Square Garden (Palazzo delle Scintille, ex padiglione 3 di Fiera Milano), per ora utilizzato come hub vaccinale della Regione Lombardia, messo a disposizione gratuitamente da Generali e gestito dalla fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico. Nel 2005, con il trasferimento della Fiera a Rho, l’edificio era stato donato al Comune e in seguito ristrutturato da CityLife s.p.a.; tra il 2019 e il 2020 è stato acquisito da Generali Real Estate.

Tags: Milano architettura rigenerazione fotovoltaico sindaco Lombardia Regione Lombardia Policlinico di Milano architetti Settembre 2021 Ca' Granda

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