Il nostro sito usa i cookie per poterti offrire una migliore esperienza di navigazione. I cookie che usiamo ci permettono di conteggiare le visite in modo anonimo e non ci permettono in alcun modo di identificarti direttamente. Clicca su OK per chiudere questa informativa, oppure approfondisci cliccando su "Cookie policy completa".

  • Home
  • Articoli
  • Articoli
  • Rapporto Cobat: sostenibilità, innovazione e ricerca. Il bilancio dei risultati raggiunti nel 2014
  • 008

Rapporto Cobat: sostenibilità, innovazione e ricerca. Il bilancio dei risultati raggiunti nel 2014

Giancarlo Morandi, presidente di Cobat

Più della metà delle batterie vendute in Italia e oltre 7,5 milioni di chili di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche gestiti, una crescita del 211 per cento nella raccolta dei moduli fotovoltaici e quattro studi sperimentali per il riciclo dei rifiuti del futuro in partnership con le più importanti istituzioni scientifiche italiane. Sono questi i dati, presentati lo scorso 21 maggio a Roma, che emergono dal Rapporto 2014 di Cobat, il consorzio che offre servizi integrati e personalizzati di raccolta, trattamento e riciclo di prodotti giunti a fine vita. Michele Zilla, direttore generale di Cobat, ha illustrato i risultati raggiunti nel biennio 2013-2014 e gli obiettivi ai quali il Consorzio sta lavorando. Armando Romaniello e Paolo Marras, direttore Marketing e direttore dell’area Centro Italia Certiquality, hanno sottolineato quanto sia importante per le imprese che operano per la tutela dell’ambiente seguire un percorso di certificazione come quello intrapreso da Cobat. Quindi, il dibattito «Da rifiuti a risorse: un’opportunità per un futuro sostenibile». Hanno partecipato Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente, Giancarlo Morandi, presidente di Cobat ed Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione della Camera dei Deputati. È intervenuto, infine, Pavan Sukhdev, economista indiano e autore del libro «Corporation 2020. Trasformare le imprese per il mondo di domani», che ha ricoperto il ruolo di coordinatore del progetto The Economics of Ecosystem and Biodiversity (Teeb) dell’Onu.

I dati
Pile e batterie. Cobat è il sistema di raccolta e riciclo di pile e accumulatori più rappresentativo in Italia, con quasi il 55 per cento dell’immesso al consumo degli accumulatori industriali e per veicoli e quasi il 30 per cento delle pile e degli accumulatori portatili. Nel 2014 la raccolta di accumulatori al piombo esausti si è attestata sui 127,5 milioni di chilogrammi. In Toscana (+29,7 per cento), Campania (+28,3 per cento) e Abruzzo (+24,2 per cento) le maggiori variazioni percentuali dei quantitativi di raccolta.
RAEE-Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Cobat, tra i primi sette sistemi di raccolta in Italia, è passato da 105.983 kg di RAEE gestiti nel 2013 ai 7.519.568 kg del 2014 (una crescita di oltre 70 volte), grazie all’incremento delle adesioni di produttori e importatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Oggi i centri di raccolta sono 777, dai 44 dell’anno precedente. Il maggiore quantitativo raccolto, sia nel 2013 che nel 2014, appartiene alla categoria R3 (tv e monitor), rispettivamente con circa 86 mila kg e oltre 6 milioni di kg. Nel 2011 Cobat ha strutturato la prima filiera italiana per la raccolta e il riciclo dei moduli fotovoltaici esausti anticipando la Direttiva europea 2012/19/UE sui RAEE, recepita con il decreto legislativo n. 49 del 2014. Al momento i moduli che necessitano di un corretto invio a trattamento sono limitati. Ciò nonostante, Cobat ha triplicato i quantitativi raccolti, passando da 22.500 kg del 2013 a 70 mila kg del 2014. Il dato è destinato a crescere ancora data l’obsolescenza dei moduli derivanti da installazioni di venti anni fa. Cobat, attualmente il primo Sistema nazionale in termini di quote di mercato, assicura la totale tracciabilità di ogni singolo modulo fotovoltaico immesso sul mercato e attiva le migliori garanzie finanziarie che coprono la raccolta e il riciclo del prodotto giunto a fine vita anche dopo 20-30 anni dall’installazione.

PFU-Pneumatici Fuori Uso. Nel 2014 Cobat, già attivo nella gestione indiretta degli PFU, ha ottenuto dal Comitato Aci l’autorizzazione a operare nella gestione degli pneumatici fuori uso provenienti da autodemolizione. Il quantitativo gestito nel 2014 da Cobat è pari a 7 mila kg (+40 per cento rispetto al 2013).

La rete
Il Sistema Cobat è costituto da 90 punti Cobat e 17 impianti di trattamento e riciclo accreditati. In questo modo, il Consorzio riesce a garantire una copertura omogenea del Paese e ad abbattere costi di trasporto e immissioni inquinanti in atmosfera. Sono oltre 700 i produttori e importatori che hanno affidato a Cobat la responsabilità della gestione del fine vita, per un immesso al consumo di più di 160 mila tonnellate di rifiuti.

Ambiente e sostenibilità
La scelta del personale di utilizzare sempre di più il treno, ad esempio, ha permesso di abbattere del 6 per cento rispetto al 2013 la produzione di tonnellate di CO2 equivalenti di gas serra. Grazie a un ulteriore processo di efficientamento della logistica, nel 2014 sono diminuiti, poi, i km percorsi e le emissioni di gas climalteranti del 7,5 per cento per ogni singola tonnellata raccolta di accumulatori al piombo.

Comunicazione formazione informazione
La vocazione di Cobat a favore della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini si traduce in campagne informative e di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità e del riciclo. Tra gli strumenti di comunicazione del Consorzio: il portale www.cobat.it, l’innovativa Cobat TV accessibile dal sito internet www.cobat.tv, e Ottantadue, lo storico house organ bimestrale. Cobat ha garantito, inoltre, oltre 500 ore di formazione per il personale interno e per quello del suo network tra il 2012 e il 2014 dedicate al team di lavoro.

Studi e ricerche
Tra le iniziative di ricerca e sviluppo, il Consorzio ha avviato nel 2014 uno studio di fattibilità con l’Istituto di Chimica dei composti organometallici (Iccom) del Cnr, il Consiglio nazionale delle Ricerche, per sperimentare una tecnologia per il trattamento degli accumulatori al litio esausti e il recupero dei loro componenti metallici. Visto l’uso quotidiano nei pc, tablet e smartphone, ma anche nelle vetture ibride ed elettriche, il progetto potrebbe costituire la risposta a una delle principali sfide ambientali del futuro.

Dichiarazioni
Giancarlo Morandi, presidente di Cobat. «Forti di un’esperienza di oltre 25 anni nella raccolta e nel riciclo di accumulatori al piombo e pile portatili esausti su tutto il territorio italiano, abbiamo messo a disposizione di tutti i rifiuti tecnologici le nostre competenze e la nostra rete. Il risultato è una gestione efficiente e sostenibile, sia da un punto di vista economico che ambientale. Ma non possiamo fermarci a questi risultati. Lo sguardo è rivolto al futuro, perché i prodotti di oggi sono i rifiuti di domani. E per rimanere al passo con l’incessante innovazione tecnologica, abbiamo puntato sulla ricerca di nuovi sistemi di trattamento e riciclo per prodotti che in pochi anni sono diventati di massa, come nel caso delle batterie al litio».

Michele Zilla, direttore generale di Cobat. «Abbiamo voluto presentare il nostro Rapporto 2014 per condividere gli importanti risultati conseguiti finora e al tempo stesso fissare i prossimi traguardi da raggiungere. Ci proponiamo per i prossimi anni di investire nel potenziamento dei servizi offerti nelle filiere dei RAEE, dei moduli fotovoltaici giunti a fine vita e degli PFU. L’obiettivo è fornire un servizio sempre più integrato e su misura, al servizio delle esigenze dei Produttori e Importatori».

Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. «Dal Rapporto emergono risultati importanti, che ci devono spingere a fare meglio. Oltre che all’ambiente, la corretta gestione del ciclo dei rifiuti e il riuso dei materiali fanno bene a intere filiere produttive e proprio dal riciclo delle materie prime seconde può derivare un pezzo importante della nostra green economy. Un’economia che guarda al futuro ed è competitiva proprio perché scommette sull’innovazione, sull’ambiente e sulla qualità, che va sostenuta. Il traguardo di un sostanziale azzeramento dei rifiuti in discarica, e più in generale quello dell’economia circolare, non è oggi un’idea romantica, ma una prospettiva industriale concreta ed economicamente vantaggiosa».   

Tags: Giugno 2015 ambiente innovazione bilancio sostenibilità Cobat

© 2017 Ciuffa Editore - Via Rasella 139, 00187 - Roma. Direttore responsabile: Romina Ciuffa